The Vision Bleak: Live Report della data di Brescia

Il Circolo Colony di Brescia ospita questa sera i tedeschi The Vision Bleak, in occasione della seconda tappa italica del loro “Into The Unknown Tour”.

Al nostro arrivo nel locale i genovesi Path Of Sorrow stanno purtroppo terminando la loro performance e a malincuore non siamo in grado di offrirvi una cronaca dettagliata, ma l’impressione, nei pochi minuti di show a cui riusciamo ad assistere è di avere a che fare con un ensemble molto solido, foriero di un death/thrash di scuola nordeuropea proposto con grande convinzione.

Giocano in casa i bresciani (EchO), band dedita a una visione del doom metal in chiave atmosferica con riferimenti stilistici a gruppi come i finlandesi Swallow The Sun, Katatonia del periodo mediano e in particolare gli Ahab, con i quali condividono numerose atmosfere funeree e sonorità diluite. La band darà presto alle stampe “Head First Into Shadows”, secondo album in studio e successore di “Devoid Of Illusions”, uscito nel 2011. Performance intensa la loro, il six-piece mostra il giusto affiatamento guidato dal vocalist Fabio Urietti e piace per la sua compattezza. I quattro brani eseguiti alternano sfuriate metalliche in chiave melodic death con alcune velleità progressive, che spezzano un doom plumbeo e malinconico arricchito dalle tastiere dal gusto seventies di Simone Mutolo.

Si cambia registro, ma il livello qualitativo rimane alto con i Tethra, rivolti invece a una visione del doom metal dalla forte impronta death che guarda in modo particolare al sound dei prime movers britannici della scena. Brani ricorsivi e senza molte variazioni sul tema, questo è vero, eppure i Tethra centrano pienamente il bersaglio, guidati dalla sicura presenza del vocalist Clode e dal suo growl profondo ed espressivo. La coppia di asce formata da Luca Mellana e Gabriele Monti (freschi innesti nella band insieme al batterista Lorenzo Giudici) tesse un vero muro di suoni e melodie portanti davvero intense ed efficaci. Senza proporre chissà quali alchimie, i Tethra vincono la partita eseguendo canzoni dal forte impatto emotivo. Al momento non possiamo che essere soddisfatti, dopo aver avuto il piacere di asssitere a due show di band interessanti e senza dubbio da tenere d’occhio.

Lo show bresciano dei The Vision Bleak conferma ciò che l’autore di questo articolo pensa da tempo della band tedesca: animali da palco! I loro brani snelli, efficaci, dotati di un bel tiro e accattivanti nelle loro tinte noir riescono a coinvolgere pienamente un pubblico non particolarmente numeroso, ma caldo e partecipe. Konstanz è un vero istrione e approfittando della dimensione intima del Colony non smette un secondo di interagire con gli astanti, tra battute e inviti al battimani. Schwadorf è una certezza sul palco e i bravi session fanno il resto per rendere lo show privo sbavature. L’occasione è ghiotta non soltanto per presentare l’Ep “The Kindred Of The Sunset” ma anche il nuovo album “The Unknown”, in uscita a Giugno e questa sera letteralmente saccheggiato, con ben cinque brani estratti. Spiccano tra questi “Spirits Of The Dead” (che dà inizio allo spettacolo), “The Whine Of The Cemetery Hound” e “Into The Unknown”, canzone godibilissima e dal refrain ficcante accolta molto bene dai presenti. Spazio anche ad alcuni classici del gruppo, come “Carpathia”, sempre efficace, “Kutulu!”, dove Konstanz si prodiga nelle sue doti istrioniche, “Night Of The Living Dead” e ancora dal primo album “The Deathship Has A New Captain”, il singolo “The Lone Night Rider”, che chiude uno show davvero piacevole, dove la band sembra divertirsi quanto i suoi fan. Un delizioso antipasto in attesa del sesto studio album.

Setlist The Vision Bleak

Spirits Of The Dead

From Wolf To Peacock

The Night Of The Living Dead

Carpathia

The Kindred Of The Sunset

Into The Unknown

Hexenmeister

Kutulu!

Cannibal Witch

Descend Into Maelstrom

The Whine Of The Cemetery Hound

Elizabeth Dean

By Our Brotherhood With Seth

The Wood Hag

The Lone Night Rider

The Vision Bleak 2016

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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