The Struts: Live Report e foto della data di Milano

È stata nel 2017 la prima volta che ho avuto la possibilità di poter vedere i The Struts dal vivo (nonché la loro prima data italiana in assoluto). In quell’occasione, la leggenda vivente Mick Jagger li aveva chiamati per aprire le date del tour dei suoi Rolling Stones e, date queste premesse, ci si poteva aspettare tanto dalla giovane band inglese. Già allora avevano messo le cose in chiaro: sebbene il loro fosse un compito tutt’altro che facile, gli Struts riuscirono ad ottenere un consenso positivo e un’attiva partecipazione del pubblico alla loro performance tenutasi a Lucca. Nel 2018 rilasciano il secondo album di inediti, “Young and Dangerous”, e non perdono l’occasione di promuoverlo attraverso un lungo tour, che sta durando tuttora. L’Italia non è stata esente da quest’opportunità, ed anzi la band di Luke Spiller, Adam Slack. Jed Elliott e Gethin Davies, sembra essersi affezionata al nostro pubblico, tanto che in quest’ultima data al Fabrique il cantante ci ha definiti come il “miglior pubblico che abbia mai visto”. Affermazione confermata anche dal fatto che, con questa data milanese, gli Struts hanno tenuto il loro quinto concerto nella nostra penisola nel solo 2019. Scimmiottando principalmente ed in modo palese i Queen, gli Struts hanno potuto beneficiare della recente pellicola “Bohemian Rhapsody” per ottenere ulteriore interesse da parte del pubblico. Tuttavia, loro non vivono nè di rendita né per essere una sorta d’imitazione: La band di Luke Spiller infatti, con le sue 2 pubblicazioni, è riuscita a comporre con anche un loro stile personale, canzoni potenti ed efficaci con un deciso tocco radio-friendly, riuscendo a conquistare le masse con l’orecchiabilità del proprio repertorio. Il caso ha voluto che, l’intero concerto della serata fosse trasmesso in diretta niente meno che da Virgin Radio. I giovani inglesi stanno facendo passi da giganti e stanno dimostrando che il rock, riesce ancora ad entusiasmare non solo le vecchie, ma anche le nuove generazioni. Il pubblico, infatti, conosce a menadito la scaletta che gli Struts hanno riservato al Fabrique: non solo vengono cantanti a squarciagola i singoloni “One Night Only”, Could Have Been Me” e “Body Talks”, per citarne alcuni, ma anche tracce più sconosciute come “Fire” e “Ashes”. Tutta musica scritta per ballare, scatenarsi e cantare, come ha suggerito il cantante che, scherzosamente, ha invitato chi non avesse eseguito questi “comandamenti”, ad uscire dal locale. Ma non ha avuto bisogno di queste false minacce: il perfetto lavoro eseguito dai musicisti, le movenze e il cantato del frontman hanno permesso lo sviluppo di un concerto che non ha dato tregua ai fan, che per un’ora e mezza hanno potuto beneficiare di uno show movimentato come pochi altri. Cresce l’attesa per poterli rivedere nuovamente, cosa non improbabile, siccome hanno già pianificato alcune date nel 2020 (anche se in America), e perché no, magari anche con del nuovo materiale proveniente dalla prossima uscita discografica.

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