The Smashing Pumpkins: Live Report e Foto della data di Bologna

“Tonight, Tonight”. E la paura a scorrere nelle vene. Inutile negarlo, c’era preoccupazione tra i fan delle zucche spaccatimpani dopo l’annullamento della data solista di Billy Corgan al Santeria Club di Miliano. A 36 ore circa dall’evento bolognese (sold out da mesi) , più che di paura e preoccupazione direi che si poteva parlare tranquillamente di terrore.

Il 18 ottobre, Bologna, il giorno successivo l’annullamento. Si respirava nei dintorni dell’Unipol Arena una strana aria di paura. C’era l’emozione di chi non aveva mai visto gli Smashing, ma c’era anche il terrore strisciante, quella lovercraftiana sensazione di dover fronteggiare l’inimmaginabile. L’annullamento del concerto.

Per fortuna niente di tutto questo, concerto confermato e folla pronta per entrare nel ventre dell’arena bolognese. Sold out, e Myrkur ad allietare l’attesa. Ne abbiamo parlato, ma mai abbiamo visto Amelie Bruun all’opera.

Proposta quantomeno bizzarra, perché “lontana” dalle corde dell’ascoltatore. “The Serpent”, la bella ed intensa “De Tre Piker” tra le migliori del lotto, ma il black metal dei danesi spruzzato di ambient e folk dei nostri certamente non “combaciava” con le Zucche. Nonostante qualche perplessità e qualche commento feroce “sull’internet” una bella prova per una band ostica ma valida.

Enter the Pumpkin

Scende il buio, la musica sparisce e subito Corgan si prende il centro della scena. Lui al centro del palco, lui al centro delle proiezioni (la sua faccia, il suo corpo, la sua ossessione: “ZERO” ) e 3 ore di musica, oltre 30 canzoni e per molti un ritorno al passato. Un tuffo quando ancora l’adolescenza (o giù di lì) infiammava le vene di chi negli anni ’90 viveva quegli anni.

“Disarm” e solo Corgan al centro della scena, solo chitarra e voce per iniziare a tesse la trama di un racconto che vede ancora una volta James Iha e Jimmy Chamberlin a fianco dell’uomo di Elk Grove Village/Chicago. Poi il concerto esplode, si passa a “Rocket” e “Siva” per la prima manciata di minuti tra introspezione e memoria. Poi la prima sorpresa: la cover di “Space Oddity”. Billy in versione Bowie sorprende un poco, soprattutto per la cappa argentata indossata, ma la canzone rende bene. Merito anche delle immagini proiettate dai maxischermi.

Il concerto cresce d’intensità, arriva “Zero”, “The Everlasting Gaze” (onestamente deludente), “Stand Inside Your Love e “Thirty-Three” e il pubblico prende respiro. Pochi secondi, un piccolo intervallo vaudeville, e poi ancora musica con una versione intensa e disperata di “Mayonase” ed una furiosa versione di “Porcelina Of The Vast Ocean”.

Immancabile “Tonight, Tonight” che emozionato il pubblico facendo tremare le mura dell’Unipol Arena e due cover ad incorniciarla: “Landslide” dei Fleetwood Mac (cantata da Amelie Bruun dei Myrkur) ed una spiazzante “Stairway To Heaven”. Facce perplesse, senza dubbio, ma subito “ricondotte alla ragione” con una tesa “Cherub Rock”.

THE SMASHING PUMPKINS

 

A due terzi del guado, la band non sembra cedere colpi e le note di “1979”, “Try, Try, Try” e di una sensazionale e mai vecchia “Ava Adore” rimandano il boato per “Bullet With Butterfly Wings”. Sapientemente piazzata in chiusura per sfinire a dovere i fan. Certo, gli anni per Corgan passano, la voce non sarà più quella del 1995, ma la furia sembra essere quella dei bei tempi che furono.

Non solo palco, perché la forza e la furia di quelle canzoni pubblicate il 23 ottobre 1995 (Data di uscita di “Mellon Collie And The Infinite Sadness”) restano ancora brucianti, incastrate e vive tra chi viveva quegli anni con la forza e l’irruenza di chi credeva di avere in pugno il mondo. Ora, 23 anni dopo, quella scossa e quelle sensazioni sono riemerse per 3 ore circa, per rivivere quel brivido di onnipotenza che ora viene declinato tra esperienza e vita vissuta.

Più di 30 canzoni per un “ritorno al passato con vista sul futuro”, considerata anche l’imminente uscita del nuovo album della creatura di Corgan (qui rappresentato dalla sola “Silverly Sometimes (Ghosts)” escludendo “Solara”, peccato). Creatura che a fine 2018 diventa sempre più inscindibile dall’ego di Corgan, gran cerimoniere sul palco e vera pietra d’angolo di una band che vuole ricominciare a macinare emozioni.

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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