The Flower Kings: Live Report della data di Leinì (TO)

In occasione dell’anniversario del decimo anno di attività, i The Flower Kings festeggiano, dopo il disco da studio ‘Adam & Eve’, con il classico tour di supporto all’ultima release discografica. Il luogo dell’incontro con i fan italiani è il Kubo di Leinì (TO), locale che punta decisamente ad un sostegno della scena prog rock (già i Marillion hanno in precedenza fatto tappa da queste parti). Ma veniamo al concerto: i cinque svedesi, coadiuvati da Daniel Gildenlöw (Pain Of Salvation), entrato ormai in pianta stabile nella formazione e vero tutto fare (voce, chitarra elettrica, chitarra acustica, tastiere, percussioni di ogni genere e chi più ne ha ne metta), godono ormai di un ottimo livello di affiatamento, si divertono a suonare insieme e non perdono un colpo. Le due ore e venti circa di show scorrono bene, per la gioia dei (pochi, molto pochi) presenti, focalizzandosi quasi completamente sull’ultimo disco della band. Buoni anche i suoni, che migliorano pian piano dopo un avvio un po’ confuso e pastoso. L’ottimo bagaglio tecnico dei sei musicisti consente loro di divertirsi a dilatare i brani a proprio piacimento, improvvisando e non scostandosi mai da quell’etichetta psichedelica che tanto appropriata sembra loro. Tra gli highlight vanno sicuramente annoverate ‘A Vampire’s View’ (con un Gildenlöw strepitoso), ‘Love Supreme’ e la conclusiva e mastodontica ‘The Truth Will Set You Free’, ideale biglietto da visita del "Flower Kings" sound. Una piacevole serata che accontenta tutti gli accorsi in quel di Leinì, un po’ meno forse gli organizzatori, che devono sempre sudare (in questi casi) le proverbiali sette camicie per far quadrare i conti. Peccato, perché troppo spesso la buona musica non riceve un responso paritario.

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