The Answer + The Dead Daisies Live Report e foto della data di Milano

Un’accoppiata decisamente invitante quella dei The Answer/The Dead Daisies che ha toccato i Magazzini Generali di Milano come prima data italiana del loro tour da co-headliner, (a metà dicembre i nostri suoneranno anche a Roncade e a Grottammare, nda). I primi fautori di un hard rock viscerale e dalle forti tinte psichedeliche con rimandi anche alle tradizioni della loro terra e alle melodie popolari espresse soprattutto nell’ultimo, ottimo lavoro “Solas”, i secondi invece legati maggiormente ad un hard rock tradizionalista, robusto e coinvolgente e quì per promuovere il valido e recente “Make Some Noise”.

Una volta entrati nel locale notiamo subito l’ottima affluenza di pubblico con la gente accalcata già sulla transenna e pronta ad acclamare i propri beniamini, sintomo che quando c’è un bill di questo tipo neanche il freddo pungente di Milano fa desistere gli amanti di queste sonorità. Con l’ingresso dei The Dead Daisies sul palco capiamo da subito che buona parte dei presenti è qui per loro visto l’affetto e l’entusiasmo che suscitano già dalle note iniziali dell’intro di “Whola Lotta Love”. La band “orfana” di Richard Fortus, ora sostituito da Doug Aldrich (Whitesnake) e di Dizzy Reed, anche lui impegnato con il tour dei Guns N’ Roses, non ha perso un briciolo di smalto anzi è più compatta che mai e punta tutto sull’impatto e anche sull’entertainment che da bravi veterani del rock’n’roll  è insito nel loro dna.

Si inizia con le ottime “Long Way To Go” e “Mexico” per poi proseguire con la title track dell’ultimo album. C’è spazio anche per un divertente assolo di batteria dove l’indiavolato Tichy perde (di proposito) un numero indefinito di bacchette, per non parlare di Corabi, un frontman sempre carismatico e con una grinta davvero invidiabile, Doug Aldrich, il nuovo arrivato non ha certo bisogno di introduzioni mentre Marco Mendoza è l’altro animale da palco, gioca con il pubblico a più riprese e durante l’esecuzione dell’ultimo brano “Midnight Moses” va a suonare in mezzo alla gente come niente fosse, David Lowy, l’altro chitarrista e fondatore della band è l’unico che rimane un po’ in sordina e non attira tutti i riflettori su di se, comunque resta una colonna portante del collettivo dei The Dead Daisies. Una volta terminato lo show la band invita i fan desiderosi di avere foto e autografi di recarsi al piano superiore per un veloce meet & greet prima dell’inizio dei The Answer.

 

 

 

E infatti possiamo dire che buona parte ha seguito l’invito di Corabi lasciando la propria postazione per mettersi in fila e per incontrare il gruppo e fa un po’ specie vedere la formazione nord irlandese in queste condizioni perché avrebbero meritato di esibirsi davanti ad un numero maggiore di spettatori. Ma poco importa la band non si lascia certo intimorire da tutto questo e delizia i presenti con una scaletta che pesca a piene mani dall’ultimo album in studio e che conferma anche in sede live quanto di buono avevamo ascoltato in precedenza. La lisergica e fluida “Solas” apre il concerto seguita da “Beautiful World”, splendido brano di una drammatica bellezza che dal vivo mette davvero la pelle d’oca e che dire di Cormac Neeson un frontman a tutto tondo che riesce ad emozionare e cambiare pelle come un camaleonte e che fa sognare con “In This Land” o con le atmosfere più soffuse di “Thief Of Light”. Ma si sa Neeson è anche un mattacchione ironico e a più riprese si rivolge ai presenti cercando di rimediare della buona grappa italiana e non mancano le battute tra lui e il pubblico. Alle storiche “Spectacular” e “Battle Cry” spetta il compito di chiudere un concerto intenso ed emozionante, peccato solo per il numero dimezzato dei presenti.

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