The 69 Eyes: Live Report della data di Roma

Arrivo all’ Init Club di Roma con un’ottima impressione iniziale, è infatti risaputo che il posto in cui gli headliner della serata, i 69 Eyes, rendono in maniera ottimale, sono i piccoli club in cui possono essere a strettissimo contatto col pubblico, come piace a loro.

Gli organizzatori hanno saputo trovare una location praticamente perfetta per coniugare le aspettative di pubblico ed artisti.

L’ Init Club di Roma, pur non essendo capientissimo ha infatti un buon palco, un ottimo impianto audio e luci e dulcis in fundo, un fornitissimo bar. Tuttavia, con presupposti tanto buoni, una nota negativa doveva esserci. I Christian Death, purtroppo, per non meglio specificati problemi hanno annullato la partecipazione come supporter a tutte le date italiane del "Back In Blood European Tour 2010". Compito non facile di scaldare il pubblico tocca ai romani d’adozione Adimiron, che pur avendo affrontato la performance senza aver effettuato il soundcheck se la cavano egregiamente, proponendo un thrash "pulito", quasi old school in cui si avvertono pesanti influenze prog anni ’70, ottimi riff con stacchi armonici abbastanza orecchiabili, il tutto condito da una voce che ricorda molto Phil Anselmo in "Cowboys From Hell".

In tour per presentare il loro secondo full lenght "When Reality Wakes Up" e con alle spalle collaborazioni live di tutto rispetto, sono un gruppo che si farà strada sulla scena nazionale ed estera. Promossi!

Giudizio neutro invece per il secondo gruppo della serata, i toscani Mandragora Scream. Nonostante la buona resa sul palco unita alla vitalità e all’appeal della cantante Morgan, nonostante le esperienze alle spalle che li hanno portati nei palchi di mezza Europa, quattro album cui si aggiunge il nuovo "Volturna" in promozione con l’attuale tour e alcune compilation all’attivo, non sono riusciti a colpirmi in modo particolare. Di gruppi goth con voce femminile il panorama nazionale straborda, per spiccare dalle masse bisogna dare un qualcosa in più, perché gli anni di esperienza non bastano. Non in questo caso, almeno. Ho ascoltato di meglio da gruppi goth molto meno blasonati… (E i 69 Eyes NON sono svedesi, Morgan…)

Veniamo quindi agli headliner. In piena forma e promossi a pieni voti, con quella marcia in più caratterizzata dal suonare a Roma, che ha rappresentato una pietra miliare nella vita del cantante Jyrki, il quale ne ha calcato la scena dark nei primi anni 90, guidato dalle bellezze (architettoniche e non) e da una non meglio specificata musa, cui si deve il merito di aver ispirato "Gothic Girl" e di avergli fatto conoscere il cimitero del Verano, che ha poi fornito l’idea cardine per "Wasting The Dawn".

Due ore piene, intense, senza un solo attimo di pausa e col pubblico in visibilio, in cui la tracklist proposta spazia lungo tutta la loro carriera, alternando tracks del nuovo "Back In Blood" a pezzi storici del calibro di "Gothic Girl", "Wasting The Dawn", "Devils", "Perfect Skin","Brandon Lee" e "Lost Boys". Chiudono il concerto con una cover fuori tracklist dei Kiss, che comunque il pubblico apprezza, anche se personalmente avrei preferito "Call Me" del 2001.

Copyright immagini RITUAL ART 2010

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