Temperance + Hidden Lapse + Hawaiian Death: live report della data di Bologna

Tempo di riprendere le “buone” abitudini autunnali, fatte di concerti in luoghi “chiusi” e centinaia di chilometri da macinare.

Un viaggio con una doverosa cornice “religiosa” perché iniziato pregando divinità casuali, con lo scopo di chiedere la grazia e di non incrociare i “mostruosi anziani con il cappello” nelle carreggiate singole della “strada a scorrimento veloce ma non troppo” a due passi dal paesello.

Certe volte le preghiere (definiamole così) trovano orecchio/e e quindi dopo gli interminabili minuti dedicati all’ascolto del nuovo prodotto dell’ormai obbligatorio gruppo di porno-grindcore-satanico del Puzzistan, si arriva a destinazione: Alchemica, Bologna. Venerdì scorso (5 ottobre) teatro del live dei Temperance.

Sì, una settimana dopo. Anche i metallari lavorano. Pure troppo a volte.

Ma prima altre 2 band rigorosamente tricolori: gli Hawaiian Death e gli Hidden Lapse.

Hawaiian Death

Bolognesi, praticamente di casa, e con una proposta in bilico tra alternative metal e qualcosina di più “tradizionale”. Subito da segnalare l’assenza (temporanea, crediamo ) della cantante Stefania, che ha fatto perdere un poco di mordente la prova complessiva dei nostri.

Quello che è emerso dall’ascolto della manciata di canzoni in possesso del quartetto (almeno per la serata di venerdì scorso) è una materia ancora da “sgrezzare” in fase di scrittura. Ma questo giudizio non può non tener conto dell’assenza dell’altro 50% delle linee vocali della band, quindi da rivedere con fiducia in attesa di una line up completa.

Hidden Lapse

Direttamente dalle Marche (Fabriano/Sassoferrato) gli Hidden Lapse hanno presentato parte del materiale contenuto nel loro debutto “Redemption”, andando ad aggiungere una manciata di canzoni di quello che sarà il prossimo album in uscita nel 2019.

Piace l’atteggiamento della band, concreto nel rispettare la complessità delle proprie partiture prog metal (decisamente moderno) ed efficace nell’intrattenere il pubblico.

Bene le canzoni del primo disco (“Redemption” e “Drop” solo per fare un paio di nomi), ma la vera sorpresa sono state le canzoni del futuro secondo album (interessantissima la canzone che ha chiuso il set “Cruel Enigma”), quadrate e melodiche. Evidente crescita nel processo creativo di una band che potrebbe regalare più di una sorpresa da qui ad una manciata di mesi.

Temperance

Tornati dopo qualche “turbolenza” nella line-up in piena attività, i Temperance hanno “ripreso le redini del loro destino” pubblicando il recentissimo “Of Jupiter and Moons” trovano in Alessia Scolletti e Michele Guaitoli due nuove voci di qualità.

Il quintetto picchia forte ed il pubblico gradisce sin dalla prima nota del set. Fisici, precisi ed a proprio agio anche nell’affrontare materiale di qualche tempo fa. Fari puntanti sull’ultimo album ovviamente, “Of Jupiter And Moons” saccheggiato con la title track sugli scudi legata a “Way Back Home”. Sempre dall’ultimo album convincente anche in sede live “We Are Free”.

La band convince e piace, dal vivo nessun inciampo ed un sound ben definito e senza eccessivi fronzoli da riprodurre in sede live.

Dal passato della band ecco apparire “Unspoken Words” e “Me, Myself and I” per un live equilibrato ed apprezzato dal pubblico.

Morale della serata: la scena tricolore è viva e lotta insieme a noi.

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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