Talisman: Live Report della data di Sesto S. Giovanni (MI)

Tipica serata tropicale in quel dell’Indian’s Saloon di Sesto dove siamo giunti a vedere in sede live una delle band più longeve e valide del panorama hard rock melodico più muscolare…

…gli svedesi Talisman infatti si presentano al pubblico italiano forti del loro nuovo deal con la nostrana Frontiers (label in continua espansione) che ha portato alla pubblicazione del bellissimo "Cats & Dogs" ed anche del ricongiungimento con lo "storico" chitarrista Fredrik Akesson (che nel frattempo ha avuto esperienze con Clockwise e Southpaw); da notare l’ingresso in seno al gruppo anche di un nuovo chitarrista che non è uno sconosciuto, bensì Howie Simon appartenente alla band solista di Jeff Scott Soto.

Come accennato quando arriviamo all’interno del locale dell’hinterland milanese ci investe una vampata di caldo che sicuramente non è causata solo dal forno a legna posto vicino all’ingresso ma soprattutto dal fatto che la modalità dell’impianto di condizionamento è posta su " off" e funzionano solo le pale sul soffitto; non servirebbe in queste condizioni riscaldare l’ambiente ma i Genoma ce la mettono tutta per ben figurare e devo dire che il loro heavy rock cantato in italiano ha dei refrains ben costruiti (nonostante la voce sia un po’ piatta) ed una esecuzione strumentale più che sufficiente.

Intanto buona parte del pubblico (non numerosissimo in verità) è distratta dal fatto che i membri dei Talisman gironzolano per il locale bevendo qulche birra o trastullandosi con le ragazze (vedi in particolare Marcel Jacob e Jeff Scott Soto)…quindi facilmente avvicinabili dai fan.

Ma veniamo al veloce cambio di set dove sono i musicisti stessi insieme a qualche roadie a regolare i suoni della strumentazione (circolava voce che non avessero effettuato alcun soundcheck…e questo purtroppo si ripercuoterà; sulla resa sonora successiva) e che prelude all’inizio del live: la band sale caricatitssima sul palco puntando subito sui pezzi vecchi (forse maggiormente conosciuti dal pubblico) tipo "Standin’ on fire" tratta dall’omonimo debut del ’90 e "Mysterious" da "Genesis" (’93)…

…ma qualcosa non va…il livello dell’output sonoro è al limite: il basso di Jacob (sorta di terza chitarra per l’uso che ne fa) e la chit. di Akesson coprono tutti e di conseguenza Jamie Borger è costretto a pestare la sua batteria come un forsennato (anche se il ragazzo non è il massimo sulle dinamiche ma è solo ed esclusivamente un buon batterista rock) portando all’annullamento (o quasi) della voce di Soto che, nonstante ce la metta tutta (da consumato frontman), ha a sua volta dei problemi con le spie; a tratti sembra di essere al concerto di un gruppo power tale è la potenza delle ritmiche!!! Non me ne vogliate ma tutto questo impedisce al sottoscritto un giudizio completamente positivo sul concerto soprattutto perché nei momenti in cui il suono è "passabile" emergono chiaramente le potenzialità di una band guida nel genere: pezzi infatti come "Colour My Xtc", la splendida "Tears In The Sky", "I’ll Be Waiting" (col suo coro iniziale cantato da tutto il locale) o anche la trascinante "Here 2day, Gone 2day" preceduta dall’accenno all’immancabile "I Am a Viking" di " malmsteeniana" memoria sono gemme incastonate nella storia del melodic rock che tutti dovrebbero conoscere. A questi pezzi vanno aggiunte le nuove songs tipo "Skin On Skin" o la spettacolare "In Make Believe" che si affiancano a meraviglia al loro repertorio facendo ben sperare per il futuro della band. Sono mancate del tutto o quasi le loro celeberrime cover che hanno dimostrato sui loro albums come questi musicisti siano anche immensi arrangiatori (recuperatevi la rendition di " Frozen" di Madonna datata 1999): unica presenza quella di "Crazy"; di Seal che si è rivelato anche uno dei pezzi più intensi e trascinanti del concerto.

Il mio giudizio rimane quindi in bilico fra l’apprezzamento per una band seminale e piacevolissima e dei suoni veramente che lasciano con un atroce dubbio: "…ma in condizioni normali, questi spaccano veramente il …????".

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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