Taake: Live report e foto del concerto di Bologna

Non entrerò nella questione “politica” che si è creata attorno al concerto bolognese di Taake, non lo farò perché il concerto si è svolto nella maniera più tranquilla e regolare possibile. Nessuna provocazione, vera o presunta. Nessuna tensione. Solo musica. Ed una minima presenza di forze dell’ordine per verificare che il tutto non subisse scossoni di qualsivoglia tipo.

Il ritorno dei Taake in Italia è di quelli per festeggiare una data importante: quella dei 20 anni (quasi, visto che l’uscita ufficiale del disco recita 7 dicembre 1999) di “Nattestid Ser Porten Vid”.

Prima di loro 3 band, tutte tricolori, che hanno accompagnato e spezzato l’attesa degli headliner norvegesi.

Kyterion

Primi a salire sul palco i Kyterion, che hanno portato in scena i brani del loro secondo album “Inferno II”, senza dimenticare quelli contenuti nel capitolo precedente del 2016. Bravi i ragazzi “mascherati”, con “Lo ‘mperador Del Doloroso Regno” e “Cerbero Il Gran Vermo” a reggere il gioco di una band capace dal vivo di miscelare l’irruenza black a sfuriate death metal tecnico tipicamente U.S.A. .

Dewfall

Per i pugliesi Dewfall (freschi di ritorno con un disco dedicato allo “Stupor Mundi”, l’imperatore Federico II) un live intenso e sufficientemente magnetico nonostante qualche piccolo inciampo tecnico. Partono compatti con “The Abomination Throne” e poi sviluppano un percorso a metà strada il black “old style” e l’impatto death metal tipico del nord Europa.

Selvans

Direttamente dai miti dell’Abruzzo natìo i Selvans alla conquista dei palchi italiani e del mondo del folk/black supportata dall’Avantgarde. A recitare la parte del leone del set il nuovo album dei nostri (“Faunalia”), con una fantastica “Requiem Aprutii” a recitare la parte del leone di uno show magnetico e perso tra le leggende dei boschi e dei monti del centro Italia. La sorpresa più bella della serata.

Taake

Bene Hoest, autentico catalizzatore di sguardi. Visionario che ha scelto di riportare sul palco l’album della sua band. Una replica fedele, fredda e disperata come i solchi di un disco ascoltato 20 anni fa per la prima volta.

Un palco semplice quello per raccontar la “nuova vita” live di “Nattestid”, solo una grande telo nero con il nome della band in bianco. E giochi di luci fredde, tra verde e blu, a dare ancora di più l’impressione di trovarsi nel mezzo delle foreste norvegesi.

Parte subito decisa la band con il primo capitolo a raggelare gli animi di un pubblico sorprendentemente presente all’evento bolognese. L’Alchemica gremito, dimostrazione d’affetto della truppa black (e non solo) italiana. Il concerto scorre inteso, Hoest dimostra di saper tenere il palco senza eccessi, e di riuscire a gestire con efficacia la voce lanciandosi in screaming lancinanti.

Dopo “I” ecco subito arrivare  “II” ed una parte “III” all’assalto, prima di un piccolo momento di pausa con la strumentale (dove il nostro ha suonato il basso) “IV” prima della cavalcata finale verso il gran finale di “VII”. Senza ovviamente dimenticare le due canzoni precedenti.

Piccola pausa dopo i 40 minuti di “Nattestid”, prima di un rapido ritorno sul palco per una coppia di canzoni a salutare ulteriormente i fan bolognesi. “Over Bjoergvin Graater Himmerik, Part IV” e “Hordalands Doedskvad, Part I”. Un gran bel live al netto di tutte le polemiche.

Saverio Spadavecchia

view all posts

Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login