System Of A Down: live report della data di Milano

Oggi è martedì 27 agosto e siamo a Rho, in occasione del concerto dei System Of A Down. Giornata strana, a dire il vero, ma che in conclusione non si può dire sia andata male.
Fin da subito si può notare la differenza, dopo il tutto esaurito del 2011 abbiamo un netto calo di presenti, e di conseguenza i cancelli aprono solo nel primo pomeriggio.
In più la giornata incomincia con premesse non molto positive, quando esattamente sopra al palco, a 10 minuti dall’entrata in scena dei Lacuna Coil, si forma una nuvola di dimensioni ridotte, ma di un colore scuro decisamente poco raccomandabile. Nel giro di pochi minuti scende una pioggia a cascata di dimensioni bibliche, con gocce di 4cm di diametro e piccoli granelli di grandine. Scena surreale, dato lo splendido sole che circonda tutto il resto della visuale.
Fortunatamente, nonostante l’incredibile potenza della pioggia incessante (con tanto di fotografi nascosti tra le casse del palco, coperte da enormi teli) dopo 20 minuti tutto passa e la nuvola com’era arrivata, se ne va. Mezzora di ritardo, Il concerto ha finalmente inizio.

Lacuna Coil

Andrea Ferro esordisce sul palco con “Fan**** la pioggia” e il pubblico risponde col boato. Con queste premesse i Lacuna incominciano a suonare, esibendo al meglio la loro performance.
Nonostante qualche problema tecnico al principio (il suono della voce di Ferro troppo debole e la batteria troppo forte rispetto a basso e chitarra) Il concerto parte alla grande, con un pubblico decisamente di supporto, che applaude e canta insieme ai due cantanti.
Cristina Scabbia conferma le sue doti musicali con una voce che fa commuovere, accompagnata dalla sua bellezza che la caratterizza, conquistando i cuori dell’intera arena.
La band è perfettamente coordinata e la musica trascina tutto il pubblico con un repertorio di 9 canzoni, esordendo con “I Don’t Believe in Tomorrow” e continuando con brani quali “Upsidedown” e “Trip The Darkness”, più la loro ormai storica cover dei Depeche Mode “Enjoy The Silence”.

Deftones

I Deftones salgono sul palco carichi come non mai, con un repertorio musicale di 13 canzoni prese da tutta la loro carriera musicale storica, esibendo masterpieces come “My Own Summer” (Shove it) e “Engine No.9”.
Senza battere ciglio continuano per un’ora esibendosi in maniera impeccabile, Chino Moreno si muove sul palco da un lato all’altro e la sua voce sembra non essere cambiata per niente nel corso degli anni.
Unica pecca, Il pubblico dei System non apprezza la storicità dei Deftones, forse ci ritroviamo davanti un pubblico troppo giovane, e tra chi ascolta incuriosito e chi invece ignora, la maggior parte degli spettatori non conosce i brani proposti.
Fortunatamente ci ritroviamo davanti una band con esperienza, e lentamente nel giro dell’intera ora riesce a scaldare anche i più temerari e la loro performance finisce con un grande applauso.

System Of A Down

Purtroppo, un paio di rimproveri vanno proprio ai System, che dato il concertone e dato anche soprattutto il prezzo del biglietto, ci si aspettava di più di 1h30m di concerto precisi, senza neanche un bis, senza neanche un’interazione con il pubblico.
I System Of A Down ripropongono praticamente la stessa struttura scenica del concerto di due anni fa, con lo stesso modo di porsi verso il pubblico e con le stesse battute (Daron che introduce “Cigaro” in versione acustica cantando in maniera lenta e romantica la celeberrima frase iniziale “my cock is much bigger than yours”. Frase già sentita, sempre divertente, ma nulla di nuovo).
Sul suono si potrebbe dire che forse pecca un po’ sui bassi troppo sbilanciati, ma nel complesso un ottimo lavoro, decisamente migliore rispetto a quello di due anni fa (famoso per aver avuto un volume troppo basso) e per quanto riguarda la performance, Daron si perde un po’ per strada tra la voce e la chitarra, dimostrando di non essere più in forma come prima, ma nel complesso ci troviamo di fronte ad un’ottima esecuzione dei brani, senza lacune ritmiche, senza lacune vocali da parte di Serj.
Ottima invece direi la scelta della scaletta. I System a questo giro optano per la nostalgia e per l’affetto verso la loro musica da parte dei fans, inserendo in maniera armoniosa e a mio parere perfetta brani provenienti da tutti i loro album: esordiscono con “Aerials”, continuando con “Suite-Pee” e “Prison Song”, per poi passare alla mastodontica “I-E-A-I-A-I-O” e poi introducendo brani come “Radio/Vide”o, “Hypnotize” e “Question”.
Migliaia di persone che saltano e che cantano all’unisono “Chop Suey”, mani alzate con gli accendini per “Lost in Hollywood”, il pogo con “X”, le lacrime di commozione con “Lonely Day”, la splendida conclusione con “Cigar”o, “Toxicity” e “Sugar”.
Alla fine, nel bene e nel male, i System Of A Down regalano sempre un vero e proprio show trasportato da bella musica e da nostalgia di canzoni presenti nei nostri cuori da almeno un decennio, che anche se sono le stesse sentite e risentite, ci fanno sempre saltare e cantare, per poi tornare a casa con il sorriso stampato sulle labbra.
Davvero un bel concerto, non c’è che dire. Splendida giornata e splendida musica, non si può chiedere di meglio… o magari si può sperare in un nuovo concerto dei System Of A Down, e chi lo sa, magari al prossimo giro anche con un album nuovo!

SETLIST

Lacuna Coil
01. I Don’t Believe In Tomorrow
02. Kill The Light
03. Our Trith
04. Upsidedown
05. Fragile
06. Survive
07. Spellbound
08. Enjoy The Silence
09. Trip The Darkness

Deftones:

01. Diamond Eyes
02. Rocket Skates
03. Be Quite And Drive (Far Away)
04. My Own Summer (Shove It)
05. Rosemary
06. Poltergeist
07. Digital Bath
08. Elite
09. Tempest
10. Swerve City
11. Change (In The House Of Flies)
12. Engine No.9
13. 7 Words
System Of A Down:
01. Aerials
02. Suite-Pee (Incomplete)
03. Prison Song
04. I-E-A-I-A-I-O
05. Soldier Side – Intro
06. B.Y.O.B.
07. Deer Dance
08. Radio/Video
09. Hypnotize
10. Needles
11. DDevil
12. Lost in Hollywood
13. X
14. Suggestions
15. Psycho
16. Chop Suey!
17. Lonely Day
18. Question!
19. A.D.D.
20. Spiders
21. Cigaro
22. Toxicity
23. Sugar

 

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