Symphony X: Live Report e foto della data di Milano

Russell Allen e i Symphony X amano profondamente l’Italia, al punto da aver organizzato ben 4 date nel nostro Paese, di cui l’ultima nel tanto frequentato Alcatraz. La band è in grado di riunire un gran numero di fan, non solo gli amanti del progressive, ma anche coloro che non si rispecchiano propriamente in questo genere, grazie al loro forte impatto musicale.

La serata è iniziata con l’ingresso puntualissimo della band di apertura, i londinesi Savage Messiah. Il loro stile molto godibile è una fusione di elementi tratti dall’heavy e dal thrash metal, ma quello che ho apprezzato di più è stata la capacità del frontman di intrattenere il pubblico per ben 45 minuti rivolgendosi ad esso completamente in italiano. La folla ha iniziato a scaldarsi e ha apprezzato molto l’esibizione, mentre il locale continuava a riempirsi rapidamente. Fa piacere che i Symphony X abbiano avuto l’opportunità di suonare davanti ad un buon numero di astanti in un Paese che purtroppo li conosce poco.

SAVAGE MESSIAH

Più puntuali di un orologio svizzero, i nostri salgono sul palco alle 21 spaccate con l’intro di “Iconoclast“, l’unica traccia tratta dall’omonimo album. Dopo pochi minuti Russell fa il suo ingresso trionfale e inizia a scherzare con il pubblico, cosa che farà per tutto il resto del concerto rendendolo ancor di più piacevole. La band ha deciso di prediligere principalmente le tracce tratte da “Paradise Lost” e “Underworld” ed esegue energicamente “Evolution (The Grand Design)“. Emergono subito le doti vocali di Russell, soprattutto la sua potenza nei maestosi ritornelli. Ma oltre a questo, quello che colpisce è stata la sua umiltà e disponibilità ad interagire con i fan con sguardi, scherzi e scenette comiche. Si vedeva che si stava divertendo, infatti si è creato un ambiente molto intimo e amichevole, favorito anche dalla dimensione del locale e dalla vicinanza con il palco. Tra una canzone e l’altra il vocalist non ha perso un’occasione per presentare ed elogiare gli altri membri della band, per ringraziare continuamente i fan e per ricordarci quanto ama l’Italia e il buon cibo. Dopo di che, il pubblico ha cantato a squarciagola “Serpent’s Kiss“, ma soprattutto “Nevermore“. Eseguito dal vivo, il brano è stato sicuramente uno dei migliori: ha mantenuto tutta la sua carica ed esplosività, a cui è seguito un momento molto toccante. Sono passati quasi due anni dal tragico incidente in Florida che si è portato via il bassista David Zablidowsky, amico e collega di Russell nel progetto parallelo, gli Adrenaline Mob. Il ricordo e la paura vissuti quel giorno sono ancora vivi e il cantante ne parla con la voce spezzata, nonostante abbia deciso di vivere al massimo il presente, anche per chi non ha potuto farlo. Non è stato facile ricominciare a cantare e fare tour dopo le perdite che ha subito, ma gli è stata donata la possibilità di continuare a vivere e non ha intenzione di sprecarla. E poi, commosso, ci ha augurato di non dover mai vedere quello che i suoi occhi hanno visto quel terribile giorno. “Non ce l’avrei mai fatta senza i Symphony X e senza di voi” dice, indicando il pubblico, accompagnato dalle prime note di una delle ballad meglio riuscite nel genere: “Without You“. Dopo questo attimo così intimo e commovente, si torna alla carica con “Domination“, eseguita abilmente da Russell, che padroneggia senza problemi la sua voce in vari contesti. Sempre tratta da “Underworld“, la band esegue “Run With the Devil” lasciando al pubblico il compito di cantare il ritornello. Facciamo un tuffo nel passato, precisamente nel 1997 con “The Divine Wings of Tragedy“, e ascoltiamo “Sea of Lies“, forse non una delle migliori perchè avrei preferito la traccia di apertura, “Of Sins and Shadows”. Ma poi arriva la famosa “Set the World on Fire (The Lie of Lies)“, con cui la band finge di salutarci.
Dopo qualche minuto di attesa, i Symphony X ritornano sul palco per uno degli encore più lunghi di sempre: “The Odissey“, la suite di ben 24 minuti che narra le gesta di Ulisse. Nonostante Russell abbia affermato che il metal e la scuola sono due cose separate, la musica che scrivono è spesso imbevuta di letteratura e classicità che danno un tocco solenne ed epico al loro sound. Con quest’ultima traccia speravano di fare una sorpresa ai fan, ma per colpa del “maledetto Internet” non è stato possibile.
Un concerto breve ma intenso. L’unica pecca della serata è la setlist troppo corta e, dal mio punto di vista, la mancanza di “Paradise Lost“. Ma in ogni caso, la vivacità di un mostro da palcoscenico come Russell e la bravura di ogni componente della band hanno saputo regalarci una serata al di sopra delle aspettative e assolutamente piacevole.

SYMPHONY X

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Maria Rossi

    Ma il cantante dei Savage Messiah vive a Verona e la band è nota un Italia ….

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