Supersonic Blues Machine ft. Billy F. Gibbons: Live Report e foto della data di Sesto S. Giovanni

Dopo avere pubblicato due buoni album come “West Of Flushing, South Of Frisco”” (la recensione) e Californisoul” (la recensione), per i Supersonic Blues Machine era veramente giunto il momento di confermare il proprio valore sul palco. Non che ci fosse il timore che qualcosa non andasse per il verso giusto, dato che Fabrizio Grossi, Lance Lopez e Kenny Aronoff possono vantare una lunga esperienza; se poi ci aggiungiamo la presenza, per tutta la seconda parte del concerto, di un mostro sacro come Billy F. Gibbons, si ha la garanzia di un live di grande qualità.
L’estate dal clima a dir poco schizofrenico che sta impervesando per tutta la penisola rischia di colpire anche la serata al Carroponte, con una fitta pioggia che colpisce il palco piccolo mentre la band sta facendo il soundcheck. Per fortuna tutto si risolve in poco tempo, e non ci sono ritardi nell’orario di inizio del live, che poi si svolgerà regolarmente e di fronte a un pubblico non numerosissimo (saremo nell’ordine delle 300, 400 persone, il che non è moltissimo data la caratura degli ospiti presenti) ma attento, competente e partecipe. La prima parte del live vede i Supersonic Blues Machine al completo, con tanto di coriste al seguito, eseguire una soddisfacente carrellata del repertorio estratto dai loro due album. Si susseguono quindi brani come “Watchagonnado“, “I Ain’t Falling Again” e “Can’t Take It No More”, che fanno parte del primo album della band, e “I Am Done Missing You”, “L.O.V.E.”, “Stranger” e “Bad Boys”, che fanno parte invece del secondo lavoro in studio. Niente da eccepire su questa prima parte di live, che mette in luce le buone idee in sede di composizione da parte della band e la loro capacità di mescolare il rock blues alle sonorità funky e soul, il tutto con un’ottima capacità di coinvolgere i presenti e una pulizia esecutiva di tutto rispetto. Da sottolineare, in questa prima parte, l’importante presenza del Puma di Lambrate Fabio Treves, maestro dell’armonica, che sarà il primo di una serie di ospiti che andranno ad affollare il palco. Il live va poi in crescendo quando sale sul palco Stef Burns, personaggio comunque noto e molto apprezzato in Italia (e i motivi li sappiamo tutti), che si fa vedere una prima volta per eseguire “Let It Be” (altro pezzo contenuto in “West Of Flushing, South Of Frisco”), seguita da una lunga jam che precede l’ingrssso dell’ospite più atteso, ovvero Billy F. Gibbons. Con il suo solito look fatto di chitarre customizzate e abbigliamento personalissimo e irripetibile, il guitar hero degli ZZ Top inizia con una “La Grange” strepitosa, che attira su di lui tutti gli sguardi. Seguono una serie di altri classici del blues, come “I Believe I’ll Dust My Broom” di Robert Johnson e un altro grande classico degli ZZ Top come “Sharp Dressed Man”. Su tutto questo poi si innestano anche “Broken Heart” e “Running Whiskey”, ovvero i brani dei Supersonic in cui Gibson ha fatto appunto da ospite. L’atmosera di questa seconda parte di live è molto meno “formale” rispetto alla prima, e se il livello del concerto era già elevato all’inizio, in questo punto si innalza all’ennesima potenza. Il tutto termina poi con una grande jam, a cui partecipano anche Stef Burns e Fabio Treves, sulle note di “Got My Mojo Working” e “Going Down”, altri classici intramontabili del blues, che abbiamo sentito riproposti in mille salse ma che non stancano mai. Un live, quindi, che ha poposto divesi momenti memoabili e che si colloca a pieno diritto fra quelli meglio riusciti dell’estate, anche grazie ai valori aggiunti dei grandi ospiti presenti. Fabrizio Grossi ha più volte chiesto, durante il live, al suo pubblico di casa di non deludere le sue aspettative non sono certo stat disattese.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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