Summer Breeze 2018: Live Report del Day 2

Ci svegliamo in un soleggiato 16 Agosto in quel di Dinkelsbühl, riposati e pronti ad affrontare una nuova giornata di brezza estiva.
Dopo un warm up degno di questo nome, oggi il Summer Breeze ci aprirà le porte del main stage e di tutti gli stand che, come ogni anno, costeggiano la grande strada sterrata che imboccheremo per arrivarci.
Scaldiamo i motori (non che ce ne sia ulteriormente bisogno, visto che la nostra tenda si è già trasformata in una sauna) e ci prepariamo ad una giornata ricchissima di musica.

Il nostro Day 1 qui al Summer Breeze Open Air inizia abbastanza presto: la vostra qui presente inviata scalpita per essere già alle 12:50 sotto al main stage, dove i Backyard Babies si esibiscono in circa 50 minuti di hard rock duro, puro e anche un po’ sudato, cosa che costringe presto il tatuatissimo vocalist Nicke Borg a liberarsi della camicia di flanella a quadri che fa post punk, certo, ma anche parecchio caldo.
Tra una “The Clash”, una “Th1rte3n or Nothing” e una “Nomadic”, il tempo tiranno scorre veloce e la band svedese chiude un concerto che ci riempie di energia.

Cominciamo a renderci conto di un certo fastidio al braccio sinistro e abbiamo appena il tempo di pensare tristemente alla crema solare rimasta inutilizzata in campeggio, che i teutonici Orden Ogan si presentano su un palco la cui scenografia rimanda da subito al loro ultimo album “Gunman”.
La band tedesca è una bellissima sorpresa fatta di un power metal classico, indubbiamente, ma non per questo meno piacevole e ben suonato, che coinvolge i fan assiepatisi all’ombra del grande palco principale. Che dire? Un gruppo dalla lunga carriera che, forse, non ha mai trovato il giusto riconoscimento.

Un’occhiata al programma delle signing sessions ci porta allo stand di metal.de, dove ci mettiamo diligentemente in coda per le nostre foto e autografi con i Backyard Babies.
Un trancio di pizza, un giro alle tamarrissime bancarelle dell’area festival, la lista delle cose da comprare che si allunga, ed è già ora di tornare sotto al main stage per la parata piratesca degli Alestorm. Il gruppo di esibisce in uno degli show più divertenti di tutto il festival, il pubblico si sgola nei ritornelli di “Keelhauled”, “The Sunk’n Norwegian”, “Hangover” e “Shipwrecked”, piovono ragazzi e ragazze che si profondono in un crowdsurfing ininterrotto e non ci fanno invidiare per nulla il lavoro degli attentissimi omoni della security.
Il metal è una festa, e gli Alestorm lo sanno benissimo.

La sera si avvicina inesorabilmente e, con essa, uno degli headliner più attesi da tutti i presenti: i Powerwolf sono pronti a salire sul palco e a regalarci uno dei loro show all’insegna dello spettacolo, dei giochi pirotecnici e dei cori più irriverenti mai scritti negli ultimi anni del panorama metal.
Attila Dorne e compagni sono in grandissima forma e tengono un palco di questa entità con la sicurezza di una band ormai navigata, che ha saputo trovare pian piano il suo spazio e affermare una presenza che non può certo passare inosservata.
Una maestria, quel giusto mezzo tra tecnica e recitazione, che si esprime al top sia nella carica delle onnipresenti “Blessed & Possessed”, “Armata Strigoi”, “Resurrection By Erection”, sia nei pezzi più atmosferici e suggestivi, come la bellissima “Let There Be Night”. E non manca il tempo per le nuove “Incense & Iron”, “Fire & Forgive” e “Demons Are a Girl’s Best Friend”, tratte dall’ultimo album “The Sacrament Of Sin”.
Quando il sipario cala sul concerto dei Powerwolf, siamo ubriachi come dopo la migliore delle messe metal mai viste e sentite. Che delizia.

Non ci resta che dare un’occhiata ai Suicidal Tendencies di Dave Lombardo e al loro interessante mix di metal, punk e accenni rap, prima di ritirarci nuovamente verso la nostra tenda.
Anche questo secondo giorno di Summer Breeze si è concluso nel migliore dei modi, ma siamo appena a metà della nostra avventura. Non ci resta che prepararci ad un meraviglioso venerdì.

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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