Summer Breeze 2016: Live Report del Day 4

Il Summer Breeze sta volgendo al termine, ma ha ancora tanto da dire prima che cali il sipario sull’edizione del 2016. L’ultima giornata è forse la più variegata delle quattro trascorse, e ci vedrà impegnati con nomi del calibro di Blues Pills, Steel Panther e Pain. L’unico neo è un meteo ballerino, che ci ha graziati fino a questo momento, ma che si riserva per l’ultimo giorno un colpo di coda temporalesco che rovina in parte la chiusura delle danze. Ma come si dice? Metallaro bagnato, metallaro fortunato, ed è esattamente così che ci sentiamo quando scende il buio su quest’edizione del festival tedesco.

Quando ci svegliamo Sabato 20 Agosto, avvertiamo subito un pizzico di tristezza, consci del fatto che questa 19esima edizione del Summer Breeze sta volgendo al termine. Ci aspetta ancora un’intera giornata di esibizioni, ma ne approfittiamo per trascorrere ancora qualche ora sotto il sole di Dinkelsbühl, fuori dalla nostra tenda da campeggio.

Mentre il cielo comincia ad annuvolarsi e sentiamo addosso la brezza estiva che dà il nome a questa meravigliosa kermesse, ci prepariamo a raggiungere l’area concerti per l’ultima volta. Sono le ore 16 e sul main stage compaiono i finlandesi Korpiklaani, come sempre amatissimi dal pubblico tedesco per i loro show all’insegna di un folk metal godereccio e spensierato. Il mattatore del palco è senza dubbio il frontman Jonne Järvelä, mentre il momento più atteso da ogni metallaro che si rispetti arriva alla fine dello show, con l’esecuzione delle immancabile hit “Vodka” e “Beer Beer”, naturalmente intonate a gran voce da tutto il pubblico presente.

Al termine dell’esibizione, abbiamo tempo per una piccola pausa, prima di assistere all’entrata in scena dei tedeschi Subway To Sally. Osserviamo curiosi la performance di questa band, seguitissima in terra natia, che continua a colorare il main stage di toni folk, mentre la violinista Ally Storch (neo sostituta della veterana Silke “Frau Schmitt” Volland) ipnotizza i fan con un’invidiabile presenza scenica e una lunghissima chioma bionda che arriva quasi a toccare la superficie del palco.

Ci spostiamo finalmente verso il pain stage, dove tutto è quasi pronto per accogliere i Pain di Peter Tägtgren. Il poliedrico artista e produttore svedese, reduce dalla collaborazione con Till Lindemann dei Rammstein nei Lindemann e dalla produzione dell’ultimo album dei Sabaton, torna sul palco con la sua creatura Pain, pronta a sfornare il nuovo, acclamatissimo disco “Coming Home” dopo 5 lunghi anni di inattività. Il buon Peter è e sempre sarà l’anima della band, e si presenta on stage con una simil camicia di forza che, però, non riesce a contenere una performance eccelsa, mentre dal cielo del Summer Breeze comincia a cadere una fastidiosa pioggia. Il concerto si chiude con l’immortale “Shut Your Mouth”, mentre Peter annuncia che la Germania lo rivedrà ad Ottobre (c’è aria di tour, dunque…).

Dopo una sana iniezione di industrial, torniamo sul palco accanto per goderci il sempre divertente spettacolo degli statunitensi Steel Panther, che donano alla manifestazione una ventata di glam metal che, da un lato, lascia quasi storditi rispetto a quanto visto fino ad ora, ma dall’altro regala note di ilarità ed energia positiva a dir poco imbattute nel panorama rock/metal attuale. La combo di Los Angeles alterna buona musica a momenti di pura e meravigliosa trivialità, con interazioni demenziali tra i membri della band e le solite palate di signorine piacenti che, dal palco, sfoggiano tette al vento e baci saffici. Sembra quindi normale che, tra una “Party Like Tomorrow Is the End of the World”, una “Asian Hooker” e una “Community Property” compaia on stage anche un gigante fallo gonfiabile che negli scorsi giorni abbiamo notato nella parte di campeggio più vicina all’area concerti. Niente di preoccupante, classici momenti da Steel Panther.

Dall’industrial, al glam, siamo prontissimi per cambiare di nuovo genere, con l’atteso show dei Blues Pills, altra mosca bianca nella lineup del Summer Breeze, esattamente quanto nel roster della loro casa discografica Nuclear Blast. Sotto una pioggia ormai scrosciante dalla quale è ben difficile ripararsi, ci lasciamo trascinare dalla performance ipnotica di Elin Larsson, eterea presenza che incanta con una voce soul da mettere i brividi e una capacità di interazione magnetica nella sua semplicità. Le basta eseguire al meglio i brani della sua band, così, a piedi nudi sul palco, per tenere incollati sotto il temporale i fan che sono lì per assistere allo spettacolo della combo svedese. Il blues rock psichedelico dei Blues Pills pesca a piene mani dai due album di studio pubblicati fino ad ora e, a riprova del grande successo della band, Elin ringrazia i presenti per l’ottimo risultato del nuovo “Lady In Gold” (uscito il 5 Agosto) nelle classifiche tedesche.

Per la seconda volta ci dividiamo inoltre fra pain stage e T stage, perché mentre sul palco grande suonano i Blues Pills, nel tendone è venuto il turno dei mitici Napalm Death. Gli storici grinder britannici non deludono nemmeno in questa occasione, ma chi li ha ormai visti numerose volte come il sottoscritto sa benissimo che può sempre contare su di loro: fra una mazzata e l’altra e gli interventi al solito intelligenti e puntuali di “Barney” Greenway, anche questo show degli inglesi vola via che è una meraviglia.

Al termine dell’esibizione dei Blues Pills ci ritroviamo completamente bagnati e intirizziti e decidiamo per il nostro bene di rifugiarci sotto il tendone del T-stage, dove riusciamo a metterci al riparo dalla pioggia e, al contempo, ad assistere all’atmosferica performance dei britannici My Dying Bride. Il doom metal del gruppo si sposa perfettamente con il clima per niente estivo e con l’ora tarda, regalando un’ottima performance ai molti metallari che si sono assiepati davanti a questo palco per ripararsi dalla pioggia battente.

Quando il concerto finisce, riusciamo a correre fuori appena in tempo per renderci conto che il buon dio della pioggia del Summer Breeze ha risparmiato i fuochi artificiali che, come di consueto, chiudono l’esibizione dell’ultimo headliner del main stage, in questo caso i Parkway Drive.

Sorridiamo, mentre già un pensiero corre inevitabile al prossimo anno. Quest’edizione può dirsi conclusa, ma già sappiamo che dal 16 al 19 Agosto 2017 saremo ancora qui. Il ventennale arriva una sola volta e noi non abbiamo alcuna intenzione di perdercelo!

Live Report a cura di Ilaria Marra; Napalm Death a cura di Matteo Roversi.

Summer Breeze 2016

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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