Summer Breeze 2016: Live Report del Day 2

Si apre il nostro secondo giorno di Summer Breeze, dopo il warm up show di tutto rispetto che ha inaugurato una delle kermesse più attese dell’estate metal tedesca. Il cielo di Dinkelsbühl è completamente sgombro da nubi e noi siamo prontissimi a cominciare una giornata che si concluderà con lo scoppiettante trittico Fear Factory-Sabaton-Testament. Siamo certi che quello che ci attende sarà uno spettacolo indimenticabile e non vediamo l’ora di raccontarvi le emozioni di questa seconda giornata nella ridente cittadina baverese.

Dopo aver scaldato i motori con il warm up show targato Nuclear Blast, Mercoledì 18 Agosto ci svegliamo sotto un cielo soleggiato e ci dedichiamo ad un po’ di sana tintarella nel campeggio del Summer Breeze, prima di lanciarci con tutte le scarpe nel secondo giorno di live.

Quando varchiamo i cancelli dell’area concerti, notiamo subito l’assenza di comunicazioni in merito al primo headliner del 2017: invece dei soliti nominativi che animeranno la prossima edizione, i banner sparsi un po’ ovunque ci dicono che il Summer Breeze 2017 si terrà dal 16 al 19 Agosto e ci riserverà moltissime sorprese e show speciali che celebreranno il 20esimo anniversario del festival. Per ora non ci è dato sapere di più, per avere altre informazioni dovremo aspettare le prossime settimane.

Davanti a noi campeggiano i soliti due imponenti palchi affiancati, che permettono un’alternanza delle band a distanza di una decina di minuti.

La nostra giornata di metallo comincia alle 16:10 sul main stage, quando già un buon numero di persone si è raccolto sotto il palco per assistere alla performance degli Exodus. La band, momentaneamente orfana di Gary Holt, impegnato il giorno successivo con gli Slayer, coinvolge e travolge i presenti con la sua carica. Steve Souza invita più volte la folla ad aprirsi in degli scatenati circle pits, ma il momento sicuramente più incredibile dello show, per chi guarda tra il pubblico, è un mastodontico wall of death che si scatena sul finale dell’esibizione, chiamato a gran voce dai membri della band.

Non siamo certi che tutti i fan tedeschi e non ne siano usciti vivi, ma non c’è tempo per constatarlo, perché dobbiamo già spostarci sull’adiacente pain stage, dove ha inizio lo show degli Equilibium. I folk/viking metaller, che pubblicheranno a breve il loro nuovo lavoro “Armageddon”, hanno un incredibile successo di pubblico e ci stupiamo della quantità di fan che si assiepa sotto il palco per acclamare i vichinghi tedeschi. Forte del grande coinvolgimento dei presenti, l’esibizione della band è grintosa e trascinante, sicuramente ancor di più per il pubblico teutonico, che può cantare senza troppa difficoltà i brani eseguiti nella sua lingua madre.

Con una scaletta che si divide essenzialmente a metà fra l’ultimo album “At War With Reality” e il capolavoro “Slaughter Of The Soul” arrivano quindi sul main stage gli At The Gates. La band di Tomas “Tompa” Lindberg continua a vivere uno stato di forma eccellente e non manca di dimostrarcelo pure questa volta. Gli svedesi suonano i propri splendidi pezzi con passione, coinvolgendo il pubblico e pure interagendo spesso con esso, regalandoci una performance maiuscola: uno dei migliori concerti della giornata e dell’intero festival.

È il momento di una breve sosta, che ci permette di vagare un po’ nell’area concerti e apprezzare la notevole organizzazione del Summer Breeze: gli stand di cibo e bevande sono talmente numerosi che non c’è possibilità di incontrare code, mentre il maxi schermo al centro dei due palchi principali consente di gustarsi le esibizioni dei gruppi meno prediletti da una comoda postazione prato. Guardandoci intorno, l’unica assenza che notiamo è quella di un’area coperta, a parte una piccola zona gradinate ben lontana dai palchi: difatti, il solo palco al riparo da eventuali piogge è il più piccolo T-stage. Ci auguriamo che il meteo continui a graziarci come ha fatto fino ad ora e facciamo un giro alle postazioni di Metal Hammer e Metal.de, che ci regalano come sempre delle interessantissime signing sessions.

Ottenuti foto e autografi proprio degli Equilibrium, torniamo nella mischia per goderci lo spettacolo degli australiani Airbourne, mentre il sole di Dinkelsbühl comincia a tramontare. Da sempre paragonati ai connazionali AC/DC, i ragazzi capitanati da Joel O’ Keeffe sono riusciti a guadagnarsi negli anni un certo seguito, a suon di caro, vecchio rock’n’roll fatto di cori trascinanti, testi spensierati e headbanging selvaggio. Tra una canzone e l’altra, O’Keeffe tiene il palco con la presenza scenica di un artista navigato e fa il diavolo a quattro, arrivando perfino ad arrampicarsi, senza alcuna protezione, sulla colonna laterale del palco, da dove esegue un assolo di chitarra che lascia tutti i presenti, noi compresi, con la bocca aperta e il naso all’aria. Dallo stage piovono birre e dal pubblico piovono crowd surfers, con una cadenza che tiene costantemente impegnati i poveri ma sempre puntualissimi addetti alla sicurezza. Prima di lasciare il palco, gli Airbourne hanno anche il tempo di eseguire il nuovo singolo “Breakin’ Outta Hell”, title track del loro album di studio che vedrà la luce a Settembre.

Ci stiamo preparando allo show dei Fear Factory, pronti a calcare il pain stage, quando sentiamo una goccia di pioggia caderci sulla testa. Le gocce diventano due, poi tre, e in men che non si dica ci ritroviamo sotto uno scroscio per niente piacevole. Armati di k-way, ci uniamo al resto dei presenti che inneggia alla band di Dino Cazares e Burton Bell: come già anticipato, la data al Summer Breeze rientra nel tour per il ventennale dell’album “Demanufacture”, e la resa on stage dei Fear Factory sembra non risentire tanto del tempo che passa quanto della pioggia battente.

In contemporanea allo show dei Fear Factory sul Pain Stage, sul T stage si esibiscono però altri mostri sacri dello Swedish Death Metal dopo i già visti At The Gates: parliamo degli Entombed A.D. Nonostante la posizione infelice in scaletta (non solo in simultanea con la band di Dino Cazares, ma pure schiacciata fra gli Airbourne e i Sabaton) i nostri raccolgono nel tendone un buon pubblico che li omaggerà a più riprese: il cantante L.G. Petrov mostra infatti di continuo la propria pelle d’oca per l’emozione. D’altronde, quando il gruppo se ne esce in sequenza con la tripletta “Revel In Flesh”/”Wolverine Blues”/”Left Hand Path”, non ce n’è per nessuno: monumentali!

Non ci resta che sperare nei fuochi dei Sabaton, headliner di questa giornata, per scaldarci un po’, e proprio mentre tutto sembra pronto per accogliere gli eroi del power metal svedese, la pioggia scema, per poi arrestarsi del tutto. Ci piazziamo in prima fila tra divise camouflage e tagli di capelli inquietantemente simili a quello di Joakim Brodén e ci prepariamo ad un’esplosione di fiamme e musica. La band di Falun regala uno show come sempre trascinante e pirotecnico, forte di una fan base tedesca incredibile che quasi non lascia parlare il buon Joakim a forza di cori “noch ein bier”. Tra i grandi successi in sede live, spunta anche il nuovo singolo “Shiroyama”, eseguito qui per la primissima volta dal vivo, e la nuova “The Lost Battalion”. D’altro canto la mezzanotte si avvicina e segna l’uscita del nuovo album “The Last Stand”, celebrato dai Sabaton con una foto finale in cui tutti i membri del gruppo brandiscono il loro vinile fresco fresco di stampa. Quando parte “Primo Victoria”, sappiamo che lo show sta per terminare e ci prepariamo a salutare i Sabaton fino alla data in Italia del prossimo Gennaio, seppur con una piccola differenza: mandiamo un abbraccio mentale al chitarrista uscente Thobbe Englund, che vedremo qui per l’ultima volta con la band svedese e, del tutto soddisfatti, ci prepariamo a tornare verso il pain stage.

La nostra giornata, cominciata ormai molte ore fa, si chiude con lo spettacolo notturno dei Testament, che salgono sul palco alle 00:30. Peccato per una certa defezione da parte del pubblico: molti infatti, terminata l’esibizione dei Sabaton, hanno cominciato ad allontanarsi, ma la partecipazione dei presenti è comunque più che sufficiente per garantire l’ennesimo, grande concerto di altissimo livello. La band di Chuck Billy non riserva grandi sorprese rispetto alla scaletta eseguita durante le date italiane, ma nell’ora a sua disposizione delizia comunque con brani quali “The Preacher”, “Into The Pit”, “Dark Roots Of Earth” e la conclusiva “The Formation Of Damnation”.

La serata finisce e ci accodiamo alla folla che si disperde, chi diretto al T-stage per assistere all’esibizione finale dei Swallow The Sun, chi già pronto a tornare nell’area campeggio.

È stata una giornata ricca di emozioni e splendida musica e non ci resta che ricaricare le batterie ed essere pronti per quanto ancora ci aspetta nel terzo giorno di festival!

Live Report a cura di Ilaria Marra; At The Gates e Entombed A.D. a cura di Matteo Roversi.

Summer Breeze 2016

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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