Summer Breeze 2015: Live Report del Day 4

Dopo gli avventurosi imprevisti meteorologici del Day 3, ci apprestiamo a concludere questo Summer Breeze già ricco di soddisfazioni assistendo all’ultima data della kermesse, quella che propone le band senza dubbio più famose e con il più vasto seguito di fan. Vediamo allora se anche tali gruppi, Nightwish, Dark Tranquillity e Cannibal Corpse su tutti, sono stati all’altezza delle attese.

Cominciamo la nostra giornata al T-Stage, per dare un’occhiata alla performance dei grinder tedeschi Milking The Goatmachine, sempre spettacolari e imprevedibili nel loro suonare indossando maschere da capra. A questo punto dobbiamo abbandonare per alcune ore la zona concerti per un valido motivo: al Summer Breeze stanno infatti per sbarcare i Children Of Bodom, venuti in quel di Dinkelsbühl per promuovere il loro nuovo disco “I Worship Chaos”. Attendiamo quindi il nostro turno presso la sala stampa della VIP Area del festival, tempo che verrà ripagato con un’interessante chiacchierata col tastierista Janne Wirman, di cui potrete leggere l’esito nelle prossime settimane. Torniamo al Main Stage giusto in tempo per assistere al concerto dei Paradise Lost. Forte del suo ultimo splendido album “The Plague Within”, il combo di Halifax gode di ottima salute e offre una setlist ben bilanciata tra pezzi della release più recente e classici del calibro di “Gothic”, “Hallowed Land”, “One Second” e “The Enemy”. Il frontman Nick Holmes, calato nel suo mood depresso/svogliato (tipicamente gothic) con cui ormai lo conosciamo, risulta comunque convincente, in particolare quando canta in growl, e traghetta senza problemi la performance dei suoi alla conclusione sancita dall’immancabile “Say Just Words”.

Un leader decisamente più in vena di scherzare e interagire col pubblico possiamo invece trovarlo subito dopo sul Pain Stage: parliamo del mitico George “Corpsegrinder” Fisher, che insieme ai Cannibal Corpse ci regala l’ennesimo esaltante concerto all’insegna della più brutale devastazione. Tra gare di headbanging indette dallo stesso “Giorgione” (ma rivaleggiare con il suo vorticante collo taurino è impossibile!), poghi e pesanti mazzate inflitte dalla band, il pubblico giunge alla conclusiva “Hammer Smashed Face” in totale visibilio. Leggermente più in affanno, ma comunque da promuovere, risulta invece Mikael Stanne, che coi Dark Tranquillity propone in ogni caso una bella prova. La scaletta in particolare è varia ed equilibrata e al suo interno si fa apprezzare soprattutto la storica “Lethe” dall’altrettanto storico album “The Gallery”: il frontman approfitta dell’esecuzione di questo brano per raccontare di come, in occasione di un passato tour insieme agli appena visti Cannibal Corpse, fu grazie a tale pezzo che George Fisher lo avvicinò per dichiarargli di essere un loro fan, ed è proprio a lui che viene rivolta questa sera una sorta di dedica. Non possiamo non raccontarvi poi un altro episodio “di colore” che riguarda il biondo cantante svedese: quando è il momento di suonare “The Mundane And The Magic”, il buon Mikael scende tra le prime file e fa cantare la parte per voce femminile del brano a due fortunate ragazze, che si staranno ancora sognando quel momento!

Arriva a questo punto uno dei momenti più attesi dell’intero festival, quello del gruppo probabilmente più famoso e con la più ampia base di fan che abbia mai calcato il palco del Summer Breeze: i Nightwish. Annunciato da un’immancabile intro orchestrale, il gruppo finlandese propone uno show dall’impressionante impianto spettacolare, tra imponenti scenografie, immensi teloni e suggestivi giochi pirotecnici. Tutti i componenti della band sono in gran spolvero, in primis l’ancora relativa new entry Floor Jansen, perfettamente in parte e in grado di offrire una perfomance emozionante e senza la minima sbavatura. Una piccola critica possiamo invece farla alla setlist scelta dalla band, interamente concentrata sugli ultimi tre album (soprattutto sul nuovo “Endless Forms Most Beautiful” ) e che pesca dal passato le sole “She Is My Sin”, “Ghost Love Score” e “Stargazers”: in ogni caso il pubblico della manifestazione è in larghissima parte ai piedi del Main Stage e applaude convinto al termine  di ogni brano, perciò non si può dire che Tuomas Holopainen e compagni non abbiano portato a casa il risultato. Il Summer Breeze non è comunque finito qua, perché sul Pain Stage c’è ancora tempo per i leggendari Venom! Il seminale combo inglese regala agli irriducibili che hanno sfidato la tarda ora, il freddo e una pioggerella sempre più insistente un concerto coi fiocchi, suonato con grinta e passione e infarcito di immortali classici quali “Welcome To Hell”, “Countess Bathory”, “Black Metal”, “In League With Satan” e “Witching Hour”. Cronos e soci regalano insomma un’indimenticabile finale di festival ai presenti.

A conclusione del nostro lungo reportage non possiamo che rimarcare ancora una volta come il Summer Breeze si confermi ogni anno che passa uno dei più riusciti e interessanti eventi metal dell’estate europea. Non ci resta che consigliare a tutti di voi di parteciparvi almeno in un’occasione a augurare a noi stessi di essere di nuovo presenti a una delle future edizioni!

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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