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Stream Of Passion: Live Report della data di Seregno (MI)

In maniera inaspettata (hanno realizzato infatti solo un CD) toccano l’Italia nel loro tour europeo gli Stream Of Passion, ultimo progetto creato dalla fervida mente di Arjen A. Lucassen (Ayreon, Vengeance, Bodine) e che ha regalato al ristretto ma calorosissimo pubblico del raccolto Seven70 di Seregno una serata di metal vigoroso e melodico che ha realmente superato ogni più rosea aspettativa.

L’inizio della serata è stato alquanto atipico e chi si fosse trovato a giungere nel locale intorno alle 21 avrebbe potuto credere di essere inavvertitamente entrato ad una festa privata. Sul palco infatti uno sgabello, una chitarra acustica e la splendida voce di Damian Wilson (Threshold, Rick Wakeman, Star One) a narrare piccoli stralci di vita tratti dai suoi lavori solisti; ritroveremo il nostro nel finale dello show a misurarsi in ambiente “elettrico” su ‘The Castle Hall’ e ‘Into The Black Hole’ dal repertorio Ayreon. E proprio le canzoni del progetto principale di Lucassen hanno caratterizzato anche lo show degli headliner alternandosi alle fresche composizioni tratte da ‘Embrace The Storm’: quindi accanto alle veramente convincenti ‘Passion’, ‘Haunted’, ‘Wherever You Are’ e ‘Out In The Real World’ ecco quelli che possiamo ormai considerare dei classici del metal europeo (anche perché alcuni di questi pezzi hanno ormai dieci anni di vita) come ‘The Charm Of The Seer’, ‘Waracle’, ‘Computer Eyes’, ‘Pain’ e ‘Love’; e c’è stato pure lo spazio per la cover di ‘When The Levee Breaks’ dei Led Zeppelin. A parte l’esperienza di Lucassen accumulata in anni di concerti e progetti dei quali è stato protagonista c’era la curiosità di vedere all’opera una band mediamente giovanissima e le attese non sono state assolutamente deluse…anzi: Marcela Bovio (esibitasi anche al violino elettrico e accompagnata alle backing vocals dalla sorella Diana) ha catalizzato magneticamente l’attenzione del pubblico con una performance convincente sia dal punto di vista vocale che di presenza; Lori Linstruth si è rivelata un’ottima lead guitarist anche se Lucassen in più di un’occasione è parso sovrastarla (non solo per i due metri abbondanti d’altezza); Alejandro Millán (piano elettrico) è rimasto un po’ defilato nelle retrovie (anche per questioni di spazio) limitandosi ad amalgamare i pezzi tramite arrangiamenti di buon gusto ed infine la sezione ritmica (Johan van Stratum e Davy Mickers) è parsa affiatata e quadrata.

Non ci resta quindi che fare i complimenti al Seven70 che si è prodigato per portare in Italia un show veramente professionale sotto molti punti di vista (i suoni erano realmente di altissimo livello) e che si farà ricordare dai presenti per molto tempo.

Foto di Mabelle Sasso

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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