Steven Tyler & The Loving Mary Band: Live Report della data di Roma

E’ passato poco più di un anno da quando abbiamo visto gli Aerosmith infiammare il palco del Firenze Rocks, ora ritroviamo il mitico Steven Tyler in veste solista accompagnato dalla The Loving Mary Band per tre date italiane. Dopo aver incendiato Trieste e Barolo è la volta di Roma all’Auditorium Parco della Musica.

Ad aprire le danze troviamo il duo country chiamato The Sisterhood Band formato nel 2015 da Alyssa Bonagura e Ruby Stewart figlia del noto Rod Stewart che hanno l’arduo compito di scaldare le tremila anime in trepidante attesa del loro idolo. Ma le ragazze hanno davvero della stoffa e nel loro tempo a disposizione convincono i presenti merito di un country rock sanguigno e che si lascia piacevolmente ascoltare e dove spicca la cover di “Gasoline Alley” di Rod Stewart eseguita dopo la presentazione della band.

Dopo un’interminabile attesa, fortunatamente alleviata dall’ottima musica fuoriuscita dagli speaker si spengono le luci ed è la volta del leader indiscusso degli Aerosmith. Il pubblico si alza dalle sedie ed accorre sotto palco per tributare al meglio un frontman che a settanta anni compiuti sa ancora il fatto suo e stupisce per grinta ed attitudine.  Si presenta con jeans attillati, camicia di pizzo nera e gli inconfondibili foulard variopinti che abbelliscono l’asta del microfono e con una carica unica da far invidia alle nuove generazioni. Si parte subito con il botto con due successi degli Aerosmith: “Sweet Emotion” e “Cryin’” cantati dall’intero Auditorium in estasi a cui seguono due cover dei BeatlesI’m Down/Oh Darling” e “Come Together”, pezzo che molti hanno sentito anche durante i concerti con la band madre.

Steven è davvero carico e cerca spesso il contatto fisico con i fan avvicinandosi alle prime file per stringere le mani e accetta anche un cappellino che un bambino gli porge indossandolo varie volte durante il concerto. Poi è la volta di un’altra cover “Rattlesnake Shake” dei Fleetwood Mac a cui segue una bellissima versione di “Jaded” degli Aerosmith. Dall’album solista “We’re All Somebody From Somewhere” uscito nel 2016 vengono proposte solamente “Only Heaven” e la titletrack, mentre si da più spazio alle cover e ai brani degli Aerosmith tra cui viene eseguita a sorpresa anche la bellissima “Pink” tratta da “Nine Lives”. “Piece Of My Heart” di Janis Joplin mette davvero i brividi e fa piacere vedere che le nuove generazioni presenti al concerto la conoscano alla perfezione, subito dopo seguono altri due pezzi seminali degli Aerosmith come “Livin’ On The Edge” e “Janie’s Got A Gun”.

Altro momento molto intenso e sicuramente uno degli apici di questo show è quando Tyler si siede al pianoforte per regalare ai presenti una “Dream On” da pelle d’oca, letteralmente emozione pura a cui segue un’indiavolata “Train Kept A-Rollin’”. Ma non è ancora tempo di andare a casa i bis sono d’obbligo ed eccoci servita un’incandescente “Walk This Way” fusa alla fine con una “Whole Lotta Love” al cardiopalma. Ed ora è finito tutto per davvero, le luci si accendono e lentamente i presenti si dirigono verso le uscite con i visi ancora increduli per aver assistito ad un concerto, seppur breve meno di un’ora e mezza in totale, intenso e magico come pochi.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login