Steel Panther: live report della data di Milano

Dopo due anni di pandemia e dopo sei dall’ultima calata italica degli Steel Panther, lo show che si è tenuto all’Alcatraz di Milano lo scorso 15 giugno è stato una necessaria e rigenerante boccata d’aria fresca e di lustrini per tutti gli amanti dell’hard rock/hair metal che si rispettano.

N I N A

Prima dei parrucconi californiani, ad aprire la serata troviamo i N I n a, capitanati dall’esuberante frontwoman Valentina Attanasio, giovane e talentuosa cantautrice accompagnata da una formazione di tutto rispetto, che vede tra gli altri la presenza di Marco D’Andrea (Planet Hard), che ha anche prodotto l’album di debutto “Revenge”. C’è molto affiatamento ed entusiasmo nella band e questo si percepisce all’istante, ma anche molta emozione di calcare nuovamente il palco dopo tanto tempo, e questo viene ribadito molte volte dalla cantante, che non smette mai di ringraziare i presenti e incitarli. La loro proposta è un mix interessante di grintoso e graffiante hard rock contaminato dall’alternative rock di qualità, che rende il tutto molto intrigante e particolare e che trova terreno fertile in un pubblico ricettivo e coinvolto.

STEEL PANTHER

Alle nove in punto è il momento degli headliner acclamati da un Alcatraz che si è riempito a dovere e che è pronto a fare festa assieme ai ragazzacci californiani. La doppietta iniziale “Goin’ In The Backdoor” e “Tomorrow Night” dà fuoco alle micce e fa scatenare tutti i presenti che cantano all’unisono assieme a Michael Starr, che si dimostra da subito un grandissimo frontman ed entertainer di razza. Il pubblico è composto da moltissimi giovani fan, che non hanno mai visto la band dal vivo, e forse per loro risulta atipico che una parte rilevante dello show sia riservata a siparietti, dialoghi tra i componenti con battute esilaranti a sfondo sessuale e prese in giro continue.

Questo è da sempre parte integrante di uno spettacolo degli Steel Panther, ed è impossibile non ridere a crepapelle durante le gag di Starr e Satchell, ad esempio quando affermano che la clamidia del cantante è riuscita a sconfiggere del tutto il covid, oppure quando si lanciano in una imitazione riuscitissima di Ozzy Osbourne sulle note di “Crazy Train”, inclusa la finale decapitazione di un pipistrello di peluche. Per onorare a dovere il nostro paese, Satchell si cimenta con varie parolacce in italiano, scritte sulla mano per poi accorgersi della presenza di svariati bambini sulle spalle dei genitori, che comunque applaudono divertiti. Giustificano l’uscita del bassista Lexxi Foxx perché non ha potuto rinunciare a una generosa offerta come attore porno gay e invitano più volte il rimpiazzo Spider a interagire con il pubblico e,  sebbene sia un valido gregario, manca del tutto della spiccata presenza scenica del predecessore amante della lacca.

Per quanto riguarda l’aspetto musicale, la band è davvero in forma e non sbaglia un colpo, con Satchell che da il meglio di sè quando esegue il suo preciso assolo, che spazia nei classici che hanno marchiato a fuoco la storia della musica heavy di band come Metallica, Iron Maiden, Guns N’ Roses e Black Sabbath, oppure quando il sempre preciso Stix lascia le pelli per cimentarsi alla tastiera su “Weenie Ride”, dove viene fatta salire una giovane fanciulla a cui la band dedica tutte le loro esplicite attenzioni. Subito dopo è la volta di “17 Girls In A Row” che, come da tradizione, vede l’invasione di palco da numerose procaci ragazze, che si scatenano insieme al gruppo.

Si continua con “Party All Day (Fuck All Night)” e “Party Like Tomorrow Is The End Of The World”, con il pubblico ormai senza freni e che canta ogni singola strofa diventando un tutt’uno con la voce di Michael Starr, fino al trittico finale composto da “Comunity Property”, l’irrefrenabile “Death To All But Metal” e l’immancabile “Gloryhole”, che chiudono un concerto spassosissimo, irriverente e che dimostra la bravura della band in ogni aspetto sia musicale che scenico e che ci fa sperare in un loro ritorno quanto prima. Noi siamo già pronti con lacca e lustrini,  e voi?

Set list:

01. Goin’ in the Backdoor
02. Tomorrow Night
03. Asian Hooker
04. All I Wanna Do Is Fuck (Myself Tonight)
05. Fat Girl (Thar She Blows)
06. Let Me Cum In
07. Crazy Train
08. Guitar Solo
09. Weenie Ride
10. 17 Girls In A Row
11. Party All Day (Fuck All Night)
12. Party Like Tomorrow Is The End Of The World
13. Community Property
14. Death To All But Metal
15. Gloryhole

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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