Static-X+Wednesday 13: Live Report e Foto della data di Pinarella di Cervia

E’ una bella e soleggiata giornata quella che accompagna i fan al Rock Planet di Pinarella di Cervia in occasione dell’unica data italiana del Wisconsin Death Trip, tour celebrativo dell’album degli Static-X datato 1999 che li ha portati nel rinomato locale in provincia di Ravenna per rendere omaggio al compianto Wayne Static scomparso cinque anni fa. Ad accompagnarli in questo prestigioso live formazioni di tutto rispetto come i Dope, i Soil Wednesday 13.

DOPE

Alla formazione americana dei Dope spetta il compito di scaldare l’animo dei presenti con il loro alternative rock marcatamente influenzato dal nu-metal. Sicuramente hanno un sound molto originale e ricco di sfumature e la loro resa sonora è compatta e bella potente tanto che riescono già a smuovere gli animi delle prime file in trepidante attesa per le band successive.

SOIL

Dopo un veloce cambio palco è la volta dei Soil,fautori di un metal moderno molto godibile e ben rifinito. Lo show parte alla grande con  “Breaking Me Down” e “Need To Feel” composizioni tratte dal loro album “Scars” del 2001 con un Ryan McCombs davvero sugli scudi a cui segue la grintosa e indiavolata “Pride” che in sede live ha una resa strepitosa. Molto coinvolgente anche la grunge-oriented “Redefine”, mentre da “True Self” album del 2006 viene eseguita la rocciosa “Give It Up” prima di ritornare indietro con altre composizioni estratte da “Scars” come l’accattivante “Unreal” e “Halo” attesa da tutti i presenti e cantata a gran voce. Lo show sta volgendo purtroppo al termine ma la band di Chicago è ancora super carica tanto da congedarsi con una scoppiettante versione di “Black Betty” dei Ram Jam.

WEDNESDAY 13

C’è una grande attesa palpabile tra il pubblico per l’esibizione di Wednesday 13, infatti si può notare un nutrito numero di fan scalpitanti tra le prime file giunti esclusivamente per la band capitanata da Joseph Poole. La formazione statunitense forte di una nuova e valida uscita discografica intitolata “Necrophaze” nella breve set list da spazio anche alle nuove composizioni come nell’iniziale titletrack a cui segue l’incalzante “Zodiac” ispirata alle folli gesta dell’omonimo serial killer di San Francisco. Lo show di Wednesday13 non è solo intenso dal punto di vista musicale, ma è una perfetta rappresentazione teatrale e horror dei brani che vengono eseguiti, infatti a contorno di tutto questo ci sono i molteplici cambi di costume da parte dell’istrionico singer che generano continuamente una varietà di emozioni. Wednesday 13 ha la formidabile abilità di rendere ogni canzone quasi un episodio autonomo che si interseca e fonde alla perfezione con quello successivo.

Brani come “Hail Ming”, “Astro Psycho” e “Prey For Me” scorrono via veloci lasciando il segno, segue poi “Decompose”, primo singolo scelto dalla band scritto originariamente dal batterista Kyle Castronovo, per chi scrive uno dei pezzi vincenti del nuovo platter che in sede live ha una grande resa. Seguono i brani “What The Night Brings” e “Keep Watching The Skies”, prima del gran finale con “I Love To Say Fuck” dove Wednesday 13 sfoggia un ombrello con il dito medio e si congeda da un pubblico adorante.









 

 


STATIC-X

C’è un grande mistero sull’identità del nuovo cantante degli Static-X probabilmente svelata grazie ad un tatuaggio che sembra ricondurre a Edsel Dope dei Dope, anche se quest’ultimo in una recente dichiarazione ha negato l’evidenza affermando che le persone sono molto brave a usare photoshop e che tutte queste notizie trapelate servono esclusivamente come click-bait. Ad ogni modo questo tour va visto meramente come un omaggio e una celebrazione sia della memoria di Wayne Static sia di un album come “Wisconsin Death Trip”, seminale debutto per la formazione americana. Ad accompagnare il frontman Xer0 troviamo gli storici componenti Tony Campos (basso e voce), Koichi Fukuda (chitarra) e Ken Jay (batteria). Fin dalle iniziali note di “Bled For Days” i richiami e i tributi allo storico e mai dimenticato cantante sono molteplici, dal led dietro la batteria vengono continuamente mostrate le sue immagini ed è difficile rimanere indifferenti a tutto questo.

La band è in ottima forma e snocciola senza sosta i pezzi che hanno composto il debutto tra cui spiccano “Sweat Of The Bud” e “Push It” che colpiscono nel segno e ottengono i maggiori consensi da parte dei fan. Non da meno “Cold” e “Black & White” tratte dal secondo lavoro “Machine” del 2001. L’atmosfera che si respira al Rock Planet è quella di una festa e di una celebrazione, le polemiche e i malumori non trovano spazio tra i numerosi fan accorsi per questo evento, anche se a mente fredda sono legittimi e ci si interroga sull’utilità di proseguire senza una figura fondamentale come quella di Wayne Static. Pensieri che si ripresenteranno sicuramente in futuro anche alla luce delle dichiarazioni che vedono gli Static X al lavoro su un nuovo album previsto per la primavera del 2020 e che conterrà tracce composte dal mai dimenticato cantante.

eva.cociani

view all posts

Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login