Sonisphere 2011: Live Report – Day 1

SABATO 25 GIUGNO

IRON MAIDEN 21.00 – 23-00
Slipknot 19.15 – 20.15
Motorhead 17.55 – 18.45
Papa Roach 16.40 – 17.25
Rob Zombie 15.20 – 16.10
Mastodon 14.05 – 14.50
Apocalyptica 13.00 – 13.35
Bring Me The Horizon 12.00 – 12.30
Escape The Fate 11.10 – 11.35
Architects 10.25 – 10.50
Rise To Remain 9.45 – 10.05

Sono molto indecisa su come definire questo evento europeo di altissimo livello, che per la prima volta arriva anche in Italia e purtroppo viene subito “personalizzato” per rientrare nel quadro tipico degli eventi tricolori con tutto ciò che è (sottolineando ancora purtroppo!) caratteristico… Non vorrei fare ulteriore polemica, in quanto è già stata fatta abbondantemente sia prima, che dopo l’evento. Mi vengono però in mente solo contrasti sia per descrivere quello che sembrava a priori l’organizzazione, il line-up, la location e tutto il contorno, ma sempre estremi opposti anche per descrivere le sensazioni provate durante e dopo i due giorni del festival… che dire? Bisogna esprimere entrambi i lati per poter ricostruire un quadro verosimile per chi non ha potuto assistere. Altrimenti il mio entusiasmo coprirebbe ogni piccola-grande delusione per l’ennesimo festival all’italiana.

Da dove cominciamo? Dalla venue scelta: Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, più precisamente la sua bella lunga e stretta struttura di cemento travestita in platea per i torridi giorni di fine giugno. E con questo ho già detto abbastanza per farvi percepire i milioni di gradi Celsio che ci ha regalato l’asfalto davanti al palco del festival. Parlare della scarsa qualità audio sembra quasi stereotipico, ma lo devo ribadire perché non è tollerabile! Un line-up pretamente metal per il primo giorno e nonostante la truffa delle band preannunciate e poi cancellate (non entro nei dettagli qui perché mi sono promessa di sorvolare polemiche) i nomi sono tutti degni di rispetto, quindi horns up! Eppure… Papa Roach lo avrei spostato comunque al giorno dopo…

Arrivata qualche ora dopo l’inizio delle danze, noto che un bel numero di metaller sono già in pole position e l’atmosfera è carica anche se è soltanto mezzogiorno. Notevole il numero di fan della Vergine di Ferro arrivati prestissimo, anche se la giornata si prevedeva piuttosto lunga per gli attesissimi headliner. Noto anche due mascherati aggressive che si stavano già annoiando durante le esibizioni dei primi gruppi, evidentemente solo i loro amati Slipknot potevano risvegliare la passione, non c’era spazio per i ragazzini sbronzi in apertura. Mi sono persa comunque i primi gruppi, ma ho fatto colazione con i miei adorati di Helsinki: Eicca, Paavo, Perttu e Mikko – ovvero Apocalyptica. Dal mio modesto punto di vista gli Apocalyptica hanno dato il vero inizio al Sonisphere; direi che non mi sono persa nulla di particolare, visto che i primi quattro gruppi non ce l’avevano fatta svegliare i mattutini arrivati puntuali all’apertura. Certo che con le cover dei Metallica e Sepultura sono riusciti a farsi notare ed apprezzare anche da chi non li conosceva! Chiudendo poi con l’inno tricolore (bella reazione dei metallari italiani diventati coristi per un attimo!) i quattro musicisti scandinavi hanno sicuramente ottenuto la stima del pubblico, anche se i loro violoncelli metal non godono di grande notorietà in Italia.

Il caldo sta già diventando fastidioso, anche per i prossimi sul palco: i Mastodon sembrano quasi sofferenti durante le prime canzoni, ma poi sembra che anche l’audio sia migiorato e mi dico: forse ci sono ancora delle speranze… “Blood And Thunder” chiude ad alto livello lo show Mastodon e la folla esplode finalmente di entusiasmo. Conclusione: i Mastodon non sono stati proprio mastodontici come nei loro soliti concerti da protagonisti. Peccato.

Facciamo un giro prima del prossimo performer, vorrei essere in forma per godermi un bel horror show, almeno queste erano le aspettative… Tra la folla si sente già lo spirito impaziente alimentato dal caldo oramai insopportabile, infatti si cerca disperatamente un posticino al riparo dalla calura e la birra si vende a fiumi, nonostante i prezzi allineati al quadro già preimpostato che sembra categoria luxury- mica per niente si sono inventate le aree VIP (faccio fatica limitare i miei commenti sull’assurdità di queste trovate… ma sorvoliamo ancora una volta le polemiche!).

Show must go on! E arrivano i mostri horror come scenografia, preannunciando Rob e i suoi soci Zombie. Lamentandosi giustamente del sole, il tenebroso rimpiange le oscurità che ovviamente preferisce come ambiente, ma tutto ciò non ferma lo spettacolo, cambiano solo le “divise” dei musicisti, arrivati pesantemente vestiti per poi togliersi poco alla volta pellici e mantelli… visto che anche gli scheletri decorativi sul palco stavano sudando! Pure il pubblico si era già scaldato abbastanza per gustarsi al massimo i brani in scaletta: dal bestiale inizio con “Superbeast” al finale “Dragula”, tra acrobazie e riffs dei grandiosi John-5 e Piggy D,  i 2 demoni che accompagnano Rob sul palco (e si scambiano addiritura strumenti perché entrambi sono ottimi virtuosi indifferentemente dal numero di corde),  insieme al nuovo batterista: Giger Fish, tra un pallone colorato e un preservativo gonfiato in volo, i 3 quarti d’ora volano e si cambia di nuovo allestimento e sound. Cambia anche troppo.

Arrivano i Papa Roach come una pausa pubblicitaria divertente durante un film horror. Nulla togliendo alle capacità musicali della band, per quanto commerciali sono stati piuttosto bravi nell’esecuzione sia strumentale che vocale. Jacoby Shaddix è bravo sia come cantante che come entertainer, infatti il pubblico della Vergine di Ferro non si alontana dal palco come avrei immaginato, anzi.

Si sta avvicinando però uno dei concerti più attesi della giornata. E quando si sente Lemmy presetare la band, esplode la platea e gli inossidabili Motorhead alzano al cielo il loro “Iron Fist” insieme ai pugni di un pubblico in vera adorazione per dei veri miti. Una sequenza fantastica di storici brani, poi la scaletta viene arrichita con estratti dal nuovo album “The World Is Yours”, i nostri mostri sacri in piena forma, con la solita attitudine unica che li caratterizza – troppo poco il tempo dedicato loro! Chiudono la setlist con “Ace Of Spades” e “Overkill”, poi come sempre, salutano con la semplice frase iniziale che racchiude in sè un gran’ bel pezzo di storia musicale: “We are Motörhead and we play rock’n’roll!”

Il caldo che riflette il cemento dell’Autodromo invita tutti a bere prima di assistere agli ultimi due show della lunga giornata, ma l’arrivo sul palco degli scatenatissimi Slipknot riporta alle loro posizioni le migliaia di metallari che sono bombardati da subito con la caratteristica ira infernale degli otto mostri numerati. Con tanto di fiamme vere rendono istantaneamente bollente il pubblico, ma sarebbero riusciti comunque anche senza fiammate, ne sono certa! Ingresso adrenalinico per Sid Wilson, che si lancia sulla folla da un edificio, ma sappiamo già che non gli piace arrivare sul palco troppo banalmente, rischierebbe di annoiarsi. Nemmeno Corey Taylor si accontenta con poco: perché riprodurre uno scontatissimo “grazie mille” o altre banalità? La bestemmia sembra più adatta allo spirito aggressivo delle maschere e Corey la spara molto fiero di sè stesso. Ognuno contribuisce perfettamente nel proprio ruolo, eccetto il bassista sostitutivo che non compare mai sul palco, ma resta dietro la batteria, mentre ben visibili sono tuta, maschera e basso di Paul Gray, per il quale c’è stato anche un minuto di silenzio. Emozionante. Le tute rosse numerate, le maschere che ricordano l’esordio, la potenza spaventosa del gruppo- tutti ingredienti di uno spettacolo paurosamente indimenticabile!

Lunga attesa. Pubblico fibbrillante. Finalmente il sole si è arreso e il buio diventa una prima parte del set. Atmosfera carichissima. Full house. Palco allestito e maxischermi accesi. Intro lunghissimo e l’attesa diventa sempre più intollerabile. Ma finalmente eccoli! Ed è valsa la pena aspettarli tanto, cancellata dalla memoria in un solo istante una giornata lunghissima e tanti lati negativi della stessa. Il terremoto live: Iron Maiden atterrano sul palco del Sonisphere italiano e anche se confondono Imola con Modena, la città accoglie la bomba atomica a braccia aperte e horns minacciose verso il cielo. Scaletta favolosa, ricca di pezzi di storia e condita con cinque tuoni del nuovo album “The Final Frontier”. Pubblico reattivo ed extracarico, pura energia sprigionata in entrambe direzioni tra palco e platea. Bruce è in formissima e ci regala la sua naturale adrenalina. Anche Bruce in persona subisce parzialmente le imperfezioni degli organizzatori e infatti critica giustamente il malposizionamento degli amplificatori sul palco, che crea problemi audio per i musicisti. Non possiamo lamentarci in questo caso della qualità audio percepita dalla platea, ma temo sia l’unico caso della giornata e non parliamo di perfezione assoluta, ma un netto miglioramento rispetto ai concerti dell’intera giornata. L’introduzione per “Blood Brothers” è stato un appello alla solidarietà e Dickinson ha ricordato quanto sono fieri della famiglia Maiden e di tutti i fan che sono uniti dalla musica, nonostante le abissali differenze di cultura, razza, religione e non solo, tutte superate dal loro metal love. Gli ultimi brani sono stati potentissimi e spettacolari. Unici gli Iron Maiden. Impressionanti e degni di essere chiamati “mostri sacri”. Scontatissimo qualsiasi commento che potrei mai fare, in quanto certi superlativi sembrano raramente superati, ma in quelle poche fortunate occasioni, c’è solo da dire che certe emozioni si devono vivere al meno una volta nella vita e non c’è report foto/video che possa descriverle!

Rob Zombie setlist:
01. What Lurks on Channel X?
02. Superbeast
03. Scum Of The Earth
04. Living Dead Girl
05. More Human Than Human
06. Super-charger Heaven
07. Sick Bubble-Gum
08. House of 1000 Corpses     (?)
09. Drum Solo
10. Never Gonna Stop
——
11. Thunder Kiss ’65
12. Dragula

Slipknot setlist:
01. (sic)
02. Eyeless
03. Wait and Bleed
04. The Blister Exists
05. Before I Forget
06. Disasterpiece
07. Psychosocial
08. The Heretic Anthem
09. Duality
00. Spit It Out
11. People = Shit
12. Surfacing

Iron Maiden setlist:
01. Doctor Doctor (UFO – intro)
02. Satellite 15… The Final Frontier
03. El Dorado
04. 2 Minutes to Midnight
05. The Talisman
06. Coming Home
07. Dance of Death
08. The Trooper
09. The Wicker Man
10. Blood Brothers
11. When the Wild Wind Blows
12. The Evil That Men Do
13. Fear of the Dark
14. Iron Maiden
15. The Number of the Beast
16. Hallowed Be Thy Name
17. Running Free

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