Soen: Live Report della data di Bologna

Il secondo tour dei Soen si era già preannunciato da tempo come uno dei tour più attesi di questa stagione concertistica. Fresca di pubblicazione del recente “Tellurian“, la band svedese ha volutamente colto l’occasione di portare questo nuovo lavoro in giro per l’Europa, inaugurando la primavera del 2015 in grande stile. L’Alchemica Club ha voluto deliziare ulteriormente gli amanti del progressive rock fornendo la perfetta possibilità di assistere ad un concerto ipnotico, molto desiderato e che, nel suo piccolo, ha raccolto una buona fetta di pubblico nonostante la band avesse suonato a Roma e a Mezzago nei giorni precedenti; vedere, quindi, un pubblico così nutrito in quel di Bologna non ha fatto altro che accrescere il desiderio di vedere questa band esibirsi dal vivo e noi di Metallus.it abbiamo risposto alla chiamata, assistendo ad un show che si rivelerà essere piuttosto intrigante. 

Sono a malapena le 21.30 quando davanti al locale bolognese inizia ad affluire la prima folla della giornata. Pochi personaggi prendono posto davanti all’ingresso principale e lentamente aspettano il momento di entrare per godere di una serata che diventerà sicuramente memorabile. Pochi minuti dopo l’entrata, ecco che le luci si spengono e la prima band della serata si appresta a fare il proprio ingresso. Si tratta dei francesi Lizzard, gruppo fautore di un rock sperimentale che spesso strizza l’occhio anche a sonorità alternative che, in parte, sembrano essere addirittura influenzate dai Tool e King Crimson. Seppur il combo di Limoges sia musicalmente attivo dal 2006, risulta ancora totalmente sconosciuto in Italia e, nel corso della serata, il trio – composto da Mathieu Ricou alla voce e chitarra, Katy Elwell alla batteria e William Knox al basso – avrà modo di conquistare una buona fetta dell’audience, grazie ad un genere particolarmente apprezzabile ma che potremmo definire persino “raro”. Un’ora scarsa è il tempo dedicato ai francesi che proporranno in questa sede live alcuni brani estratti dai loro primi due album, dando un maggior spazio all’ultima release, “Majestic”, uscita lo scorso ottobre. La risposta del pubblico non esita ad arrivare, nonostante lo stesso vocalist abbia dovuto più volte incitare i presenti per avere un maggiore coinvolgimento: acclamati a gran voce, il trio francese saluta il pubblico e cede il passo alla seconda band in lizza.

Setlist:

Aion
Bound
The Roots Within (Majestic)
Loose Ends
Colour Blind
Vigilent
The Orbiter
Twisted Machine
Tear Down The Sky
Just a Breath
Falling in Zero

Dopo la prestazione dei francesi, è il momento della performance degli italiani Vitriol (il nome è l’acronimo di “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultam Lapidem”, il cui significato è “Visita le profondità della terra e rettificando troverai la pietra nascosta”, ndr), che in un primo momento vengono accolti piuttosto freddamente dal pubblico presente in sala. A causa del volume altissimo che ha persino ostacolato l’ascolto, moltissimi astanti hanno scelto di abbandonare temporaneamente la stanza, nonostante la prestazione del quintetto bolognese appaia decisamente interessante. Malgrado questo disagio, alcuni coraggiosi hanno deciso di rimanere, anche se questo problema ha completamente rovinato l’atmosfera. La band ha proposto, nel corso della serata, alcuni brani estratti dal debut album “Into The Silence I Sink”, non riuscendo, ahimé, a far presa sul pubblico, visibilmente infastidito dall’acustica troppo esagerata.

Abbiamo giusto il tempo di riassestare l’udito ed ecco arrivare il piatto forte della serata. Sulle note della bellissima ouvertoure “Tabula Rasa” fanno il loro ingresso i Soen, che tornano a deliziare l’audience italiana a distanza di tre anni dalle precedenti esperienze live tenute a Ciampino e all’Alcatraz di Milano, vantando questa volta una rinnovata lineup nei due nuovi e validi elementi, Marcus Jidell al basso e Stefan Stenberg alla chitarra. Come già citato in apertura, l’occasione è buona per presentare in sede live l’ultimo album della band (il secondo della loro carriera), “Tellurian”, uscito lo scorso inverno: quella proposta in serata è infatti una scaletta che raccoglie perlopiù una manciata di pezzi estratti dai primi due album della band e attualmente già considerati di maggior successo, tant’è che il pubblico presente in sala dimostrerà di conoscere ciascun brano a menadito.  “Ennui”, “Canvas” e “Delenda” sono alcuni tra le tracce proposte; da subito, il quartetto svedese si dimostra molto affiatato e in grande forma, in particolar modo il vocalist Joel Ekelöf appare a proprio agio: grazie al suo timbro vocale, abile nel toccare le corde più profonde dell’animo umano e nel dar voce a varie sfumature ed emozioni , fornisce una prestazione encomiabile. La prestazione offerta dalla band è stata veramente esemplare, assistere a uno show targato Soen è come essere catturati da un turbinio di emozioni che trascina l’ascoltatore in una spirale ipnotica dalla quale è difficile uscire, complici indubbiamente il sound e le influenze tipicamente Tooliane. L’assenza di transenne, inoltre, ha permesso alla band di avere un contatto più diretto con la propria audience, permettendo di creare una sinergia e un clima più intimo, condizione diventata piuttosto rara e difficilmente riscontrabile in una situazione più tradizionale. Joel Ekelöf, magnetico frontman dalla maestosa presenza scenica, si guadagna pienamente il titolo di protagonista indiscusso dell’intera serata, grazie ad un coinvolgimento straordinario capace di far sentire il pubblico come parte integrante dello show stesso. Poco prima di abbandonare il palcoscenico per permettere ai compagni di ritagliarsi un adeguato spazio, lo stesso vocalist coglie l’occasione di esprimere la propria gratitudine ai presenti in sala, ringraziandoli per l’interazione dimostrata. Spetta alle meravigliose “Words” e “Plutons”, acclamate a gran voce dagli astanti, chiudere l’intero set. Quello offerto dai Soen è stato uno show sicuramente riuscito e che ha visto ancora una volta i nostri cimentarsi in un’esibizione perfetta, un concerto degno di essere ricordato e che, difficilmente, verrà archiviato dagli spettatori.

Scaletta:

Tabula Rasa
Delenda
Ennui
Koniskas
Canvas
Kuraman
Fraccions
Void
Savia

Encore:

The Words
Pluton

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