Smash Into Pieces: Live Report della data di Bresso (MI)

Gli Smash Into Pieces sono una delle new sensations del metal scandinavo che, poco alla volta, si sta facendo veramente un nome all’interno del panorama musicale europeo. Giunti al secondo album, “The Apocalypse DJ”, che dà una nuova conferma del potenziale del combo svedese, la band si appresta a realizzare un altro sogno tenuto nel cassetto da troppo tempo: a distanza di un anno circa dalla loro esperienza in veste di supporter agli Amaranthe, la band di Örebro tenta il tutto per tutto intraprendendo un proprio tour da headliner, toccando il nostro paese per due uniche date. L’occasione di vedere il quintetto alla loro prima volta in quel di Bresso era molto più che ghiotta e noi di Metallus.it non ci siamo lasciati scappare la possibilità di assistere ad una serata che potremmo definire essere stata veramente epica e adrenalinica.

I Roam Inside sono la band prescelta per fare gli onori di casa. Ingaggiato esclusivamente per questa data, questo quintetto pavese presenta alcuni brani estratti dal loro omonimo album di debutto, uscito lo scorso anno tramite la nostrana Bagana Records. La proposta musicale offerta da questi giovanissimi ragazzi è in sostanza un alternative metal che spesso strizza l’occhio anche a sonorità grunge e rock e che sembra essere piuttosto apprezzata dagli spettatori del piccolo locale meneghino. Nel corso della mezzora messa a loro disposizione, questi ragazzi dimostrano di avere una buonissima esecuzione tecnica regalando una performance veramente ammirevole e riuscendo ugualmente a fare un’adeguata presa su un pubblico che, lentamente, si sta scaldando e preparando per la favolosa tripletta di questa sera. Nonostante la poca affluenza nel locale e la buona partecipazione degli astanti, la band non si scoraggia e si dimostra molto professionale, in particolar modo il cantante Davide Sorrisi che ha interagito e coinvolto ogni singola persona presente in sala. Degno di menzione e sbalorditivo è stato il ringraziamento fatto dallo stesso cantante alla fine del set: poco prima di passare il turno alla seconda band in lizza, Davide ha voluto cordialmente ringraziare sia il pubblico che gli headliner della serata, raccontando come lo stesso Chris Adam (Smash Into Pieces) avesse espresso qualche anno prima la volontà di potersi esibire assieme alle rispettive band in un futuro non molto lontano, desiderio che, a quanto pare, ha dato i suoi buoni frutti!

La ricca serata prosegue con i Counterstroke, band rivelazione del panorama underground italiano attiva dal 2008 la cui proposta musicale parte da un alternative metal che, a sua volta, si avvale anche di influenze stoner e aggressive.  Premesso che, ahimé, non conoscevo affatto la band, posso ammettere di essere rimasta piacevolmente sorpresa: in questa sede live, il gruppo presenta alcuni brani del debut album, “Mindtrip into Oblivion”, rilasciato la scorsa primavera, di cui menzioniamo i brani più coinvolgenti come l’opening track “Through The Looking Glass”, “The Hive”, “Synesthesia” e “The Constant”, ripescando persino qualche traccia dei primi EP della band (“Throw It” e “A Pair of Step into Nothing”) come la bellissima “Perfect Alchemy” e “At The Borderline”. Durante il set a loro dedicato, i lecchesi riescono ad offrire una performance che potremmo definire “eterea”, merito forse del gioco di luci che hanno reso l’atmosfera ipnotica ed enigmatica. Nonostante il genere possa non essere particolarmente apprezzato dai più, ammettiamo con grossa sorpresa che il risultato è stato molto soddisfacente: il frontman HellNAliusta era così assorbito dalla musica, integrandosi in toto con essa, tanto da ridurre al minimo il contatto con i presenti ma grazie a questo suo singolare magnetismo, ha colpito silenziosamente gli astanti presenti in sala.

Con un ritardo di dieci minuti rispetto alla tabella di marcia, gli Smash Into Pieces prendono possesso del palcoscenico accolti da una standing ovation che raramente si vede oggigiorno per una band ancora poco conosciuta. Tempo di imbracciare gli strumenti e si parte con “Stronger”, primo singolo estratto dal nuovo album e del quale uscirà a breve un videoclip. La folla si scatena già dalle prime note, la band è in formissima e da subito dimostra un’interazione con il proprio pubblico veramente encomiabile. La prestazione del singer Chris Adam Hedman Sörbye è esattamente come quella dimostrata sul disco: nessuna sbavatura, nessun errore, la performance è perfetta. Si prosegue con “Colder”, singolo dalla forte presa che ha lanciato gli scandinavi in Europa, gli astanti accompagnano il giovanissimo cantante partecipando sia vocalmente, sia fisicamente, improvvisando persino dei curiosi balletti. Del nuovo album i nostri presenteranno ben 8 brani sugli 11 proposti in scaletta, dando ampiamente spazio ai pezzi di “The Apocalypse Dj”, la cui resa live è addirittura uguale, se non migliore, della prova fornita in studio, alternando come da tradizione anche alcune delle tracce più conosciute di “Unbreakable”, come il cavallo di battaglia “A Friend Like You” e “Crash and Burn”. Un plauso va all’esecuzione impeccabile del brano “My Cocaine”, che su disco vanta la straordinaria partecipazione di Elize Ryd (Amaranthe) e che in questa situazione acquisisce ancora più efficacia grazie alla sola interpretazione di Chris Adam che è riuscito a rendere il pezzo ancora più coinvolgente. Durante la serata, la band ha più volte espresso la propria gratitudine ringraziando a dovere il pubblico, non ancora numeroso, per l’accoglienza calorosa, paragonando l’Italia alla Spagna e alla Svizzera, paesi che da sempre hanno accolto il quintetto a braccia aperte; il pubblico non si è certamente tirato indietro e, di fatto, l’impressione scaturita da questo primo show italiano era quella di assistere ad un concerto molto intimo, “per pochi eletti” ed è stato interessante vedere come il combo svedese, in particolar modo il cantante, abbia interagito con l’audience sfoggiando persino qualche breve parola in italiano. A dispetto della sua giovanissima età, Chris dimostra di essere un leader navigato ed esperto ma allo stesso tempo molto umile ed spontaneo. Il frontman è stato in grado, infatti, di creare una sintonia che in pochi posso permettersi. Sulle note dell’encore composto da “Rock N Roll (The Apocalypse DJ Tribute)”, “Disaster Highway” e “Fading” la band chiude in grande stile e, dedicando ai presenti un discorso veramente toccante, si congeda elegantemente per poi concedersi poco più tardi agli spettatori riservando loro qualche foto ed autografo nella zona riservata al merchandise. Nonostante qualche dubbio iniziale dovuto alla riuscita della serata, l’evento ha suscitato l’interesse di parecchi fan il cui caloroso supporto ha interessato sia gli opener – cosa molto rara in Italia – che gli headliner. Grazie ad una performance all’insegna dell’umiltà e dell’energia più sfrenata, gli svedesi questa sera hanno sicuramente conquistato il cuore di moltissimi italiani, portandosi a casa persino qualche nuovo fan. In attesa di rivederli prossimamente in Italia, vi invitiamo a tenere d’occhio questa band e a sostenerla il più possibile! Tack så mycket, SIP!

Scaletta:

Stronger
Colder
Bullets
Crash And Burn
Reaching Out
Don’t Wake Me Up
Checkmate
My Cocaine
A Friend Like You
Rock N Roll (The Apocalypse DJ Tribute)
Disaster Highway
Fading 

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