Slipknot: Live Report e foto della data di Milano

Passati la scorsa estate al Bologna Sonic Park ,gli Slipknot questa volta ritornano ad infiammare il nostro paese per una unica data che si è tenuta al Mediolanum Forum a Milano. Forti dei consensi raggiunti dall’ultimo loro album in studio “We Are Not Your Kind” che ha raggiunto il vertice della classifica inglese e anche le critiche positive degli addetti ai lavori non stupisce affatto il sold out anticipato per la data meneghina.

BEHEMOTH

Ad accompagnare la band dell’Iowa, in una soleggiata giornata quasi primaverile, troviamo i Behemoth, band che non ha bisogno di introduzioni e che sta ampliando notevolmente i propri consensi anche a chi è meno avvezzo al black metal. Purtroppo a causa dell’apertura tardiva delle porte e al controllo dei biglietti nominali, molti non riescono a vedere lo show dei polacchi dall’inizio, ed è proprio un peccato perché da quando il four-piece prende possesso del palco riesce a catalizzare tutta l’attenzione dei presenti in modo impressionante e a trasportarli nel loro girone infernale senza alcun scampo.

Wolves Ov Siberia” dà il fuoco alle polveri e si capisce da subito che la band è in perfetta forma e non si ferma un attimo, è proprio inarrestabile, accompagnata da fuochi e fiamme, giochi di luce e da effetti scenici curati e ricercati. Il loro set scorre velocemente ed un ottimo riscontro lo ottengono brani come “Bartzabel”, davvero incisiva in sede live, e “Blow Your Trumpets Gabriel”; un set il loro composto da otto brani che per quarantacinque minuti ha scosso positivamente l’anima dei presenti e sicuramente ha incuriosito anche i non conoscitori della band.

SLIPKNOT

L’attesa degli headliner si fa via via sempre più pressante sulle note di “For Those About To Rock (We Salute You)”, che ci conducono al breve intro “Insert Coin”, preludio della devastante “Unsainted” che in sede live ha una presa incredibile tanto da far impazzire tutti i presenti. L’affetto del pubblico verso la band di Corey Taylor e soci è davvero notevole, e lo dimostra ampiamente per tutta la durata del concerto scatenandosi e incitando i propri beniamini senza sosta. Dal canto loro, il gruppo ripaga gli astanti con una ottima performance, penalizzata solo nella parte iniziale da suoni non troppo ben bilanciati e dai volumi della batteria troppo alti che sovrastano gli altri strumenti. Fortunatamente risolto il problema, tutto fila liscio e si riesce a godere in pieno il live degli Slipknot, che sono davvero implacabili sul palco, delle inarrestabili macchine da guerra sostenute da una scelta azzeccata di una scaletta variegata, che pesca sia dal nuovo lavoro con la riuscita “Nero Forte”, “Solway Firth” e “Birth Of The Cruel”, ma che non trascura anche composizioni seminali del passato che mandano in visibilio i fan.

E come non citare l’incalzante e micidiale “Before I Forget”, oppure “Vermillion”. Taylor ringrazia ripetutamente il pubblico accorso, affermando che la cosa che ama di più dell’Italia a parte il cibo è la passione che le persone hanno per la vera musica, per il fottuto heavy metal e che come loro quando amano qualche cosa lo fanno con ogni parte del cuore e dell’anima, e proprio per questo vuole approfittare dei presenti per aiutarlo a cantare una canzone che ha più di venti anni, un brano  che ha causato loro parecchi problemi e che non hanno potuto suonare l’altra volta, una “Wait And Bleed” tanto attesa che ha sancito  ancora di più l’unione e il senso di appartenenza tra la band e i suoi fan, un momento molto intenso e dalla grande partecipazione collettiva.

La parte finale del concerto riserva altri pezzi da novanta come “(sic)”, la potente “People=Shit”, enfatizzata anche dai led alle spalle, e “Surfacing” che sigilla un concerto molto intenso e dal forte impatto, magari non perfetto e con qualche sbavatura, ma che ha soddisfatto comunque le aspettative dei fan accorsi da tutta Italia. Prima di lasciare il palco Corey ringrazia e promette che presto ritornerà dalle nostre parti, e noi vogliamo assolutamente crederci.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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