Slayer & Anthrax: Live report della data di Trezzo Sull’Adda

Grande affluenza in quel di Trezzo Sull’Adda per la prima data italiana di Slayer e Anthrax. Il concerto che, con un po’ d’ironia, potremmo definire “Big 2” (dal momento che le due band erano nel roster della nota kermesse a 4 con Megadeth e Metallica) ha infatti richiamato al Live un tale numero di fan da far segnare un sold-out: il club è infatti apparso strapieno fin da poco dopo l’apertura, tanto che a fine serata, in un clima rovente, sarà possibile vedere metalheads che assistono allo show addirittura da oltre la seconda porta d’ingresso. Ma vediamo cos’è successo sul palco.

Sono le 20 in punto quando gli Anthrax fanno il loro ingresso on stage. Come tutti sanno, la band è infarcita di italo-americani, e forse proprio per questo Joey Belladonna e compagni si presentano da subito più carichi e scatenati che mai. La doppietta iniziale “Caught In A Mosh / Madhouse” è il solito terremoto, mentre la successiva “Indians” rappresenta il primo momento per cantare tutti in coro, al pari della sempre apprezzatissima cover di Joe Jackson “Got The Time”. La più pacata “In The End”, uno degli ultimi estratti da “Worship Music” rimasto in setlist, emoziona invece per il solo fatto che vengano esposti sul palco due teloni raffiguranti i volti di Ronnie James Dio e Dimebag Darrell.

Dopo “Fight’em ‘Til You Can’t” è il momento di una nuova cover, la famosissima T.N.T. degli AC/DC che esalta ancora di più band e pubblico. In seguito si fa poi un tuffo nel passato con “Deathrider”, estratta dal primo album del gruppo “Fistful Of Metal”, e “I Am The Law”. Scott Ian interagisce molto simpaticamente coi presenti, entrando addirittura in argomento calcistico per complimentarsi per la recente vittoria della nazionale contro l’Inghilterra ai mondiali brasiliani e arrivando a promettere di registrare il prossimo DVD della band in Italia, vista l’intensa partecipazione dell’audience milanese. Partecipazione che non cala neppure in occasione della finale “Antisocial”, canzone che mette il sigillo su una prova maiuscola degli Anthrax e su un’ora di pura adrenalina.

Sono però gli Slayer la top band della serata per la maggior parte del pubblico presente. La formazione di Los Angeles sale sul palco in perfetto orario, alle 21,30, e sciorina una serie quasi ininterrotta di song spaccaossa che riportano al meglio della vecchia discografia. Ben pochi sono infatti e brani presentati che appartengono ad album usciti negli ultimi vent’anni, ma d’altronde questo è quello che il pubblico si aspetta di ascoltare e la band lo consegna senza batter ciglio, insaporendo il già gustoso piatto con qualità esecutiva eccellente e una nitidezza di suono davvero vicina alla perfezione.

La violenza di brani come classica “Hell Awaits” o a mitica “War Ensamble” non pare aver perso impatto con il passare degli anni e anche se gli Slayer odierni mancano forse della cattiveria iconoclasta degli inizi, la precisione e il tiro dei brani rimangono un punto di forza indiscutibile.

A differenza di altre volte anche la voce di Tom Araya pare reggere bene per gran parte dello show e ben poche sono le sbavature rintracciabili durante l’ora mezza di durata dell’esibizione. Come da norma la setlist viene eseguita quasi senza pause e solo di rado qualche parola esce dalla bocca di Mr. Araya, giusto per ringraziare i presenti della partecipazione e per incitare tutti i metalhead a dare sfogo a tutta la propria voglia di divertimento e brutalità.

Da segnalare che la la band ha eseguito anche la ormai nota “Implode”, primo brano del nuovo disco prossimo alla realizzazione ad essere stato presentato ai fan, e dobbiamo registrare che anche dal vivo non ha suscitato certo un accoglienza entusiasta (il pezzo ci pare sinceramente mediocre, almeno messo vicino ai magnifici classici eseguiti stasera).

Devastante è invece il finale, con l’esecuzione prima del dittico “Raining Blood / Black Magic” e poi, nel encore conclusivo, di “South Of Heaven” e “Angel Of Death”, come sempre portate senza soluzione di continuità e in grado di fiaccare anche le ultime forze rimaste a disposizione di un’audience tanto soddisfatta quanto affaticata dalla ressa e dal caldo. Una grande band, un fantastico show.

Setlist Anthrax

01. Caught In A Mosh
02. Madhouse
03. Indians
04. Got The Time
05. In The End
06. Fight’em ‘Til You Can’t
07. T.N.T
08. Deathrider
09. I Am The Law
10. Antisocial

Setlist Slayer

01. Hell Awaits
02. The Antichrist
03. Necrophiliac
04. Mandatory Suicide
05. Captor of Sin
06. War Ensemble
07. Disciple
08. Postmortem
09. Hate Worldwide
10. At Dawn They Sleep
11. Die by the Sword
12. Chemical Warfare
13. Implode
14. Seasons in the Abyss
15. Dead Skin Mask
16. Hallowed Point
17. Raining Blood
18. Black Magic
Encore:
19. South of Heaven
20. Angel Of Death

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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