Slayer + Anthrax: Live report della data di Milano

Dopo l’uscita del controverso ultimo album “Repentless” giunge il fatidico momento del nuovo concerto degli Slayer nella nostra penisola. Accompagnati dagli ormai fedeli Anthrax, compagni di viaggio davvero d’eccezione, i quattro californiani devono difendere la loro inattaccabile fama di macchina da guerra in sede live. Saranno riusciti anche questa volta nell’impresa?

Non arriviamo purtroppo all’Alcatraz in tempo per assistere all’esibizione dei Kvelertak, di cui vediamo comunque il finale: conosciamo in ogni caso il valore della compagine norvegese, che abbiamo avuto modo di ammirare in un tour da headliner un paio di anni fa, e notiamo con piacere come il locale sia già pieno anche per loro. Assistiamo invece, e con sommo gradimento, alla nuova energica performance degli Anthrax. La band di Scott Ian e Joey Belladonna sembra vivere una seconda giovinezza e conferma in pieno le impressioni più che positive che sono seguite a ogni loro recente concerto. La setlist ridotta che l’ensemble propone in occasione dei propri live di spalla agli Slayer concentra in poche canzoni tutto il meglio della propria produzione: “Caught In A Mosh”, “Got The Time”, “Madhouse”, “Antisocial” e “Indians” ottengono una partecipazione da parte del pubblico come se fossimo già al cospetto dell’headliner della serata. C’è anche spazio per la nuova “Evil Twin” e per l’ormai quasi classica “In The End”, dedicata alla memoria dei compianti Ronnie James Dio e Dimebag Darrell. Il finale costituito da “Among The Living” ci consegna insomma l’ennesimo concerto coi fiocchi da parte del combo americano. Un rapido cambio palco, protetto da un grande telone bianco, e tutto è pronto per il piatto forte.

Cosa si può dire che non sia ancora stato detto di un concerto degli Slayer? Il copione è sempre quello, ma funziona bene e riempie i club, quindi perché cambiarlo! Anche questa sera la band californiana delizia i suoi fan con la propria ora e mezza abbondante di massacro sonoro, lasciando al solito tutti soddisfatti. Il gruppo infila i brani previsti in scaletta uno dietro l’altro e senza la minima sosta, capitanata da un Tom Araya sornione e ancora meno loquace del solito, ma l’alchimia riesce anche questa volta. Tra pezzi recenti e immortali cavalli di battaglia, il pubblico dell’Alactraz apprezza, si scatena e inneggia spesso ai quattro americani.

Per quanto riguarda la resa live dei brani estratti dall’ultimo disco, “Repentless” si rivela un’ottima opener, mentre “When The Stilness Comes”, “Vices” e “Implode” lasciano l’audience abbastanza tiepida. Le canzoni che fanno la differenza sono però ovviamente i grandi classici: “War Ensemble” fa come sempre volare le rotule dei pogatori delle prime file, “Die By The Sword”, “Seasons In The Abyss”, “Hell Awaits” e “Dead Skin Mask” fanno registrare una volta di più il maggior tasso di partecipazione e gradimento. Guardando poi la performance on stage dei componenti della band, Kerry King è sempre lui e lo possiamo cogliere negli stessi atteggiamenti e movenze che lo contraddistinguono da più o meno 15 anni; prosegue invece l’onda lunga dell’“effetto novità” creato da Gary Holt e Paul Bostaph, che continuano ad apportare nuova linfa e maggior vitalità all’economia generale dello show.

Senza neanche una finta uscita di scena e un po’ di attesa arriva l’immancabile epilogo, rituale tanto prevedibile quanto irrinunciabile e come al solito devastante. La tripletta “South Of Heaven” / “Raining Blood” / “Angel Of Death” ancora una volta non fa prigionieri e incanta l’intero l’Alcatraz con il suo consueto impatto. I ringraziamenti stringati ma sentiti di un gigioneggiante Tom Araya fanno calare il sipario sull’ennesima calata italica del gruppo: passano gli anni, i sottogeneri del metal cambiano e le release si susseguono, ma al di là di tutto ciò gli Slayer dal vivo hanno di nuovo spaccato!

Mairo Cinquetti

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Inguaribile punkettone e amante di tutto ciò che fa tupa-tupa. La mia dimensione ideale è dentro al pit, armato di reflex e pronto a immortalare tutti ciò che va oltre la musica.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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