Skyharbor: Live Report della data di Milano

Spesso, leggendo report di concerti, siamo purtroppo costretti a notare critiche verso orari poco congrui delle esibizioni, comparto audio dei locali poco adeguato oppure organizzazione rivedibile delle serate in generale.

Bene, niente di tutto questo per la serata a cui abbiamo assistito l’altra sera al Legend, tranne forse la poca affluenza di pubblico (si trattava comunque di tre band di nicchia). Il lato negativo questa volta è proprio venuto dall’esibizione delle tre compagini che si sono susseguite sul palco del locale milanese: poco più di due ore e mezza di concerto per tre diverse band ci sembra davvero poco per chi decide di uscire per godersi una serata di musica dal vivo.

Lo show era partito nel migliore dei modi, con i suoni del locale già ottimamente settati (ma in questo senso il Legend non ha mai deluso) e il giovane chitarrista Sithu Aye a riversare sulla platea tonnellate di note con gran gusto oltre che con una tecnica invidiabile; la band che l’accompagna è formata da tre entusiasti musicisti che sembrano proprio godere del piacere di stare sul palco proponendo un djent strumentale ma dallo spiccato gusto melodico come assaporato su “We Actually Made It To Andromeda!!!” e “Transient Transistors”. Il chitarrista di provenienza scozzese si inserisce nel filone di quegli homemade musicians tipo Plini e Aaron Marshall (aka Intervals) che sono molto in voga adesso e riescono a realizzare musica semplicemente con un buon supporto informatico; l’esibizione comunque è stata notevole.

Si potrebbe applicare la stessa disamina anche al trio ceco Modern Day Babylon che però appesantisce notevolmente il sound con una verve ritmica e un groove metal derivati direttamente dai capostipiti Meshuggah, dove sono particolarmente impressionanti le parti di basso opera di Přemysl Kunčický. Devo ammettere di essere a conoscenza solo del loro ultimo album “The Ocean Atlas” da cui sono state estratte “Falls” e “Illusion” però l’idea che ci si fa della band è abbastanza chiara: grande tecnica sullo strumento con basi pre-registrate che arricchiscono un sound monolitico e sufficientemente variegato… un ottimo viatico per lo show degli headliner.

E qui purtroppo giungono le dolenti note: non nascondo infatti di essere stato particolarmente deluso dall’esibizione della band indiano/americana, per una serie di ragioni. Innanzitutto partiamo dal presupposto che il sottoscritto apprezza molto i due album realizzati dai nostri, “Blinding White Noise” e soprattutto “Guiding Lights” ed ero stato piacevolmente colpito dalla loro precedente calata nel nostro Paese in compagnia di Sleepmakeswaves e Tides From Nebula; proprio per questo non riesco ad accontentarmi di un’ora (?!) di esibizione, tra l’altro rivedibile.

Se infatti ci troviamo di fronte quattro musicisti davvero notevoli (soprattutto i due chitarristi Devesh Dayal e Keshav Dhar), lo stesso non si può dire di Eric Emery dietro al microfono; probabilmente il nostro è incappato in una “serata no” ma fronte ad una comunque buona potenza vocale non si potevano non notare alcune stecche e una impalpabilità sulle note basse che ci hanno fatto rimpiangere il buon Dan Tompkins. E dire che dagli ultimi singoli pubblicati online nonché dai video di presentazione del nostro dal suo ingresso negli Skyharbor ci eravamo fatti tutta un’altra idea.

Venendo ai pezzi, le nuove “Out Of Time” e “Blind Side” (così come il nuovo singolo “Chemical Hands”) fanno presagire un interessante terzo lavoro che dovrebbe uscire ad inizio 2017 e si mescolano bene a pezzi come “Halogen”, “Patience” e la conclusiva “Evolution” che sono comunque state rese in maniera scolastica e abbastanza sterile (nonostante i trasporto esecutivo del solo Dayal). Emery di par suo non ha proferito una parola che fosse “una” a parte il conclusivo: “we are Skyharbor, thank you for coming” e questo non depone a favore di un frontman che, nonostante la platea non fosse particolarmente numerosa, deve cercare di creare un’interazione con chi deve fruire della sua proposta.

Merito quindi a Bagana Rock Agency, Versus Music Project e Legend per aver portato a Milano questo trittico interessante di sonorità rock/metal moderne che però non ha reso per il suo potenziale.

skyharbor-unica-data-milanoottobre-2016

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