Sister: Live Report e foto della data di Vercelli

E’ ancora fresco di stampa il nuovo album dei SisterStand Up, Forward, March!”, un disco convincente e che vede l’innesto di Martin Sweet dei Crashdiet in formazione e che porta al suo interno le sonorità accattivanti tipiche della sua band principale ben amalgamate al sound aggressivo e ruvido del gruppo di Stoccolma, quindi è palpabile la grande attesa di vedere il four piece per l’unica data italiana alle Officine Sonore di Vercelli in occasione del Destination Dust Tour 2016.

Come prima band in apertura troviamo i Raging Dead che avevamo già visto dal vivo proprio come opening act dei Sister l’anno scorso nella data di Rozzano. Rispetto alla scorsa volta la giovane formazione di Cremona ha acquisito maggiore dimestichezza sul palco e nel breve tempo a loro disposizione ha sciorinato un set veloce di grintoso horror punk che ha raccolto gli applausi dei presenti.

 

 

 

Poi è la volta dei Noise Pollution, una formazione attiva da dieci anni e che si è fatta le ossa in lungo e in largo sui palchi italiani, molti li ricorderanno come band di supporto a Tom Keifer dei Cinderella a Bologna o anche di spalla agli Hardcore Superstar o ai Deathstars. Ora sono stati scelti per accompagnare i Sister in questo prestigioso tour e anche sulle assi delle Officine Sonore hanno fatto vedere di che pasta sono fatti proponendo un massiccio hard rock dalle tinte moderniste che convince dall’inizio alla fine. Da segnalare anche la recente uscita del loro nuovo album in studio intitolato “Unreal”.

 

 

 

 

Ma ora l’attenzione è rivolta verso gli headliner che non si fanno certo pregare e iniziano subito il loro set con due composizioni tratte dal nuovo album, l’infuocata title track e l’anthemica “Carved In Stone” che dal vivo rende davvero tantissimo. Il pubblico è molto partecipe in particolar modo le esagitate prime file che non perdono un colpo,  anzi un testo e supportano i ragazzi dall’inizio alla fine. La scaletta è ben bilanciata e ripercorre i punti salienti della loro carriera discografica, quindi troviamo le immancabili “Werewolves On Blackstreet” e la stupenda “Would You Love A Creature” che in sede live fanno sempre la loro porca figura.

Un altro brano nuovo che dal vivo acquisisce in potenza è “Unbeliever”, track dal tipico stile made in Crashdiet dalla melodia ruffiana e dal ritornello azzeccato, mentre come sorpresa della serata la band invita il cantante dei Noise Pollution per una terremotante versione di “My Michelle” dei seminali Guns N’Roses. Immancabile anche “Bullshit & Backstabbing” uno dei brani più rappresentativi della carriera della formazione svedese che sancisce una serata riuscita sotto tutti i punti di vista e ci fa ben sperare per il loro ritorno, stavolta per più di una data nel nostro paese. Noi ci saremo e voi?

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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