Serenity + Temperance + Chronosfear + Levania: Live Report della data di Retorbido

Nel bel mezzo di un caldo luglio il Dagda di Retorbido riesce a proporre un altro ottimo appuntamento nel segno del power metal moderno e classico che vede come ospiti d’onore gli austriaci Serenity preceduti da tre band italiane che hanno già macinato anni di attività, album e live show. 

LEVANIA

Si parte con i Levania di Ferrara che propongono un power metal moderno dalle tinte gothic che ha la sua particolarità nell’incontro-scontro fra la voce growl di Still (Marco Massarenti), la sessione ritmica tellurica di Fade (basso) e Markus (batteria) da un lato e la linea melodica della singer Ligeia (Elena) ed il fraseggio della chitarra di Richie dall’altro. I nostri eseguono una set list corta ma convincente in cui la parte da leone vien svolta dal nuovo EP “The Day I Left Apart”; da quest’opera vengono subito suonate la modernista “Rising” e la martellante “Trace”. Forti da una discografia che conta già due album i nostri non mancano di proporre anche qualche pezzo più datato come la malinconia “Lucretia”.

CHRONOSFEAR

Dopo un veloce cambio palco è la volta dei bresciani Chronosfear che arrivano sul palco del Dagda con il fresco album di debutto “Chronosfear”, un concentrato di ottimo power metal sinfonico che non disdegna alcuni momenti progressive. I nostri partono a razzo con l’intro “Clockworks” e l’arrembante power song “The Last Dying Ember” che colpisce subito nel segno grazie ad un ottimo refrain ed un ritmo serrato che esalta la prova al microfono di Filippo Tezza. Il set dei nostri si dipana fra pezzi più power che attecchiscono immediatamente come il primo già citato o la stupenda “The Gates of Chronos” ed altri più elaborati come “Symphonies Of The Dreams Untold” che pone in ottima luce le doti esecutive del chitarrista Eddie e del bassista Xavier Rota. Non manca anche un pizzico di gothic con la più cupa “Of Dust And Flowers” che suggella un altro show convincente di una band che ha dato prova di avere diverse possibilità di espressione.

TEMPERANCE

Giunge quindi il momento dei piemontesi Temperance, forti di una carriera già importante alle spalle con ben quattro album ed un live. Il gruppo, guidato dal chitarrista/cantante Marco Pastorino, propone sul palco due nuovi singer ossia Alessia e Michele, che si alternano al microfono con già citato guitar player all’insegna di una varietà interpretativa che rende sicuramente interessanti tutti i pezzi dei nostri. Il nuovo “Of Jupiter And Moons” è uscito da poco ed i musicisti ne propongono diversi pezzi come la roboante title-track in chiusura o la cavalcata “We Are Free” (caratterizzata da un testo molto positivo) o ancora la dinamica “Way Back Home”. Non mancano momenti in cui i Temperance fanno intervenire il pubblico come per il coro di “Dejavù” con cui riescono a far cantare quasi tutti gli astanti; inoltre non dimentichiamo di citare le ottime prove vistuosistiche nel drum solo di Alfonso e nella parte strumentale di “Daruma’s Eyes”. Nel complesso parliamo quindi di un’altra buona prova. Peccato per l’atteggiamento “provinciale” (intendendo l’aggettivo nella sua accezione più negativa) di un discreto numero di spettatori… mancavano solo gli headliner Serenity e magicamente una parte abbastanza consistente del già esiguo pubblico si volatilizza lasciando di fronte agli austriaci solo poco più di una ventina di fan.

SERENITY

Assolutamente non toccati dal fatto che il concerto che sta per iniziare è solo per pochi intimi i Serenity sfoggiano una prestazione stupenda sul palco. Gli austriaci dimostrano di essere estremamente professionali da ogni punto di vista partendo dall’allestimento dello stage (a tema cone il concept album dedicato a Riccardo Cuor di Leone) per passare ai costumi di scena ed all’enorme mole di energia che viene messa in gioco per i pochi fortunati presenti. In questo senso il singer Georg Neuhauser si impegna in modo continuo e convincente per far partecipare tutti, sia gli spettatori posti di fronte al palco che quelli appartati in fondo alla sala. La parte del leone dello show è svolta dal meraviglioso recente album “Lionheart” da cui i nostri propongono all’inizio l’opener arrembante “United”, poi la cavalcata melodica “Hero” senza dimenticare alcune ottime tracce più datate come “Spirit Of The Flesh” e “Iniquity”. Il bassista italiano Fabio D’Amore, oltre a destreggiarsi alla grande con il proprio strumento, si alterna in alcuni momenti al microfono al posto di Georg e si propone come spalla convincente anche per alcune gag ed atteggiamenti teatrali sul palco. Ancora dall’ultimo album vengono poi eseguite l’arabeggiante ed affascinante power track “The Fortress”, la title-track ed infine “The Final Crusade” per il cui ritornello interviene sul palco la singer dei Temperance Alessia che realizza un emozionante duetto con Neuhauser. La conclusione del concerto è dettata dalla martellante ed epica “Legacy Of Tudors” in cui emerge anche il batterista Andreas Schipflinger (membro fondatore della band). I pochi presenti hanno potuto quindi assistere ad uno show di indubbio splendore ed efficacia che pone i Serenity ai massimi livelli nell’ambito del power metal sinfonico. Ottimi.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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