Sepultura: Live Report della data di Mezzago (MI)

Dopo qualche ora di meritato riposo (dedicata soprattutto alla digestione del pranzo, è sempre difficile resistere a bis, e tris, in presenza di un buffet…) ci ritroviamo tutti all’accogliente Bloom di Mezzago, per quello che è il piatto forte dei quattro: il palcoscenico. E devo dire che in questa sede convincono tutti, con una assalto sonoro compatto e senza pause. Monolitici direi, piuttosto statici sul palco (anche perché letteralmente non avevano spazio per muoversi) ma comunque aggressivi, con un imponente Derrick Green al centro della scena. Fa davvero paura vederlo sul palco mentre ringhia e si agita con occhi da spiritato, e con quei bicipiti… decisamente una presenza importante. Interagisce molto con il pubblico delle prime file, il locale è molto piccolo e loro sono lì a pochi centimetri, lui non si tira mai indietro e distribuisce pacche a tutti. Chiaramente nessuno ha il coraggio di andare al di là di qualche high five, vuoi mai che si arrabbi… il servizio d’ordine è superfluo. Anche gli altri sembrano rilassati e in forma, Paulo Jr sorride sornione e, capelli a parte, sembra un messicano uscito da un film di Sergio Leone; Igor sorride e rulla sulle pelli da par suo (percussioni per la verità ne ho viste pochine, ma c’era davvero poco spazio); Andreas Kisser dialoga parecchio con il pubblico in italiano/portoghese, tutti rispondono divertiti persino quando dice ‘Brasiliani e Italiani sono fratelli’ e incita a cantare ‘Brasil, Brasil’. Poi, con le migliori intenzioni indubbiamente, va un po’ troppo in là, lanciandosi in un coro ‘Forza Italia, Forza Italia eh! eh!’. Tutti si guardano basiti e in silenzio, parte anche qualche fischio… qualcuno dovrebbe spiegargli due cosine di politica italiana, non si vive di solo calcio!

Il concerto è discretamente lungo, e i nostri hanno la possibilità; di fare una carrellata completa sulla loro carriera. Curiosamente si soffermano davvero molto su Chaos A.D. con cinque pezzi da quell’album, più che dagli ultimi con Derrick al microfono con i quali li alternano. E il pubblico mostra di conoscere e di gradire molto di più proprio questi pezzi vecchi, il che mi pare un segnale abbastanza pericoloso per il futuro del gruppo. C’è spazio anche per qualche brano ancora più vecchio (Arise, Beneath The Remains), in puro stile death metal, e la differenza si sente parecchio, soprattutto nello stile alla batteria di Igor che si è davvero molto evoluto da quei tempi. Presentano anche alcuni brani dell’ultimo album, confermando sostanzialmente l’impressione di qualcosa di molto simile a Nation, mentre dall’EP di cover pescano un classico, ‘Messiah’ degli Hellhammer, death metal che si inserisce perfettamente nel tono della serata. Certo ‘Bullet In The Sky’ degli U2 sarebbe stata più coraggiosa! Il pubblico, incitato da Andreas, chi ede più volte a Igor un assolo di batteria, ma lui se la ride, insulta Kisser e si rifiuta per tutta la serata, lasciando i fan a bocca asciutta.

Peccato! L’esibizione si chiude con una infuocata ‘Roots, Bloody Roots’, che manda tutti a casa soddisfatti. In conclusione la situazione dei Sepultura è abbastanza in bilico: sospesi tra un passato glorioso e un presente tutto da sudarsi. Certamente hanno avuto un calo di popolarità, il locale di ieri era decisamente piccolo, pur se pieno di fan. Anche il pubblico è decisamente eterogeneo, si andava da ultratrentenni a ragazzini di 15 anni, e paradossalmente proprio questi ultimi erano i più scatenati a cantare e pogare sui brani di Chaos A.D. Dà comunque l’impressione che dopo sei anni e tre album dal divorzio con Max Cavalera debbano ancora convincere il pubblico della loro nuova direzione artistica, e che in generale il pubblico sia rimasto legato ai fasti degli ultimi due lavori con Max, accogliendo freddamente i lavori successivi. Certamente dal vivo hanno una grinta e una presenza notevole, ma mi sembra un po’ prematuro per loro andare in giro a fare le vecchie glorie stile Motorhead riproponendo il repertorio di classici e facendo album solo per i tour successivi. Il tempo giudicherà.

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