Septicflesh: Live Report della data di Bologna

E’ una giornata caldissima a Bologna, e mentre le persone normali sarebbero andate al mare, noi non perdiamo l’occasione di attendere il festival death metal che vede come headliners i greci Septicflesh, che si ferma all’ Alchemica Music Club di Bologna. Davanti a noi si devono esibire addirittura quattro band del genere, alcune che cercano di farsi più note al pubblico e alcuna che non hanno bisogno di nessuna presentazione. Ma partiamo con l’ordine di esibizione, così non ci perdiamo in chiacchiere.

XAON

Una cosa che fa sempre piacere negli eventi dove ci sono più band da seguire è proprio la puntualità di orario, ma qui, grazie agli sforzi dei ragazzi del locale, siamo anche in anticipo di dieci minuti. Gli elvetici Xaon, in fase di uscita del loro secondo album in studio, aprono la serata con energia ed entusiasmo, anche se il pubblico presente è davvero ridottissimo. La band offre una breve sintesi delle loro canzoni, che sul palco vivono molto intensamente e questo gli fa proprio onore, visto che consumano tutte le loro energie. Il cantante cerca di coinvolgere i fans in tutte le maniere, e qualcuno risponde alle loro chiamate. La loro musica, una miscela di death metal melodico con tante note progressive, in realtà è poco convincente, e forse bisogna fare ancora dei passi importanti verso la professionalità. Ammirevole comunque il loro tentativo di autogestione, per quanto riguarda la produzione dei dischi ed anche la promozione.

DIABOLICAL

i Diabolical, la seconda band in programma, si trovano forse un passo inavanti, ci portano a sonorità più pesanti e, con qualche album in più nella loro discografia, sono un po’ più convincenti degli opener. Metal completamente diverso, immagine più oscura con dei capi di abbigliamento neri ed esperienza maggiore distinguono gli svedesi dai precedenti. Black Metal di un livello decente, ma comunque non ai livelli di band famose del genere; qui siamo ancora anni indietro e il pubblico apparentemente non può che far capire che forse anche questo gruppo è da rivedere nel futuro. Qualche scatto di energia maggiore si nota tra i fan rispetto alla performance precedente, e non si può negare l’evidenza, cioè che i musicisti mettono l’anima nel loro lavoro, ma forse ci vuole ancora qualche passo in avanti per raggiungere livelli di band come i polacchi Behemoth. Purtroppo tanti tra gli spettatori preferiscono guardare il loro cellulare che il palcoscenico, e questo dimostra che la musica deve dare le emozioni giuste e anche qui bisogna mantenere la pazienza perchè il meglio sta per arrivare.

KRISIUN

In questo terzo gruppo abbiamo riposto le nostre speranze per avere qualche scintilla in più, poco prima dell’ospite principale di questo festival. E meno male che ci sono questi death metaller dal Brasile, che finalmente ci offrono qualcosa di professionale, sostanzioso e pieno di energia, che non è altro che un suono puro, brutale, senza troppe esitazioni, come piacerebbe alla gente che si trova all’Alchemica stasera. Un trio di musicisti maturi, che sanno stare sul palco senza troppi problemi, con il vocalist molto ben adattato alla melodia e finalmente qualche reazione più vivace è evidente in aria. L’atmosfera assomiglia molto di più a quella di un festival death metal, la gente è ovviamente molto più numerosa e comunque molto più coinvolta dalla band in questione. Anche la cover di “Ace of Spades” tra le varie canzoni dei Krisiun, che stanno promuovendo il loro ultimo disco pubblicato dalla Century Media Records, dimostra che la band ha molte più carte da giocare sul palcoscenico. Almeno grazie a loro i fan si sono scaldati molto di più, anche se il meglio deve ancora arrivare.

SEPTICFLESH

La Grecia ha prodotto tanti gruppi in campo metal nel corso degli anni, altri famosi fuori dalla loro patria e altri un po’ meno, fatto sta che tantissime band che vogliono progredire, maturare e fare carriera internazionale dovrebbero prendere i Septicflesh come esempio. E questo per tanti motivi, tra i quali la loro tenuta di palco, l’interazione con il pubblico, la composizione e l’esecuzione dal vivo dei loro brani. La gente stasera non è tantissima, ovviamente anche il locale non è tra i più grandi che esistono in Italia, ma è molto carino ed accogliente e, come ha detto Seth, è quanto basta per dare fuoco allo show, e così è stato. Sembra che tutti si siano svegliati da un letargo all’improvviso. Il quartetto ateniese è proprio da ammirare in tutti i sensi, anche da fan di altri generi musicali. Le luci sono un pochino più intense, ci sono più colori, con tutto il fumo che c’è sul palco non si vede quasi nulla, ma Seth e gli altri tre musicisti riescono a scatenare il pubblico in un moshpit che inizia dal primo minuto e termina con la fine del concerto. Basta solo una parola del cantante, e che cantante… La band esegue dodici tra i loro grandi successi alla perfezione, coinvolgendo i fan a vivere sempre più intensamente la musica e finalmente dare un senso a questo show. “Portrait Of A Headless Man”, “Martyr”, “Vampire From Nazareth”, “Persepolis” sono alcuni dei brani suonati dal vivo stasera, con il frontman in un’interazione continua con il pubblico che fa il suo mestiere alla perfezione. Le sonorità death metal con tante melodie sinfoniche in perfetta armonia con i death growls sono la ricetta del successo e di una performance dal vivo che non potrebbe essere migliore di questa. Tutte le componenti di un’esibizione musicale ci sono alla percentuale giusta, la professionalità dei musicisti, la performance del cantante, ma anche la loro teatralità. Quando la band ci saluta, un grande dispiacere pervade in aria e tutti richiamano indietro i Septicflesh, che tornano per eseguire il bis con “Anubis“, e si scatena di nuovo l’inferno, con tutti i presenti a cantare la melodia del brano. Lo show termina con “Dark Art” e con la promessa di Seth di tornare per il tour promozionale del loro nuovo album.

Ringraziamo l’Alchemica Music Club per l’accoglienza e l’organizzazione. A presto!

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