Scorpions: Live Report e foto della data di Verona

“Now listen to my heart/ it says Ukraina/ waiting for the wind to change.

A dark and lonely night/ our dreams will never die/ waiting for the wind to change”.

Queste sono le parole della prima strofa di “Wind Of Change” come sono state eseguite dagli Scorpions nella serata all’Arena di Verona e, immaginiamo, anche in tutte le altre date del loro tour. Perché parlare di seguire la Moskova fino a Gorki Park, in questo momento, non va bene. Si è trattato di uno dei momenti più emozionanti del live, culminato con il simbolo della pace dipinto con i colori della bandiera ucraina sui maxischermi (qualche bandiera sventola anche fra il pubblico) e un tripudio di lucine accese. Gli anni passano, i testi vanno cambiati, ma lo spirito pacifista di certe canzoni rimane, così come, inossidabile, rimane la formazione tedesca. Che ha ormai abbandonato l’idea di salutare tutti e uscire di scena e continua a produrre album di buon livello, rendendo quindi i loro concerti un momento ad alto tasso di rock.

L’unico appunto che si potrebbe fare loro è una durata non eccessiva del concerto, che inizia con un po’ di ritardo per qualche assestamento tecnico. In mezzo, un paio di momenti strumentali, fra cui un assolo esplosivo a opera di Mikkey Dee, consentono ai più anziani del gruppo di tirare un minimo il fiato. Gli Scorpions comunque conservano il loro spirito e la capacità di far impazzire il proprio pubblico con una disinvoltura notevole. Klaus Meine ha qualche tentennamento a inizio concerto, e modifica qualche linea vocale (fra cui proprio quella di “Wind Of Change”) per semplificare le cose, ma si tratta di variazioni minimali, che non influiscono sulla resa complessiva del live. Per quanto riguarda gli altri, non ci sono invece problemi, con il solito Rudolf Schenker a girellare su e giù per il palco elargendo assoli di grande qualità.

Il repertorio presentato in questa occasione attinge, come ovvio, dall’ultimo album, il buon “Rock Believer“, in modo particolare nella prima parte del live, e lascia spazio ai grandi classici nella seconda. L’intermezzo acustico, immancabile, presenta come solito “Send Me An Angel” e, appunto, “Wind Of Change”, una attaccata all’altra circa a metà set, ma c’è tempo anche per ascoltare brani scatenati come “Bad Boys Running Wild“, “Tease Me Please Me” e “Blackout“. Poco più di un’ora e mezza di concerto, che si chiude con il trittico inevitabile, composto da “Big City Nights“, “Still Loving You” e “Rock You Like A Hurricane“. Il pubblico è quello solito che affolla i concerti degli Scorpions (per quanto stavolta l’Arena non sia proprio traboccante di presenze) e va dalle famiglie con bambini ai rocker  dalle teste canute. Tutti però partecipano con grande entusiasmo a quello che non è solo un live ma anche una festa e un inneggiare alla speranza.

Setlist:

  • Gas In The Tank
  • Make It Real
  • The Zoo
  • Coast To Coast
  • Seventh Sun
  • Peacemaker
  • Bad Boys Running Wild
  • Delicate Dance
  • Send Me An Angel
  • Wind Of Change
  • Tease Me Please Me
  • Rock Believer
  • New Vision/Drum Solo/ The Slot
  • Blackout
  • Big City Nights

Encore:

  • Still Loving You
  • Rock You Like A Hurricane

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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