Saxon + Overtures: Live report e foto della data di Bologna

Se fossimo superstiziosi, potremmo dire molte cose su questo tour. Come ricorda anche Biff Byford poco prima dell’esecuzione di “Ace Of Spades“, era previsto inizialmente che i Saxon si esibissero insieme a Motorhead e Girlschool; poi è successo quello che sappiamo tutti, e i primi sono saltati. Poche settimane fa, l’annuncio che nemmeno le Girlschool avrebbero fatto parte del tour, e subito dopo è arrivato l’annuncio che anche il bassista Nibbs Carter sarebbe dovuto tornare a casa con urgenza (sua moglie è molto malata, ha spiegato sempre Biff in un intermezzo). Bene, nonostante tutto questo scatenarsi di sfighe, i Saxon hanno comunque dato vita a un ottimo concerto, senza passi falsi, per un totale di quasi due ore all’insegna della NWOBHM più pura e solida, con una carrellata di successi appartenenti alle varie epoche dell’esistenza del gruppo.
Ad aprire le danze al posto delle quattro bambine cattive del rock inglese ci pensa invece una band di casa nostra, gli Overtures, che oltre ad avere dimostrato ancora una volta buone qualità esecutive sul palco, hanno dimostrato qualità altrettanto valide sul piano umano e professionale. La band infatti ha mostrato da una parte grande umiltà, ricordando a più riprese le grandi assenti, che sono state citate e giustamente applaudite, dall’altra è da citare anche la scelta intelligente di proporre dal vivo una serie di brani reperibili facilmente online, in modo che chi non aveva mai sentito parlare degli Overtures possa poi approfondire la loro conoscenza in un secondo momento. Ad ogni modo, un’esibizione che ha mescolato diversi buoni elementi sia umani che musicali.

Le braccia spalancate di Biff Byford fanno da punto di riferimento durante tutto il live e possono essere interpretate sia come un simbolo di accoglienza verso i molti convenuti presso lo Zona Roveri, sia come segno di fierezza e orgoglio di sè e della propria musica, in similitudine con quell’aquila dallle ali spiegate che è da sempre il simbolo della band. I Saxon non hanno avuto bisogno di artifici di sorta per ammaliare, già solo con la loro presenza, i molti presenti, distribuiti equamente tra le varie generazioni di metalheads, un altro dettaglio che ha ricordato Biff nelle sue pause tra un brano e l’altro, mostrando grande soddisfazione nel vedere tra il pubblico persone provenienti dagli anni ’80, dagli anni ’90 e giovani generazioni deglli anni 2000; un’altra dimostrazione di come la band britannica possa ancora interessare indipendentemente dal periodo di provenienza. Oltre al già citato momento commemorativo dedicato a Lemmy, con una “Ace Of Spades” che scatena tutti i presenti, è da evidenziare anche un momento “juke box”, nel quale è stato il pubblico, per acclamazione, a scegliere quale brano eseguire (il vincitore è stato poi “Power And The Glory“). Vecchie e nuove generazioni si sono quindi ritrovate unite sotto il segno di pezzi come “Wheels Of Steel” e “Heavy Metal Thunder“, e brani più recenti, come “Sacrifice” o “Battering Ram“, in buon equilibrio tra vecchio e nuovo. Alla luce anche dell’ultima pubblicazione, il DVD live “Let Me Feel Your Power“, i Saxon hanno scelto di privilegiare un’alternanza tra repertorio vecchio e nuovo, riscuotendo comunque un consenso unanime sia per gli estratti più recenti che, naturalmente, per quelli appartenenti alla storia. Oltre al suo carisma magnetico e trabordante, Biff Byford si è anche reso autore di un’ottima prova dal punto di vista vocale, supportato in pieno anche dal resto della band; anche il nuovo innesto, il greco Gus Macricostas, ha svolto alla perfezione il proprio compito e ha, per così dire, martellato come un fabbro. Finale affidato naturalmente ai grandi classici “Denim And Leather” e “Princess Of The Night“, a compimento di un live di grande livello, fresco e sempre nuovo a dispetto degli anni che passano.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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