Saxon: Live Report della data di Trezzo Sull’Adda (MI)

Dopo il forfait di fine 2009 ritroviamo le leggende britanniche Saxon al Live di Trezzo per il trentennale degli album “Wheels Of Steel” e “Strong Arm Of The Law”; di conseguenza la scaletta, che avrebbe dovuto basarsi soprattutto sull’ultimo album dei nostri, “Into The Labyrinth”, viene totalmente rivoluzionata a favore dei classici usciti nel 1980 e di alcune soprese inserite in un contesto abbastanza inusuale.

Compito di rompere il ghiaccio per questa serata di metà marzo è dato ai Cayne e non ai già da tempo annunciati Fuoriuso. La band di Milano, capeggiata dal chitarrista Claudio Leo e dal singer Mario Piazza, è nata da una costola dei Lacuna Coil (grazie appunto al citato Leo ed anche a Raffaele Zagaria, sempre chitarra) e propone un mix di generi dall’impatto alquanto stridente se confrontato con la band principale dello show; infatti i Cayne suonano un hard rock moderno ed alternativo, miscelato a reminescenze The Cult ed all’uso di strumenti e sonorità inedite, come violino elettrico. Nel complesso l’impatto del gruppo è stato gradevole per tutti i 45 minuti a loro concessi e il singer del gruppo ha dimostrato un buon livello di coinvolgimento.

Ben presto però, sin dal cambio palco, ecco che dal pubblico si cominciano ad incitare i beniamini della serata, ossia i Saxon, forti di un seguito che non li ha mai abbandonati nel corso degli anni, nonostante il periodo di appannamento dell’inizio dello scorso decennio.

Va subito sottolineato che il locale, il Live, colpisce ancora una volta per l’ottimo livello di resa per quanto riguarda i suoni; sia i Cayne che soprattutto i Saxon hanno potuto esprimersi al meglio e gli astanti hanno gustato pienamente ogni sfumatura della voce di Biff o delle chitarre di Quinn e Scarratt.

In secondo luogo è confortante notare come, in maniera seppur più contenuta, anche i Saxon come i Manowar o gli Iron Maiden, hanno dimostrato di esser stati in grado di mantenere un saldo appeal non solo nelle generazion passate (erano tanti i trentenni e i quarantenni) ma anche fra i ragazzi più giovani; dimostrazione di questo fatto sono i due striscioni realizzati dai fan e proposti in prima fila che hanno ricevuto il giusto rilievo da Biff, il quale li ha raccolti dal pubblico, fatti firmare da tutti gli altri membri della band ed esposti vicino alla batteria di Glocker per alcuni pezzi.

Il live è stato un vero e proprio spasso, con un piglio decisamente “heavy-rock” e molto meno power, grazie all’inserimento di tanti classici. Si inizia alla grande con “Heavy Metal Thunder” per proseguire con “Live To Rock”, divertentissimo estratto dal recente “Into The Labyrinth” ed esempio lampante di come i nostri sappiano ancora scrivere con grande maestria brani di rock freschi e diretti dopo più di trent’anni dall’esordio.

Il concerto si snoda quindi attraverso un mix di passato remoto e passato recente che convince al 100%, sia nel caso dei pezzi più “metal” degli ultimi anni come l’ottima “Metalhead” o “Witchfinder General” o degli hit che campeggiano in decine di greatest hits come, fra le altre, le immarcescibili “Motorcycle Man”, “Strong Arm Of The Law”, “747 Strangers In The Night”, “Princess Of The Night”, “Crusader” e “Denim And Leather”.

Non mancano le chicche, come l’esecuzione di “Sixth From The Girls” (da “Strong Arm Of The Law”), raramente realizzata live.

Il concerto finisce dopo ben tre bis con grande soddisfazione del pubblico che ha goduto dei Saxon in forma ottimale, fatta esclusione del bassista Yenz Leonhardt che ha sostituito per questa data il veterano Carter e non ha certo brillato per vitalità.

Questo tour ci riconsegna quindi un Biff in forma dopo i guai che avevano fatto saltare la precedente data sempre al live di Trezzo e fanno ingolosire chi si aspetta di già il prossimo album dei nostri.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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