Saltatio Mortis: Live Report della data di Pratteln

L’idea di passare un Halloween lontano dai soliti circuiti festaioli e possibilmente in area "tedesca" mi frullava nella testa da un po’, così ho colto al volo la possibilità di recensire questo minifestival "mittelalter rock" non lontano da Basilea, che ha visto come headliner i miei adorati Saltatio Mortis. Lo show è a Pratteln,località non so, a dire il vero, quanto ridente poiché non ho tempo di farmi un giro "in centro" e sia il locale, lo Z7, che l’unico hotel, si trovano nella zona industriale, fra un centro commerciale, l’Ikea e un mega store di video porno alto tipo 3 piani…

Quando arrivo nei pressi del locale i Saltatio Mortis hanno appena cominciato il soundcheck e onestamente i suoni non sono eccezionali…con un certo timore mi auguro che riescano a migliorarli nel corso della serata e fortunatamente così sarà. Si fa l’ora di apertura dei cancelli:è curioso come i fan svizzeri fino a un momento prima si contino sulle dita di una mano e in circa mezz’ora arrivino a frotte. Recupero il mio pass che trovo in cassa senza alcuna difficoltà, ottimo inizio per un concerto che a livello organizzativo fila alla perfezione, ed entro nel locale.

I primi a salire sul palco sono Des Koenig Halunken, realtà locale. Sono buffi questi "Bastardi del Re"… forse un po’ troppo kitsch per i nostri italici gusti e anche un tantino acerbi nella loro proposta musicale, ma comunque godibilissimi. C’è da dire che molte band del genere amano inframmezzare i brani con frizzi e lazzi e interazione col pubblico, assecondando una tradizione di origine giullaresca sentita ancora molto viva in questo ambito. La lingua in uso è quella di casa, il tedesco, spesso medieval-maccheronico e la sottoscritta che capisce a malapena qualche frase ha la sensazione di perdersi buona parte del divertimento…

Decido, una volta finito lo show, di andarmi a prendere una birra, ma quando torno scopro che invece degli attesi Feuerschwanz ("C***i di Fuoco", un nome un programma…) è stato allestito il set degli Schelmish. Mentre sono ancora lì a chiedermi il perché di questa defezione, gli Schelmish salgono sul palco e iniziano le danze. Sono tosti questi signori: si presentano come la faccia "brutta sporca e cattiva" del mittelalter rock e in questo sicuramente sono aiutati da una certa attitudine punk che non fanno nulla per nascondere. Dalle sonorità molto scottish oriented, occupano buona parte del loro set con la presentazione del nuovo album “Die Hässlichen Kinder” ma non disdegnano di riproporre diversi pezzi tradizionali re-arrangiati e re-interpretati alla loro maniera.

Altro cambio palco che mi vede girellare nel locale e a breve giunge il momento dei Saltatio Mortis. Come ho già scritto altrove, seguo la band da molto tempo e mi è capitato di vederla nelle diverse formazioni, che, a parte il nucleo storico Alea-Lasterbalk-Falk, si sono succedute in quasi dieci anni di attività.

Bene, questo nuovo combo è a mio parere il migliore da diversi anni a questa parte: c’è coesione, c’è divertimento,c’è affiatamento. I primi brani sono quasi tutti dall’album nuovo, “Wer Wind Saet”. Alea, il cantante, è incontenibile,uno spirito posseduto da qualche strana forma di energia che lo alimenta come una fiamma e chelo fa correre da una parte all’altra del palco (fotografarlo è un’impresa…) come un folletto, mentre le luci sapientemente studiate illuminano al centro della scena l’imponente sagoma della batteria di mister Lasterbalk e, sulla destra, uno ieratico Falk che, complice la lunga palandrana e i capelli fluenti, assume l’aspetto di una sorta di messia con la ghironda.

I pezzi si snodano in modo articolato prevedendo diversi cambi di strumenti a seconda del brano, dal pommer, una specie di cornetto, usato per “Le Jument De Michao” al bouzuki, alle più, si fa per dire, scontate cornamuse.

Nella seconda parte del concerto il programma si incentra sulla produzione meno recente della band, vengono riproposti classici come “Dunkel Engel”, “Spielmannschwur”, “Varulfen”, antico pezzo in lingua scandinava che parla di lupi mannari e infine “Falsche Freunde”, dove Alea viene tirato letteralmente giù dal palco e fatto levitare a forza di braccia sulle prime file, le stesse prime file di fan scatenate che nel bel mezzo dello show lanceranno una serie di slip di vari colori e misure sul palco in una modalità giocosamente rock’n’roll. Lo show si avvia al termine, vengono proposti un paio di bis e in chiusura la ballad “Lezte Worte”, di malinconica bellezza.

Tutto finito? Sembrerebbe di si, il palco si illumina, anche se la sala rimane in penombra,i tecnici cominciano a rimuovere i cavi, a portare via gli strumenti mentre i Saltatio Mortis si avvicinano al merchandising per firmare qualche autografo e fare qualche foto…

E i Feuerschwanz??….. Questi matti vestiti da cortigiani del regno di Molto Molto Lontano hanno preparato una sorpresa finale: in occasione del compleanno di uno di loro e dell’ultima data del prima parte del tour, hanno deciso in accordo con le altre band di esibirsi alla fine di tutti gli show in una sorta di unica di jam session. Il tutto risulta un po’ caotico ma vedere il palco invaso da musicisti con costumi di scena e strumenti di ogni sorta è coreografico e divertente e se anche se la qualità musicale finisce per perdere qualche colpo, lo spettacolo di sicuro non manca.

Dopo più di quattro ore il festival è davvero alla fine: non resta che uscire nella notte svizzera e allontanarsi nella foschia con la sensazione che una piccola scintilla di quel fuoco che arde nell’ animo di questi musicisti ci sia stata regalata e che brucerà in noi a lungo…

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login