Sabaton: Live Report e Foto del concerto di Bologna

Ad un anno di distanza dalla loro ultima calata in terra italica, gli eroi del power metal svedese Sabaton tornano nel bel paese e lo fanno in una location in cui non si sono mai esibiti prima d’ora, l’Estragon di Bologna, in un soleggiato mercoledì di febbraio.

Parto dalla mia Pavia apposta per riguardarmeli dal vivo per la quinta volta e quando arrivo sul luogo dell’evento già mi preparo alla mia dose quotidiana di pura tamarranza in camouflage. I Sabaton si sono conquistati negli anni la loro fetta di fedelissimi seguaci e lo si vede anche dalla buona affluenza di pubblico in un locale che non li aveva mai visti protagonisti prima d’ora.

La serata è aperta dai Wisdom, che propongono un power metal più che adatto a riscaldare gli animi a suon di un headbanging ben sorretto dalle folte chiome dei componenti del gruppo. Il cantante Gabor Nagy presenta i due nuovi membri della band, Tamás Tóth alla batteria e Anton Kabanen (ex Battle Beast) alla chitarra, e ricorda ai presenti la prossima uscita del quarto full-length “Rise Of The Wise”. Ed è proprio dal nuovo lavoro che i Wisdom estraggono un paio di tracce, tra cui la title-track che ha visto la collaborazione dello stesso Joakim Brodén dei Sabaton. Inutile dire che fin dall’annuncio della canzone spero in una comparsa sul palco del buon Joakim, che però se ne rimane ben nascosto dietro le quinte.

 

 

 

I circa 40 minuti a disposizione dei Wisdom trascorrono piacevolmente, ed è preso il momento di “The Final Countdown” degli Europe, da tempo immemore entry music della combo svedese.

“We are Sabaton, we play heavy metal and this is Ghost Division!” ed è subito festa. Il pubblico è in delirio sulla classica opening di ogni scaletta dei Sabaton da un po’ di anni a questa parte, quella “Ghost Division” tratta dall’album “The Art Of War”, questa volta in sofferenza per numero di tracce eseguite. Joakim annuncia subito che si tratterà di una scaletta un po’ diversa dal solito ed infatti spuntano inaspettate “Midway” da “Coat Of Arms”, introdotta per la prima volta proprio in occasione del tour appena iniziato, e la perla “Wolfpack”, che aspettavo di ascoltare live da circa una vita.

I Sabaton si presentano granitici non solo nell’aspetto, coperti come sono di camouflage dalla testa ai piedi (basso e chitarra compresi), e nella scenografica batteria-carro armato perfettamente padroneggiata da Hannes Van Dahl, ma anche e soprattutto nell’esecuzione. Non perdono un colpo, con Joakim vocalmente impeccabile nella sua inconfondibile timbrica e la band tutta che continua a correre da una parte all’altra del palco, deliziando i fan che non lesinano ovazioni al bassista e co-fondatore Pär Sündstrom e ai due chitarristi-veline Thobbe Englund (il biondo) e Chris Rörland (il moro).

Ottima anche la scelta dei pezzi, con l’acclamatissima “Uprising” e, dall’ultimo “Heroes”, le martellanti e coinvolgenti “Far Fron The Fame”, “To Hell And Back”, “Resist And Bite”, “Soldier Of Three Armies” e “Night Witches”.

Non riesco a smettere di saltare e cantare come una matta, ma mi rendo comunque conto che manca qualcosa: dove sono gli immancabili sketch della band, a cui ormai mi ero affezionata? Nessuna birra trangugiata sul palco, nessun bambino invitato a salire e suonare con i nostri, nessuna battuta di Joakim sui finti addominali del suo inconfondibile giubbetto di scena. Addirittura, non assistiamo nemmeno al fintissimo voto del pubblico per scegliere la versione di “Gott Mit Uns” che verrà eseguita: ce la becchiamo in svedese di default e Joakim scompare dal palco lasciando che siano Thobbe e Chris a cantarla dall’inizio alla fine. Mistero.

Pazienza, mi dico, lo show è divertente come al solito: si canta, si poga, si alzano le mani al cielo mentre arriva l’encore, che chiude la scaletta con lo storico inno “Primo Victoria” e la metal-referenziale “Metal Crüe”.

Diciamocela tutta, i Sabaton sono e saranno sempre una band che divide le folle: o li si ama o li si odia, ed entrambe le cose per le stesse ragioni. Sono tamarri, sono esagerati, sono visuali e sembrano usciti da un incontro di wrestling dell’era attitude della WWE? Sì. Ma quando c’è da suonare power metal di quello da far sgolare il pubblico e tremare i timpani, gli eroi di Fålun ci sanno fare e non deludono le aspettative.

Ci vediamo al sesto concerto. (Ilaria Marra)

 

 

 

Tracklist:

  1. Ghost Division
  2. Far From The Fame
  3. Uprising
  4. Midway
  5. Gott Mit Uns (swedish version)
  6. Resist And Bite
  7. The Lion From The North
  8. Carolus Rex
  9. Swedish Pagans
  10. Soldier Of Three Armies
  11. Wolfpack
  12. Attero Dominatus
  13. The Art Of War
  14. To Hell And Back

Encore:

  1. Night Witches
  2. Primo Victoria
  3. Metal Crüe

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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