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Royal Hunt + Stamina: Live Report della data di Romagnano Sesia (NO)

Il tour dei Royal Hunt di supporto allo straordinario “Show Me How To Live” si è fermato anche in Italia, in quel di Romagnano Sesia. Per la calata nel nostro paese della band capitanata da André Adersen, che ha visto il ritorno del figliol prodigo DC Cooper dietro al microfono, mi aspettavo sinceramente maggior interesse ed un sold out al Rock ‘n Roll Arena, locale di medie dimensioni ed ideale per fare musica dal vivo, poiché dotato di un’acustica veramente adeguata. Tanto entusiasmo sì, quello non è mai mancato dall’inizio alla fine dello show, ma una manciata di persone in più avrebbe fatto da contorno perfetto ad un concerto spettacolare.

Ad aprire le danze ci hanno pensato i nostri Stamina, autori di un power prog metal melodico e sinfonico che è avvicinabile, guarda caso, al sound dei Royal Hunt. Affiatata, compatta, coinvolgente, la band campana ha fatto davvero un figurone proponendo, per lo più, song tratte dal secondo album “Two Of A Kind”, uscito un paio d’anni fa. La gente ha risposto con calore alle note di tastiere pompose, guitar riff al fulmicotone ed una performance del vocalist Francesco Neretti, davvero di prim’ordine. Senza sbavature e con grande personalità i nostri hanno accolto meritatamente unanimi consensi alla fine dello show.

E’stata poi la volta dei protagonisti della serata, i Royal Hunt, che hanno iniziato il proprio concerto sulle note di “One More Day”, opener del nuovo disco, adeguata per rompere il ghiaccio. Sono bastati alcuni vocalizzi ed un paio di movimenti sul palco per comprendere che DC Cooper sarebbe stato il vero mattatore della serata. In forma smagliante a livello vocale, istrionico, divertente, il frontman si è dimostrato straordinario incantatore di serpenti, capace di dominare la scena con una prestazione da urlo. I Royal Hunt hanno voluto toccare più o meno tutta la propria discografia, proponendo le hit di una lunga carriera, presenti negli undici album finora pubblicati. Pomposa e pulsante è risultata “The Mission”, title track dell’album omonimo, e “Tears Of The Sun”, tratta da “Paradox II”. Chi si aspettava una celebrazione dello storico “Paradox” si è dovuto ben presto ricredere, perché la band ha proposto solamente un paio di estratti dal disco più famoso della propria carriera (assai sentita la reinterpretazione di “Time Will Tell”). I Royal Hunt hanno voluto sorprendere il pubblico quando hanno spezzato il ritmo con un set acustico perfettamente riuscito, in cui anche Andersen ha imbracciato la chitarra e DC Cooper ha invitato il pubblico ad accompagnare con un ritmico battimani la anthemica “One By One”. I nostri, come da copione, non hanno fatto uso di basi, ma hanno suonato tutto in diretta, come ci si aspetterebbe da un live con le palle ed alla faccia di alcuni grandi nomi che si appoggiano sempre più spesso alla tecnologia. E’ bastato André con le sue sei (?!?) tastiere a riempire tutte le frequenze ed a mettere in mostra arrangiamenti che non avevano nulla da invidiare a quelli dei dischi originali. Sempre di grande effetto scenico, poi, le due coriste d’accompagnamento, che sono salite sugli scudi in un brano come “Wasted Time”, in cui controcanti e doppie voci sono risultate fondamentali. DC Cooper ha interagito a lungo con il pubblico, scherzando a più riprese sull’età ormai avanzata di alcuni membri della band, che si sono comunque dimostrati dei vecchietti terribili, con una performance impeccabile. Il set si è chiuso con la mitica “Last Goodbye”, cantata dal pubblico durante gli stop ‘n go finali, insieme a “Message To God” in cui anche gli Stamina sono stati invitati a salire sul palco ad accompagnare i Royal Hunt.

La band danese si è dimostrata ancora una volta ai vertici del panorama power prog metal neoclassico, sfoderando una prestazione pressoché perfetta, dal grande impatto scenico ed emotivo. E parafrasando una frase di DC Cooper durante lo show: “non importa che un concerto sia fottutamente metal, tra headbanging furiosi e urla violente, l’importante è che regali della buona musica e lo spettatore possa tornare a casa con un sorriso”. E questo è successo a tutti i presenti, che hanno potuto assistere ad un live appagante, che verrà ricordato a lungo.

 Grandissimi Royal Hunt!

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Antonio Grassini

    Certo che se lo facevano in un posto più accessibile invece che in prossimità dei patri confini qualche persona in più ci sarebbe forse andata (tipo il sottoscritto con due amici) ………………………….

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  2. metallone

    probabilmente nessun locale “più accessibile” e importante si è interessato al tour dei Royal Hunt.. che tristezza!”

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  3. Matteo Cavicchia

    Dal lontano 1997 che li aspettavo di nuovo con DC alla voce, serata meravigliosa, specie nel dopo concerto, dove TUTTI i componenti del gruppo son venuti in mezzo ai fan per autografi fotografie, disponibilissimi e molto simpatici!!!!! Grazie Royal Hunt

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