Rock Match 2004: Live Report

24 Aprile 2004: si conclude presso il Sitting Bull di Certosa di Pavia (segnaliamo che il locale cambierà presto il suo nome in Defender) la prima edizione del concorso musicale “Rock Match”, kermesse che ha visto partecipare 24 band dedite al rock e all’heavy metal in ogni sfaccettatura. Il Sitting Bull è un pub di piccole dimensioni ma dotato di un clima allegro e familiare, ottima birra a fiumi e soprattutto musica: da due anni a questa parte il locale si è infatti proposto con successo di dedicarsi esclusivamente alla musica metal, ospitando tributi ai grandi nomi e band emergenti. E sono proprio “emergenti” le quattro finaliste del concorso, giovani gruppi che sono stati in grado di distinguersi durante le eliminatorie suscitando il parere positivo di una giuria tecnica composta da giornalisti musicali e di una giuria “popolare” formata dal pubblico intervenuto di volta in volta.

Questa sera si affronteranno a suon di heavy metal i deathsters lariani Ampythrium, i nu-metallers pavesi No More Silence, gli heavy/gothic metallers milanesi Lunae e i piemontesi Egart, che proporranno una riuscita miscela di speed/epic/death, da loro stessi battezzata “chaos metal”.

Ad aprire l’infuocata (visto il clima presente nel locale) finale della prima edizione di questo Rock Match, sono i lariani Amphytrium, band che oscilla tra il death melodico dei primi Dark Tranquillity ed il black magniloquente e dinamico di formazioni quali Dissection o Old’s Man Child. Leggermente sfavoriti da suoni di chitarra un po’ troppo secchi, il quintetto lombardo riesce però ad ottenere una buonissima performance grazie alle sue doti d’incredibile compattezza atmosferica e sincronia ritmica tra le due chitarre, specialmente in brani come ‘Remember’ e ‘Silence’, tratti dal loro demo CD. Quest’affiatamento esecutivo e la bontà di molti spunti riscontrabili nella scrittura dei brani, si dimostrano, assieme alla buona presenza scenica del cantante, fondamentali per la riuscita di un ottimo concerto, anche se alcune track risultano ancora un po’ troppo derivative e figlie delle influenze del combo comasco. Particolare e apprezzabile la cover di ‘No Remorse’ dei Metallica.

I Lunae, seconda band a salire sul palco del Sitting Bull, sedurrà fin da subito i presenti con un romantico mix a base di metal classico e sonorità gotiche. Bravi ed originali, i milanesi (guidati da Betta, una singer graziosissima e carismatica) mancano solo di quel pizzico in più di sicurezza on stage che farebbe la differenza, ma possiamo ben capire che in occasione della finale l’emozione può giocare degli scherzi. Metal classico, parti di chitarra acustica e di flauto, si inseguono mentre la band meneghina propone i suoi pezzi, tratti in massima parte dal repertorio personale: citiamo ‘Like An Angel’, ‘Luna Piena’ (dal testo in italiano) oltre ad un’ottima cover di ‘The Neverending Story’, un pezzo che esalta all’inverosimile i presenti (compresi alcuni avversari!) facendoli tornare un po’ tutti bambini.

Giunge poi il turno dei pavesi No More Silence. La giovanissima band (l’età media dei componenti è di 16 anni) propone un nu-metal che arriva direttamente dal calderone americano, basato su di un mix tra growl e rap per quanto riguarda la voce (con due elementi dietro al microfono), ritmi sincopati e continui stacchi. Slipknot, Limp Bizkit, ultimi Sepultura e Mushroom Head sembrano essere le influenze principali di questi ragazzi, simpatici e pieni di energia (vuoi soprattutto per la giovane età) ma altrettanto carenti a livello tecnico, con la sola eccezione del batterista, un vero diavoletto dietro le pelli. Tra i brani proposti segnaliamo ‘Way Not’, ‘Burzum Within’ (che c’entra il Conte con il nu-metal???) e ‘Techno Shit’. Gli errori si sprecano, ma il pubblico locale è quasi tutto per loro.

Non poteva esserci chiusura migliore, prima dei responsi finali delle giurie tecniche e popolari, che la performance degli Egart. Come dimostrerà successivamente il voto della giuria tecnica (60 punti, il massimo dei voti!), quella del sestetto è stato un autentico assalto frontale all’arma bianca, imperioso, devastante, ma anche ricco di una grazia ed armonia bellica che rende questo gruppo incredibilmente originale. Per descrivere che cosa può essere la musica degli Egart, si può utilizzare questa formala alchemica: prendete i Blind Guardian di ‘Imaginations..’ ed uniteli agli At The Gates di ‘Slaughter Of The Soul’, con tanto di imperiosa tastiera usata alla maniera dei Nocturnus. Da qui otterrete track che rispondono al nome di ‘Lord Of Change’ (title-track del loro demo-CD) o ‘The Call’. Battaglia di Waterloo, Armata Rossa contro Wehrmacht, Giubbe Rosse contro esercito d’indipendenza americano o Gundam terrestri contro mobile suit delle Side, il risultato è che, oltre a potenza di fuoco, originalità e perizia tecnica, gli Egart dominano la scena, scatenano la furia delle oltre 250 persone presenti al Sitting Bull, vengono per imporre una legge, quella di un metal feroce ma allo stesso tempo melodico, tecnico ma viscerale, grazie ad una distruttiva sezione ritmica, due chitarre epiche e chirurgiche, tastiere da giorno del giudizio ed un singer che oltre ad essere vero condottiero sul campo di battaglia, alterna i più spietati growling di Lindberg alla voce tagliente di David Wayne (Metal Church) specie nella bellissima ‘Melody’. Si chiude con la cover ‘Heavy Metal Breakdown’, per suggellare il loro dominio su queste terre. Celestialmente infernali.

Terminate le esibizioni, giunge il momento di sommare i voti della giuria e di spogliare le schede consegnate al pubblico. Secondo la giuria tecnica (composta da noi e dai colleghi Ulisse Carminati, Lorenzo Testa, Sandro Buti e Alex Calvi, che ringraziamo ancora calorosamente), i più meritevoli si sono dimostrati appunto gli Egart, grazie ad una proposta tanto originale e all’enorme carisma e sicurezza mostrati sul palco. Ma come si suol dire, ‘Vox Populi Vox Dei’ e il giudizio del pubblico andrà a cambiare la classifica. Gli Egart saranno terzi, mentre la vittoria andrà ai Lunae, una band comunque valida e con molte buone idee. Ai vincitori tutti i nostri complimenti. E dopo l’arduo compito di giurati è il momento della festa! Musica, birra, dark ladies!!!

Per concludere, segnaliamo che il Sitting Bull / Defender continuerà la sua missione musicale in ambito metal e derivati ed è facilmente raggiungibile sia da Pavia che da Milano. Per ogni informazione potete visitare il sito del locale: www.sitting_bull.mrw.it .

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