Rock In Idro: Live Report del Day 4 w/ Queens Of The Stone Age

Diciamocelo, noi di Metallus.it eravamo presenti al day 4 del Rock In Idro, dopo il glorioso day 3, solo per gli headliner, i Queens of the Stone Age. C’era comunque curiosità ad assistere alla giornata “alternativa” del festival.

Testo di Tommaso Dainese

Foto di Ivan Elmi

Ripreso dalla serata “leggera” post Iron Maiden, arrivo all’Arena durante il set dei The Fratellis. Il sole è ancora alto e non sono in formissima, andiamo oltre.

In realtà arriva subito la prima sorpresa positiva della giornata, ovvero la performance vulcanica di Miles Kane che, senza inventare nulla, mette a ferro e fuoco il palco con un rock a tratti classico, a tratti più stupidino, ma sempre con grande grinta e una bella potenza sul palco.

Il cielo inizia a farsi nuvoloso e sembra inevitabile il peggio quando è iniziato il set dei Maniac Street Preachers, a lungo lontani dai palchi italiani. Da scarso conoscitore della band, non sono uscito entusiasta dalla performance, ma è innegabile il mestiere che la band porta con se, con brani comunque variegati e dal vivo aggressivi il giusto per non annoiare. Le prime file sono belle calde, anche se la presenza di pubblico non è di certo quella del del day 3.

Dopo un disgustoso panino al prosciutto cotto (la prossima volta cambiate catering, vi prego), arriva il momento dei Biffy Clyro, croce e delizia di rockers e di alcuni metallari (non dite di no). Che non fossimo qui per loro lo si è già detto e dopo la performance della band probabilmente le nostre strade non si incontreranno mai più. Nonostante la proposta più aggressiva della giornata, la band riesce a ingann… ehm, coinvolgere bene il pubblico più alternativo, con una potenza probabilmente inusuale, ma lascia indifferente il pubblico più rock/metal. Si alternano brani a volte melensi, a volte apparentemente molto complessi: tanto fumo e poco arrosto. Sul palco comunque la band ci sa fare, niente da dire.

Con i Pixies è il buon momento per una birra fresca. Anche qui poco da dire, se non che l’interazione con il pubblico è stata nulla. Band esperta e capace ma setlist lunghissima per le mie orecchie.

Finalmente arriva il momento degli headliner. Inizia il countdown e la band di Josh Homme sale sul palco, allestito di un rosso scintillante. L’attacco è dedicato all’accoppiata micidiale “You Think I Ain’t Worth a Dollar, but I Feel Like a Millionaire” / “No One Knows“. I suoni sono violentissimi, una vera bomba, decisamente più bombastici di quelli sentiti durante il day 3. La band è rodatissima, non sbaglia un colpo, nonostante Homme sembri più svogliato del solito.

Interazione poca ma riffoni clamorosi sul palco, un muro di suono che si districa per tutta la discografia della band, dando maggior rilevanza all’ultimo notevole “…Like Clockwork” da cui vengono estratti 5 brani tra cui “If I had a tail” e “My god is the Sun“. Il concerto scorre via che è un piacere, rock concreto, chitarre spianate, un po’ di sana ignoranza e volumi al top, quello che ci vuole per concludere un festival di qualità. Il problema è che si conclude troppo presto. Infatti dopo solo 1 ora e 5 minuti di concerto, la band mette a segno “Go With the Flow” e “A Song for the Dead” e mette fine alla propria performance, senza un saluto degno o qualche bis. L’outro registrato non lascia dubbi.

Un po’ di amaro di bocca è rimasto, perchè l’esibizione della band è stata probabilmente una delle migliori degli ultimi due giorni di festival e qualche brano in più il pubblico di Bologna se lo sarebbe meritato, vista anche la posizione di headliner dei Queens of the Stone Age. Poco male comunque, un piccolo neo che non rovina un festival finalmente degno di questo nome. Ora tutti a casa, all’anno prossimo, a quanto pare di nuovo a Bologna!

Le altre band fotografate da Ivan

What a Funk

We Are Scientist

The Brian Jonestown Massacre

 

 

 

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. andpec

    Qualcuno più esperto di rock potevate mandarcelo…i Manic Street Preachers sono una band storica e immensa. Per me i migliori del day 4! Ottimi anche i Pixies…insomma questa giornata meritava qualcuno più aperto mentalmente e un report a tutto tondo!

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  2. wolfmobo

    Concordo con “andpec” e mi unisco alla sua critica:
    Manic e Pixies non sono proprio gli ultimi arrivati.
    Metallus, finora ci hai abituato ad altri standard!

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  3. Tommaso Dainese

    Ragazzi apprezziamo le critiche, però come specificato ad inizio report, eravamo li chiaramente solo per gli headliner. Nessuno mette in discussione la caratura delle altre band, in particolare Manic e Pixies che citate, semplicemente non sono nelle nostre corde… quindi piuttosto di inventarci falsi elogi o fingerci espertoni abbiamo preferito dichiararci ignoranti e concentrarci sui riffoni di Homme 🙂

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