Rock Im Ring Festival 2016 – Live Report e foto del Day 2

Nonostante lo show dei Flogging Molly della sera precedente si sia concluso poco prima dell’una e al seguito ci sia stato il lungo deejay set di Evil Jared, la prima performance del secondo giorno di Rock Im Ring inizia alle ore 10.

L’orario, decisamente infelice, impedisce al 99% dei compratori di biglietto di assistere allo show dei Tasser & Niggl e del duo Perin & Barbarossa, previsto per le ore 12, che hanno dato il via al secondo giorno di festival in maniera allegra e movimentata. Al nostro ingresso i ragazzi sono già sul placo, di fronte ad una platea vuota e con gli addetti ai lavori un po’ assonnati, ma in via di ripresa dalla notte precedente. La giornata è intensa, in quanto dall’ora di pranzo in poi si susseguiranno sul palco gli Atop The Hill, band alternative originaria di Bolzano, Bizarro Welt, estrosi ed energici e con uno show incentrato sul gioco e il divertimento, Shanti Powa, un collettivo di musicisti che propone un misto di generi molto diversi fra loro con il risultato che ciò a cui si è assistito è stata una performance confusionaria e di poco impatto, Homies4Life, band hip pop un po’ fuori contesto, seguiti dai Dead Like Juliet, che si differenziano dai precedenti compagni di palco per il loro metalcore definito e pestato addolcito da qualche increspatura melodica.

BIZZARRO WELT

 

 


SHANTI POWA

 

 


HOMIES 4 LIFE

 

 


DEAD LIKE JULIET

 

 


A metà pomeriggio entrano in scena i The National Orchestra Of The United Kingdom Of Goats, altisonanti e geniali nel nome, ma a dir poco noiosi sul palco. La loro proposta unisce lo stile musicale e l’outfit dei Ghost BC, con qualche movimento scenico preso dagli Slipknot e un egocentrismo poco utile. La performance mira alla pura teatralità, trascurando di gran lunga l’aspetto musicale e, soprattutto, l’interazione con il pubblico. In sostanza, la band si è esibita per se stessa senza comunicare niente e nulla.

 

 


Ingoiata l’amarezza per le aspettative deluse, ci prepariamo per un po’ di sano heavy metal in compagnia dei Feline Melinda, molto anni ’80 nell’espressione musicale ma sicuramente più vivaci rispetto a chi li ha preceduti. Il pubblico finalmente si riattiva e partono i primi ed ultimi headbanging del festival.

 

 


I Lemon Duke, in netto contrasto con la band precedente, portano sul palco una sorta di soul funk molto riposante, ma che contribuisce ad accentuare l’effetto montagne russe dovuto ad un bill estremamente vario e con una logica di ordine di performance decisamente poco chiara.

 

 


Il sole inizia a calare, l’odore di salsiccia si fa più marcato e tra una birra e l’altra sono ormai le 20 entrano in scena i Mainfelt, band locale particolarmente affezionata ai Mumford & Sons, che finalmente porta sul palco un po’ di qualità musicale, fino ad ora carente e centellinata. Il folk-rock proposto è ben composto, molto caldo nei suoi e con un’esecuzione coinvolgente e che finalmente avvicina un pubblico fino ad ora poco attento.

 

 


Dopo esserci rifocillati durante il penultimo cambio palco della giornata, i Mainfelt passano il testimone agli Itchy Poopzkid che senza troppi fronzoli si lanciano in un show molto colorato, ricco di colpi scena, come per esempio la comparsa di una custodia rigida per chitarra da far sostenere al pubblico per cantarci sopra, e che ha il potere di far ballare, cantare e saltare all’unisono la platea. Non importa se non capiamo il tedesco, perchè l’esecuzione è così performante che ci cattura completamente superando le barriere linguistiche. Come per la serata precedente, abbiamo la netta sensazione che il pubblico sia lì per i co-headliner piuttosto che per gli svedesi The Hives, main artist dello show.

 

 


Ormai l’arena è illuminata solamente dalle luci del palco ed il sole ha lasciato spazio ad una miriade di stelle che per noi milanesi rientrano nello spettacolo proposto. Sono circa le 23 quando con un’elegante tenuta bianca e nera entrano in scena i The Hives, poliedrica band svedese autrice di numerosi successi di massa.

Gli idioti della sera prima autori di lancio casuale di oggetti, totalmente assenti nell’arco della giornata, fanno purtroppo il loro triste ritorno rovinando l’intero show. Nonostante l’estrema professionalità della band, che ha continuato a suonare per tutto il tempo come se nulla fosse, non è passato inosservato l’incessante lavoro dell’entourage degli svedesi che per tutto il tempo della performance ha continuato a rimuovere dal palco oggetti di varia natura. Noi stessi siamo stati testimoni del lancio di urina, ho scritto bene U-R-I-N-A, da parte di un alterato ed esaltato uomo evidentemente selvaggio che, nonostante sia stato atterrato più volte dalla sicurezza, ha potuto proseguire le sue gesta direttamente dalle transenne. Come è possibile descrivere in maniera coinvolgente e dettagliata uno show che dall’inizio alla fine ha visto un susseguirsi di atti molesti? Ci è molto difficile, a tratti impossibile. Ciò che possiamo dire è che gli Hives hanno dimostrato pazienza, voglia di fare, savoir faire e professionalità, eseguendo i loro migliori pezzi in maniera impeccabile, nonostante i problemi tecnici dovuto ad un sound check inizialmente non ottimale.

 


Facendo un paragone con l’anno scorso non si possono non notare il minore afflusso del pubblico, forse dovuto a degli headliner di poco impatto per il pubblico, e la poca incisività degli addetti alla sicurezza che forse, con il senno di poi, avrebbero potuto fare di più coadiuvandosi con le forze dell’ordine.

Ci auguriamo che questi siano solo dei tristi episodi e che il prossimo anno il clima possa essere effettivamente festoso permettendo a tutti di passare un ottimo weekend, in una location di eccezione ed in compagnia di tanta buona musica.

SETLIST:

  1. Come On!

  2. Try It Again

  3. Hate To Say I Told You So

  4. Midnight Shifter

  5. Abra Cadaver

  6. Die, All Right!

  7. Go Right Ahead

  8. Bigger Hole To Fill

  9. The Hives Declare Guerre Nucleaire

  10. I’m Alive

  11. Walk Idiot Walk

  12. A Get Together To Tear It Apart

  13. Main Offender

  14. Won’t Be Long

  15. B Is For Brutus

  16. Tick Tick Boom

 


PUBBLICO

Mairo Cinquetti

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Inguaribile punkettone e amante di tutto ciò che fa tupa-tupa. La mia dimensione ideale è dentro al pit, armato di reflex e pronto a immortalare tutti ciò che va oltre la musica.

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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