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Rival Sons: foto e live report della data di Milano

Ci sono due modi di affrontare un concerto di band come i Rival Sons. Il primo è oggettivo, valutando la scintillante tecnica vocale di Jay Buchanan, la precisione di Mike Miley e la bruttezza delle giacche di Scott Holiday. Il secondo è quello che piace a noi. Ed è quello di chiudere gli occhi e iniziare a ballare. Perché qui non stiamo parlando di rivoluzione musicale, di novità stilistiche, di “maestri dello strumento” o di preziosi virtuosismi. Parliamo solo di rock. Un rock che viene direttamente da tempi lontani e che non torneranno mai più, ma che rivive live questa sera all’Alcatraz. Sebbene con un approccio decisamente più soft rispetto alla prima parte di carriera (per capirci fino a Head Down), i Rival Sons dimostrano di essere tra le poche band attuali in grado di proporre sul palco qualcosa di eccezionalmente vero, di emotivamente pesante, tanto allegro e sognante, quanto cupo e drammatico.

La musica è essenziale e non è altro che un’attuale rilettura dei mostri sacri quali The Doors e Led Zeppelin, ma con due particolari in più rispetto alla stragrande maggioranza di band che si rifanno a quegli anni: attitudine e canzoni. Banale? Forse sì. Ma nei 15 brani proposti a Milano, non una canzone era fuori posto, non un ritornello poco orecchiabile (ma al contempo mai banale). Una band coesa e compatta, visibilmente devota al proprio pubblico che in questa particolare occasione sembra davvero entusiasta dell’arrivo degli americani, con cori che sentiamo raramente anche per band ben più di spicco.

Tornano alla performance, la fredda cronaca della setlist del concerto (che pesca comunque per gran parte dall’ultimo Hollow Bones e dal precedente Great Western Valkyrie e che vi riportiamo sotto) non renderebbe giustizia alla musica stessa, che per una volta tanto definiamo bella. Le ultime note di “Keep On Swinging” sono gioia vera, un inno alla musica. Un concerto davvero emozionante e divertente, da vivere e far proprio. Se non li avete ancora visti live, non perdeteli al prossimo giro in Italia.

Setlist: Hallow Bones Pt.1 / Tied Up / Thundering Voices / Electric Man / Secret / Pressure And Time / You Want To / Where I’ve Been / Fade Out / Tell Me Something / Face Of Light / Torture / Open My Eyes / Hollow Bones Pt. 2 / Keep On Swinging

Mairo Cinquetti

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Inguaribile punkettone e amante di tutto ciò che fa tupa-tupa. La mia dimensione ideale è dentro al pit, armato di reflex e pronto a immortalare tutti ciò che va oltre la musica.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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