Rise Against: Live Report e foto della data di Segrate (MI)

Lunedì 27 giugno ’22 verrà ricordata come la data del ritorno a Milano dopo quattro anni esatti dei Rise Against, una coincidenza davvero singolare che rende la loro unica data tricolore da incorniciare. Per il sottoscritto è anche la prima volta che li vedo live, se elimino un annebbiato ricordo del “Fangosphere” in Svizzera in supporto ai Big 4, in quella famosa giornata… Ma partiamo con calma in quanto prima di loro si esibiscono gli inglesi Trash Boat, impegnati in un tour di supporto al loro ultimo disco “Don’t You Feel Amazing?”. 

TRASH BOAT

Non sono in tanti a conoscere la band inglese, mentre personalmente ricordo di averli già visti al Legend Club nel 2016 di supporto ai Beartooth, un’occasione da cui non uscii particolarmente impressionato. Posso però essere piacevolmente smentito in quanto la carica che portano sul palco è tanta e la scagliano contro tutti i presenti, che sono già in un buon numero nonostante sia una data infrasettimanale con un caldo infernale.  

Purtroppo non vanno troppo a ritroso nel tempo, in quanto lo stile della band è cambiato parecchio rispetto al debutto, ma ciò non inficia troppo la performance, che riesce senza alcun problema a trascinare il pubblico.  

Di sicuro c’è un momento che alza il livello di attenzione di tutti, ed è la cover di “Given Up” dei Linkin Park, un momento che scatena finalmente il pogo sotto palco. Per il resto posso solamente dire che i Trash Boat hanno fatto una buonissima impressione scaldando (come se ce ne fosse bisogno) il palco per gli headliner di questa infuocata serata al Circolo Magnolia. 

Setlist:

1 – Silence is Golden
2 – Synthetic Sympathy
3 – Vertigo
4 – Bad Entertainment
5 – Given Up (Linkin Park Cover)
6 – Alpha Omega
7 – Don’t You Feel Amazing
8 – He’s So Good

RISE AGAINST

Il cambio palco e la pausa birra mi accompagnano fino allo spegnimento delle luci sullo stage per introdurre i Rise Against. Molti dei presenti si sono chiesti se Tim sarebbe mai riuscito a cantare a dovere, e lui risponde “presente”, riuscendo fin dai primi minuti a convincere i dubbiosi. Vengono subito spazzati via con l’opening “Prayer Of The Refugee”, mandando in delirio immediatamente tutti, grazie anche a un palco ben settato con effetti luce, schermi e fumi che aumentano ancora di più l’impatto della loro musica. 

Nonostante sia uscito da poco il nuovo album “Nowhere Generation”, i nostri porteranno live solamente la title track, concentrandosi su vecchie hit e singoli che li hanno resi celebri nell’ambiente Melodic Hardcore. Una piccola gioia per il sottoscritto, visto che ho potuto ascoltare al meglio brani come “Satellite”, “Ready To Fall” e “Collapse”.  

Il concerto fila diritto senza alcuna interruzione, con gli attesissimi slogan della band riguardo la rivoluzione, in merito alla situazione odierna tra guerra, politica e movimenti in supporto ai diritti umani, che introducono una onestissima e acustica “Hero Of War”, azzeccata per i tempi che corrono. Dopodiché la serata si conclude con un tris totale composto da “Survive”, “Give It All” e la finale “Savior”, che saluta il pubblico italiano promettendo di non dover più aspettare altri quattro anni per un loro concerto.  

Questo è quanto, un concerto di sole tredici canzoni che mi lasciano un po’ di amaro in bocca: con una discografia del genere e l’importanza dei Rise Against mi sarei aspettato sicuramente qualcosina in più della solita scaletta pronta per i festival. Chiedo troppo forse? Mi risponderete voi a questa domanda; intanto possiamo comunque gioire per averli avuti ospiti e per aver goduto per una performance immensa.  

Setlist: 

  1. Prayer Of The Refugee 
  1. The Violence 
  1. Satellite 
  1. Help Is On The Way 
  1. Ready To Fall 
  1. Collapse (Post-Amerika) 
  1. Re-Education (Through Labor) 
  1. I Don’t Wanna Be Here Anymore 
  1. Nowhere Generation 
  1. Hero Of War 
  1. Survive 
  1. Give It All 
  1. Savior 

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