Riot V: live report della data di Brescia

Quando è trapelata la notizia di questa serata, importante sia per il nome della band che avrebbe fatto da headliner sia perché quella di Brescia è stata la prima delle pochissime date previste in Europa per questo breve tour, l’entusiasmo ha dilagato, a dispetto delle voci che sostenevano che, data l’assenza di Mark Reale, quelli che sarebbero saliti sul palco non si potevano neanche definire come Riot. Invece, la serata ha soddisfatto tutte le più rosee aspettative, tra pullman organizzati apposta per l’occasione, singoli fan arrivati apposta da Puglia e Sicilia e un entusiasmo da parte di tutti che non ha mai visto cali durante la lunga setlist della rinata formazione. È vero, Mark Reale non era presente fisicamente, ma il fatto che, prima ancora che i Riot V (dove V è da intendersi come il numero romano, a ricordo di come questa sia la formazione con il quinto cantante utilizzato dal gruppo) facciano la loro comparsa, venga portata sul palco una custodia per chitarra che gli apparteneva e con il suo nome scritto sopra ci fa capire come il concerto sia un vero e sincero tributo a Reale e alla sua lunga attività nella band, un tributo che verrà poi ripreso a voce in più momenti anche durante la performance, tra brindisi e brevi ricordi. I cinque musicisti si comportano in modo egregio, indipendentemente dal fatto che le loro storie, legate al nome Riot, abbiano percorsi e tempi differenti fra di loro.

I nomi legati storicamente ai Riot per periodi di tempo più o meno lunghi sono quelli del bassista Don Van Stavern, del chitarrista Mike Flyntz e del batterista Frank Gilchriest. Il giovane allievo di Flyntz, Nick Lee, si sobbarca le parti della seconda chitarra, mentre l’affascinante Todd Michael Hall si destreggia perfettamente dietro il microfono e non mostra esitazioni in nessun momento. L’esibizione dei Riot V ripercorre buona parte della carriera della band, e anche se i fan sembrano preferire di gran lunga gli estratti dagli album storici, quindi brani come “Fire Down Under” e “Swords & Tequila”, la partecipazione complessiva è ottima in tutti i momenti, con il gran finale affidato a “Warrior” e a “Thundersteel” da far tremare letteralmente il pavimento. La cosa importante da dire è che quella che abbiamo di fronte è ben più di una tribute band; indipendentemente dal fatto che non tutti i musicisti hanno fatto parte della sua formazione, lo spirito che si avverte è quello di un gruppo fortemente coeso e votato con umiltà all’omaggio nei confronti di chi, oltre a loro, ha contribuito a rendere grande il nome dei Riot nel corso di tutti questi anni. Al di là di questa serata, che va registrata comunque sotto la voce “eventi straordinari”, la consapevolezza che i Riot V sono in scena e che hanno in programma un nuovo full length non può che riempire di aspettative positive i fan di vecchia data.

Spendiamo un paio di parole anche sui due gruppi di supporto. I primi ad esibirsi sono i Ryal, formazione a cinque con due chitarre, dedita ad un heavy metal che potrebbe anche essere interessante se non fosse per evidenti problemi di esecuzione, che hanno reso gli assoli spesso completamente staccati dl resto del brano, e di parti vocali allo stesso modo slegate fra loro. Essendo la prima volta che li vediamo dal vivo, possiamo anche immaginare che i Ryal siano una band nuova e che ha necessità di farsi le ossa sul palco, per affinare quelle doti che si intuiscono (soprattutto per quanto riguarda la composizione dei brani, che non manca di spunti originali), ma ancora stentano ad emergere del tutto. Discorso diverso per i marchigiani Battle Ram, che come una macchina da guerra portano a termine il loro set, inserendoci anche una cover di “Angel Witch”, senza problemi di sorta e ottenendo a loro volta un ottimo riscontro da parte del pubblico.

Setlist Riot V:

– Narita
– Fight Or Fall
– On Your Knees
– Metal Soldiers
– Wings Are For Angels
– Johnny’s Back
– Hard Lovin’ Man
– Fire Down Under
– Metal Warrior
– Sign Of The Crimson Storm
– Angels Eyes
– Still Your Man
– The Altair Of The King
– Flight Of The Warrior
– Bloodstreets
– Road Racin’
– Swords & Tequila
– Warrior
– Thundersteel

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