Richie Kotzen: Live Report e foto della data di Pistoia

Anni fa per scherzare si diceva in giro che Ricoe Kotzen ha tutte le fortune: sa scrivere ottimi brani, spesso spaziando su più stili diversi, suona a meraviglia, canta alla perfezione i suoi brani e, giusto per concludere, è anche un bell’uomo. Il live di Pistoia non fa altro che confermare tutte queste affermazioni su di lui. La Fortezza Santa Barbaara è una piacevoole sorpresa che ci regala Pisoita, una muraglia imponente che si staglia su un cielo che non promette niente di buono (ma che per fortuna ci eviterà la pioggia per questa volta) e che racchiude un cortile interno dal tappeto erboso e un palco incorniciato di oleandri. In questa cornice tranquilla si sviluppano gli eventi di Estate in Fortezza, di cui fa parte anche il secondo concerto in Italia per quest’estate di Richie Kotzen. Benchè il chitarrista passi dal nostro Paese abbastanza frequentemente, sia da solista che, negli anni passati, con i The Winery Dogs, il suo arrivo è salutato sempre con un grosso entusiasmo da parte del pubblico, che è composto da una parte di appassionati della chitarra, pronto a bersi ogni singola nota dei suoi assoli, sia da un pubblico più generico, che apprezza i suoi pezzi più easy listening, estratti da un repertorio ormai vastissimo, considerato il gran numero di dischi solissti prodotti lungo la sua carriera.
Ad aprire la serata ci pensa però Andre Blanco, giovane cantautore che si propone con un progetto a tre chitarre acustiche che ha anche finalità benefiche. I proventi del live, e della vendita dei CD dell’artista, infatti, verranno destinati alla Fondazione Radioterapia Oncologica di Firenze, come poi tutte le iniziative legate a Estate in Fortezza. I suoi pezzi, estratti dall’ultimo album, intitolato “Queen Of Colors“, parlano quindi di speranza e di positività, inneggiano a un futuro più sereno per tutti e, nonostante siano leggermente velati di malinconia, lasciano trapelare raggii di speranza. Nonostante la situazione sia particolarmente essenziale, Andre Blanco e i suoi musicisti riescono, nella semplicità dei loro arrangiamenti, a trasmettere entusiasmo, la gioia per la situazione in cui sono collocati e convincono da subito.

Il live di Richie Kotzen inizia addirittura con qualche minuto di anticipo, forse per il timore della pioggia, e si sviluppa senza nessun problema. Il chitarrista statunitense si presenta sul palco accompagnato solo da basso e batteria, e anche la sezione ritmica avrà modo, separatamente, di esprimersi con un assolo a testa. Il repertorio che costituisce la struttura di questo live è, come prevedibile, un piccolo excursus nella carriera solista di Kotzen, spaziando ad ampio raggio ma con una marcata preferenza verso gli album pubblicati dopo il 2000. C’è spazio quindi per “Losing My Mind“, datata 2004, per “Your Entertainer“, del 2009, e per “Bad Situation” e “Love Is Blind“, che invece sono del 2011. Si torna al repertorio degli anni ’90 solo a metà live, quando Kotzen esegue “Socialite“, estratta da “Mother Head’s Family Reunion” del 1994, ma poi si torna subito agli anni 2000 con “The Road” e la recentissima “Meds“, contenuta in “Salting Earth“, album dello scorso anno. Il finale è riservato ad altri due brani recenti, vale a dire “You Can’t Save Me“, datato 2006, e “The Damned“, un singolo estratto da “Salting Earth“. Si tratta di un live dai toni moderati, nel quale Richie Kotzen parla pochissimo, davvero lo stretto indispensabile, e nonostante mantenga per tutto il tempo un approccio estremamente misurato, bastano pochi brani per rendersi conto di quanto carisma e di quale creatività il musicista porti con sè. La struttura minimale del live, corredato comunque da improvvisazioni interessanti e da ampi spazi in cui al chitarrista è lasciato tutto lo spazio necessario, è in fondo la sua forza maggiore, il tratto caratteristico del Kotzen maturo, che dà attenzione allo stesso modo alla sua band e al suo pubblico. Una bella serata, coadiuvata anche dall’aspetto della beneficenza, un bel momento per gli appassionati delle sei corde, ma non solo.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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