Richie Kotzen: Live Report della data di Forlì

Visto il prevedibile afflusso di pubblico, si poteva quasi ipotizzare un concerto in piedi, come era successo qualche mese fa per Johnny Winter, ma anche così, comodamente seduti, rivedere Richie Kotzen, che ormai è di casa al Naima Club, nella sua ormai annuale discesa in Italia è sempre un piacere. Dopo avere toccato il felice traguardo dei quarant’anni, l’ex Poison si mantiene sempre fedele a quello che è, ovvero un ottimo chitarrista capace di cantare e, perché no, di incantare gli occhi e le orecchie dei suoi sostenitori. Il 2010 è l’anno delle raccolte, e per l’occasione è possibile acquistare, oltre all’ultimo album in studio, “Peace Sign”, anche i due best of di recente uscita, uno dedicato ai brani più rock e uno alle ballad, contenenti a loro volta un paio di inediti. Probabilmente per questo motivo, la serata si sviluppa principalmente intorno alla parte più recente della carriera di Richie Kotzen, escludendo una volta per tutte anche quei brevi resti del passato forse più celebre (ok, in breve: “Stand” non l’ha suonata). Accompagnato da una sezione ritmica impeccabile e capace comunque di rimanere in disparte quando necessario, assistiamo quindi a una carrellata di brani fra cui “Long Way From Home” e “Peace Sign”, tratti appunto dall’ultima fatica, “You Can’t Save Me”, tratta da quel “Into The Black” che si caratterizzò, nel 2006, per essere un bel po’ più malinconico dei suoi predecessori (e anche per essere l’unico album suo con l’adesivo “parental advisory” a fare orgogliosa figura in copertina), e a conti fatti, il brano più vecchio è “High”, datato 2003. C’è tempo per un breve intermezzo acustico, subito dopo la pausa di routine, e poi via al gran finale, affidato a “Go Faster” e a “Shine”, unico brano del periodo Mr. Big. Impossibile trovare una qualsiasi pecca o difetto in questa performance, che lascia la speranza che, con il nuovo anno, si possa pensare a un’altra tappa dell’infinito e sorprendente percorso musicale di Richie Kotzen; noi saremo lì ad aspettarlo.

anna.minguzzi

mostra tutti gli articoli

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ha organizzato il viaggio di nozze in funzione dei concerti che c'erano allo Z7 di Pratteln. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

0 Commenti Lascia il tuo commento →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login