Rhapsody Of Fire: Live Report della data di Milano

Il primo album della nuova saga dei Rhapsody of Fire è già in commercio e la band di Alex Staropoli sta concludendo il “The Eighth Mountain Tour”, con due date italiane, al Legend Club di Milano e al Locomotiv Club di Bologna. A Milano è previsto il pienone, e già dall’apertura delle porte abbiamo le idee chiare su quello che sarà l’andamento della serata. La gente è molto entusiasta e il locale si riempie da molto presto.

THORNBRIDGE

Direttamente dalla Germania, i Thornbridge sono la band scelta per aprire le danze stasera, con le loro melodie tipiche di un power metal classico ispirato al mondo fantasy; i musicisti presenta brani dal loro nuovo studio album intitolato “Theatrical Masterpiece”. Il quartetto tedesco crea delle melodie di forte impatto e questo è più che evidente dalle reazioni del pubblico, che gioisce abbondantemente alle note dei brani come la title track, “Demon In Your Heart” o “Set The Sails”. Con il loro stile semplice, potente, senza influenze sinfoniche o grandi variazioni, i Thornbridge si guadagnano la simpatia dei fans presenti al Legend Club e con la loro musica professionale, poco innovativa, ma energica, hanno scaldato l’atmosfera a sufficienza.

AVALANCH

Andiamo avanti con uno spettacolo di alta classe, con gli ispanici Avalanch, decisamente più esperti sotto tutti i punti di vista, con il mastermind Alberto Rionda a coomandare un insieme di musicisti di calibro di Mike Terrana alla batteria, Dirk Schläter e Jeorge Salan, creando una formazione di puro successo. Con tredici album a comporre la loro discografia, gli Avalanch iniziano la loro performance con “The Oracle”, pezzo tratto dal loro disco più recente, e continuano con brani come “The Flower in The Ice”, che riscuote successo tra il pubblico, che accompagna nei cori il cantante Ismael Ramos, anche nei brani in spagnolo come “Lucero” o “Demiurgus”. Gli assoli di chitarra e il lavoro di basso e tastiere contribuiscono in maniera fondamentale alla creazione di un’esibizione magica, adrenalinica con emozioni forti, positivi.

RHAPSODY OF FIRE

Anche se lo spettacolo finora non ha tradito per niente le aspettative dei presenti, tutti aspettano di vedere dal vivo l’amatissima band italiana, rigenerata dall’ingresso di nuovi membri, nuove canzoni e con una saga iniziata con “The Eighth Mountain”, un album che li ha portati già nelle classifiche italiane e internazionali. Giacomo Voli ci dà il benvenuto nel mondo delle favole e con le prime note di “Distant Sky”, con cui è già più che evidente l’aria di rinnovo che si respira all’interno della band. La lineup è sempre più unita e i pezzi sono stati scelti apposta per creare un’atmosfera dinamica, di positività, epicità; ne sono esempi pezzi come “The Legend Goes On”, “The Courage To Forgive” e “Rain Of Fury”. Le sonorità medioevali che ci accompagnano in un viaggio nel mondo fantasy sono una creazione di Manuel Staropoli e la festa continua con brani potenti come “Dargor, Shadowlord Of The Black Mountain” e le killer tracks “Master Of Peace” e “ March Against the Tyrant”. Giacomo Voli, un’inarrestabile fonte di freschezza e di gioia, interagisce in maniera esemplare con i fans e dimostra una maturità e professionalità adatte alle esigenze del ruolo del frontman di una band leggendaria. Ci sono momenti di simpatia, allegria, con il giovane batterista Manu Lotter, il quale anche se l’italiano lo capisce poco (sa solo le parolacce, secondo il cantante), fa vedere che la batteria è proprio il suo campo di battaglia. Due giovanissimi artisti integrati al meglio all’interno di un gruppo di personaggi espertissimi come Alex Staropoli, Roby De Micheli e Alessandro Sala hanno dato vita ad una formazione perfetta, capace di creare atmosfere ed emozioni forti e il pubblico partecipa a tutte le canzoni. Il viaggio nel passato con “Dawn Of Victory”, “Into The Legend” e “Holy Thunderforce” continua in una rapsodia eccellente, piena di pomposità, ottimismo e fantasia. A metà serata abbiamo l’occasione di ascoltare la versione italiana dell’intensa  “Senza Un Addio” (la versione italiana di “The Wind, The Rain and The Moon”), dove Giacomo Voli si esprime al meglio, in mezzo ad applausi che sembrano non avere fine. Ci troviamo davanti ad uno spettacolo multicolore, che non vogliamo che finisca, ma purtroppo le belle cose non durano per sempre e con un finale strepitosa composto dai classici “Land Of Immortals” ed “Emerald Sword”, la band ci saluta e noi siamo più che soddisfatti dello spettacolo offerto.

In conclusione possiamo dire che i Rhapsody Of Fire hanno ritrovato la propria identità e sono ancora un punto di riferimento internazionale per il power metal. Grazie a tutte le band che hanno offerto uno spettacolo pieno di energia ed emozioni.

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