Raised Fist: Live Report della data di Mezzago (MI)

Bloom colmo di gente presente e partecipe per il concerto di sabato scorso (24/10/2009): Raised Fist, Deez Nuts ed Endwell. Il concerto inizia proprio con la performance di questi ultimi. La band del Queens, NYC, ha dato il meglio del proprio repertorio, così come le altre band a seguire, trasmettendo una carica incontenibile nonostante il clima afoso del locale. Sempre pronti ad interagire e coinvolgere il pubblico ora incitando a cantare ora chiedendo un circle pit, e ottenendo la massima disponibilità, gli Endwell si prestano al meglio, quasi meglio di come ci se li aspettava e con grande professionalità ci concedono i loro 30 minuti di delirio, ma la serata è appena cominciata ed i "veterani" presenti al concerto, molto probabilmente aspettano altro…i Deez Nuts magari? Lasciamo gli Endwell con un grande applauso, meritatissimo, e passiamo alla seconda band della serata. Ricordo ancora la prima volta che ascoltai un pezzo dei Deez Nuts, ero a casa senza nulla da fare, troppo tempo fa oramai…finchè un amico mi contattò su Msn e senza dire una parola mi girò il link di un video su Youtube: Deez Nuts "I Hustle Everyday", fu amore. Personalmente aspettavo con ansia il loro arrivo in Italia, e finalmente eccoli li, a conquistare il palco con il loro modo di fare e il loro abbigliamento al limite del tamarro. JJ Peters al comando e si aprono le danze. La prestazione del gruppo australiano è qualcosa che lascia basiti anche i più insicuri e mal fidati presenti, quelli trascinati dall’amico dell’amico, che forse non hanno ancora ben presente con chi hanno avuto a che fare, e che forse, per il modo di fare gangsta dei Deez Nuts non vedevano di buon occhio la band prima dell’ esibizione. Nonostante i suoni siano messi giù male (chitarre eccessivamente distorte, batteria dirompente e voce bassissima) i Deez Nuts rendono comunque, nonostante non abbiano suonato forse la canzone più bella di Rep Your Hood, "I Hustle Everyday". Pausa di quindici minuti tra un gruppo e l’altro, soprannominata "pausa revival" visto che passavano musica morta e sepolta, ma non per questo malvagia, come i Distillers e i Dead Kennedys. Son circa le 12 e mezzo credo (ogni volta che sono ad un concerto perdo la cognizione del tempo)ed è la volta dei leggendari Raised Fist. La locandina del concerto, li ritrae in bianco e nero, seri più che mai e con la stessa attitudine dei primi anni novanta e "Veil Of Ignorance", ultimo album della combo Svedese ne è la prova. L’ approccio è dei migliori e dopo soli dieci minuti è praticamente impossibile rimanere inermi innanzi ad una partecipazione del genere. Il pubblico è sempre più numeroso e l’età media è decisamente più alta rispetto a quella di altri concerti dello stesso genere. Anche loro hanno dato il meglio di se, nonostante ancora una volta il sound non sia dei migliori; in ogni caso il risultato del concerto è assolutamente positivo e l’ Hardcore, e i supporter del genere, ancora una volta hanno saputo dare dimostrazione delle potenzialità che posseggono. I dovuti ringraziamenti infine, vanno ovviamente alle band, ai presenti e, per ultimo ma non meno importante ad Hardstaff, che ancora una volta ci delizia con la propria organizzazione. Alla prossima e XstayXtrueX

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