The Quireboys: Live Report della data di Bologna

Per Bologna Rock City questa serata è doppiamente importante. Oltre ad essere una delle date che segna il ritorno sui palchi italiani dei Quireboys, ad alcuni mesi di distanza dalla loro trionfale serata in quel di Russi, è anche l’occasione per lanciare la nuova iniziativa dell’associazione culturale capeggiata da Emiliano Nanni, ovvero la costituzione della Bologna Rock City Records. Il primo prodotto pubblicato è “Love Hurts… Snake Bites” degli Snakebite, che si esibiscono subito prima degli headliner. Sono però i bolognesi Noise Pollutiuon ad inaugurare la serata poco dopo le 21; a loro chiediamo scusa in quanto gli orari e la pioggia non ci hanno permesso di arrivare in tempo, li citiamo comunque perché la loro realtà va via via consolidandosi ed è giusto concedergli un seppur piccolo spazio.

Convincono e divertono gli Snakebite, uno di quei gruppi che martellano con cospicue dosi di rock and roll il pubblico presente, indipendentemente dalla sua numerosità. Fra “Sleep When I’m Dead” e altri brani tratti dal nuovo disco, il quartetto si mantiene all’altezza della situazione sotto tutti i punti di vista. I quattro perugini dimostrano, esibizione dopo esibizione, di avere buone carte da giocare e di stare gradualmente maturando, tutti elementi importanti anche per gli imminenti impegni con gli svedesi Bulletrain, di cui gli Snakebite saranno il gruppo di supporto nel loro breve tour italiano. Avanti così allora.

Cambiano i luoghi, cambia il clima, ma la carica è sempre quella. I Quireboys regalano ai presenti un’esibizione che ricalca in modo molto fedele quella vista sulla piazza principale di Russi lo scorso 1° maggio, e la ricalca non solo nei brani proposti, ma anche e soprattutto nella grinta, nella simpatia e nel clamoroso coinvolgimento che la band riesce a realizzare. Una breve intro rock blues fa da preludio all’ingresso in scena di uno Spike sorridente e cordiale, che attacca “Bite The Hand That Feeds” con la consueta, professionale follia. In più di una occasione Spike, fra un lancio dell’asta del microfono e l’altro, scherza sul fatto che quella sera ci sono ben pochi alcolici sul palco, e che tutti stanno bevendo Diet Coke e altre schifezze simili, ma il sorriso che va da un orecchio all’altro rende questi discorsi ben poco credibili. Alcolici o non alcolici, i Quireboys riscuotono sempre un degno e meritato successo quando scendono in terra italica, e la possibilità di riascoltare brani intramontabili e divertenti come “Hey You”, “I Love This Dirty Town” e perfino la lenta “Whippin’ Boy” è un motivo sufficiente per sfidare il clima non proprio favorevole e ballare spensierati. Preceduta da un “What’s The time?” arriva poi “7 O’ Clock”, a cui fanno seguito i due bis consueti, vale a dire “I Don’t Love You Anymore” e “Sex Party”; il contrasto fra le emozioni suscitate dal primo e dal secondo brano contribuisce a rendere questo finale il momento più emozionante di tutta la serata. Ancora una volta quindi, i Quireboys escono di scena da vincitori, eseguendo un concerto impeccabile a livello di esecuzione strumentale, vocale e di interazione con gli spettatori. Difficile trovare un volto su cui, a fine serata, non spicchi un bel sorriso soddisfatto e, perché no, anche un po’ alcolico.

Ulteriori foto della serata sono visibili a questo link.

Setlist completa Quireboys:

– Bite The Hand That Feeds

– Misled

– The Finer Stuff

– Tramps And Thieves

– There She Goes Again

– Roses And Rings

– I Love This Dirty Town

– Whippin’ Boy

– Mona Lisa Smiled

– Man On The Loose

– Hey You

– Sweet Mary Ann

– 7 O’Clock

– I Don’t Love You Anymore

– Sex Party

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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