Queen + Adam Lambert: Live Report della data di Milano

Ci sono band che non hanno bisogno di presentazioni. Band che hanno scritto intere pagine di storia della musica, il cui nome è in grado di evocare in una manciata di lettere decine di classici imprescindibili, gli stessi che si potrebbero udire fischiettati un po’ ovunque per le strade di qualsiasi città del globo. Band entrate di diritto nella leggenda, il cui mito è inferiore solo al numero di copie vendute dai loro album.
Nel caso dei Queen, si devono fare i conti anche con la leggenda di Freddie, unico e insostituibile. E anch’io, mentre raggiungo il Forum di Assago, mi chiedo cosa doversi aspettare dall’evento: come si può parlare di Queen senza Freddie Mercury? Che senso ha? Sono combattuto. Se da una parte il richiamo di quel logo Queen mi entusiasma, dall’altra, l’idea che un Adam Lambert qualsiasi (scoperto dal talent show statunitense American Idol) possa sostituire Freddie Mercury mi infastidisce oltremodo. E proprio come me, tanti altri devono aver vissuto lo stesso dilemma. Il Mediolanum Forum è infatti tutt’altro che sold out. Mi aspettavo di varcare la soglia del palazzetto ed assistere ad un colpo d’occhio pari a quello di San Siro dei derby migliori, con decine di migliaia di puntini compressi e uniti tra loro dal filo invisibile della musica, in un tripudio crescente di aspettative e tensione. E invece le tribune sembrano occupate a poco più del 50% della loro capacità, così come il parterre. Evidentemente, penso io, i seggiolini vuoti sono di coloro i quali non accettano che la band prosegua la sua attività senza Freddie Mercury, mentre quelli occupati sono di coloro per cui “the show must go on”.
Con una grandiosa scenografia volta ad omaggiare il quarantesimo anniversario dello storico album “News of the World”, il concerto inizia senza troppi fronzoli e i primi pezzi – “Tear It Up”, “Seven Seas of Rhye”, “Tie Your Mother Down”, “Play the Game”, “Fat Bottomed Girls” – scivolano veloci senza alcuna interazione col pubblico, quasi a voler dare il giusto tempo alla platea di metabolizzare quanto di fronte ai loro occhi: Freddie Mercury non c’è, c’è Adam Lambert. E la sua abilità come frontman è indiscutibile tanto quanto la sua estensione vocale.
L’atteggiamento di Adam sul palco, volto ad imitare sia nei movimenti che nella teatralità il buon Freddie, mi ha tranquillizzato subito da tutti i dubbi. E’ chiaro l’intento di non voler sostituire il ricordo di nessuno, né tantomeno di voler imporre la sua personalità artistica per dar vita ad una nuova era dei Queen (come si sarebbe potuto pensare all’epoca di Paul Rodgers). Anzi, è proprio l’opposto. Qui si cerca di celebrare la grandezza di Freddie Mercury INSIEME ai Queen. E, sebbene a volte la gestualità di Adam Lambert rischi di sconfinare nel caricaturale, il rischio tributo è ben lontano (non dimentichiamo che sul palco ci sono anche due musicisti di nome Brian May e Roger Taylor che da soli varrebbero il prezzo del biglietto). Pensieri questi, che trovano conferma nelle stesse parole di Adam al pubblico: “Vi starete chiedendo chi è Adam Lambert. Molti penseranno: è un American motherfucker! Già, proprio così! Perché di Freddie ce ne è uno, ed è insostituibile.” E a chi, invece, lamenta il fatto che il repertorio proposto dai Queen è sempre e solo quello storico, mi verrebbe da chiedere quante sono le band, anche più avvezze alle nostre pagine, che macinano live su live vivendo quasi esclusivamente sui loro pezzi d’annata senza però dover subire la pubblica gogna (chi ha detto Metallica?)
Il tempo vola e il concerto entra nel vivo, il tutto coadiuvato da un’incredibile scenografia di luci e laser che fanno tenere molti con l’occhio del cellulare puntato all’insù. Adam Lambert è una vera macchina da spettacolo, Brian May il maestro della seicorde che tutti conosciamo, Roger Taylor potente e preciso dietro ai rulli con la sua barba bianca alla Anthony Hopkins. La freddezza iniziale si è ora tramutata in una grande festa, dove tra assoli di batteria, assoli di chitarra e dialoghi con il pubblico, la band ci propone capolavori che hanno fatto la storia del rock e della musica a tutto tondo. C’è anche spazio per un toccante duetto tra Brian May e Freddie Mercury sulla dolce Love of My Life, con il Forum di Assago che si illumina a giorno tante sono le luci dei cellulari azionati. Who Wants to Life Forever ci trasporta invece in una dimensione surreale attraverso uno stupendo gioco di laser e immagini. Da brividi.
E poi ancora “The Show Must Go On”, “Radio Ga Ga”, “Bohemian Rhapsody”… Basterebbero questi per fare ben più che la felicità dei presenti! Ma c’è ancora tempo per l’encore, “We Will Rock You” e l’immancabile “We Are the Champions”, in un tripudio di effetti speciali a chiusura.
Dopo 2 ore e un quarto di spettacolo, nel pieno di un’ovazione generale, il pubblico comincia a defluire e con esso i tanti volti disegnati dalla gioia per un concerto entusiasmante, unico, che resterà impresso a lungo negli occhi e nelle orecchie di chi vi ha partecipato. Sicuramente, uno degli eventi più emozionanti dell’anno. E per chi invece – con sufficienza – ha fatto parte di quei seggiolini vuoti, solo il rimpianto di non aver assistito alla storia mentre passava in quel di Assago una sera del giugno 2018.

Setlist:
Tear It Up
Seven Seas of Rhye
Tie Your Mother Down
Play the Game
Fat Bottomed Girls
Killer Queen
Don’t Stop Me Now
Bicycle Race
I’m in Love With My Car
Another One Bites the Dust
Lucy
I Want It All
Love of My Life
Somebody to Love
Crazy Little Thing Called Love
Under Pressure
I Want to Break Free
Who Wants to Live Forever
Last Horizon
The Show Must Go On
Radio Ga Ga
Bohemian Rhapsody
—————-
We Will Rock You
We Are the Champions

Si ringrazia BarleyArts per la disponibilità e per la cortesia da sempre dimostrate.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Patrizia Sperone

    Io ho visto lo stesso concerto a Bologna nel novembre scorso. Il palazzetto era sold-out. È stato il più bel concerto a cui io abbia mai assistito! E con le vostre parole avete espresso esattamente quello che ho provato io. Un fantasma aleggiava sul palco… Grandissimi Brian e Roger, hanno ancora energia da vendere, sono stati incredibili!! E Adam Lambert umile al punto giusto. Insomma, se penseranno di tornare da noi, io ci sarò.

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