Protest The Hero: Live Report della data di Assago (MI)

Dobbiamo riconoscere che ormai i Protest The Hero godono di un nutrito seguito anche in Europa, soprattutto tra i propri coetanei e anche tra ragazzi ancor più giovani di loro; il sottoscritto era quindi leggermente un pesce fuor d’acqua durante lo show di Assago dell’altra sera anche se fa un enorme piacere vedere questo tipo di coinvolgimento per la musica live da parte delle nuove leve al giorno d’oggi.

In questo senso un bell’aiuto veniva anche dal fatto che i canadesi fossero inseriti in un tour pack di tutto rispetto; per motivi di schedule il concerto degli Intervals è iniziato ad un orario improponibile e ci siamo persi in toto uno dei newcomer più pompati del sottogenere djent. Dopo di loro, sono saliti sul palco i The Safety Fire che hanno infiammato il pubblico (in parte lì per loro) col un mix di postcore e prog metal che sinceramente non sembra parare da nessuna parte; i londinesi, comunque forti di un deal con Inside Out, come su album, non ci convincono completamente a parte nel trasporto che mettono nel portare sul palco quanto da loro concepito e, anche a parte l’ottima prova dei chitarristi (soprattutto Derya Nagle) e del batterista Calvin Smith.

Grande attesa e interesse gravitava intorno agli altri inglesi del lotto, quei TesseracT che nel giro di due album e due EP hanno già raggiunto le vette del prog più groovy e sperimentale (soprattutto per quanto riguarda i suoni). Purtroppo nella data italiana i nostri hanno dovuto esibirsi in formazione ridotta come trio e perlopiù strumentale a causa delle defezioni ad inizio tour del chitarrista James Monteith (per motivi famigliari) e la sera stessa del cantante Ashe O’Hara (influenza); Kahney, Williams, e Postones non si sono comunque persi d’animo dimostrandosi musicisti preparatissimi sebbene algidi. I nostri hanno già proposto (e anche pubblicato) i loro pezzi in versione strumentale quindi non possiamo che elogiare ad esempio “Proxy”, “The Impossible” e “Nocturne” dei quali però ci sono “mancate” le aperture melodiche apportate dalle loro ricercate linee vocali.

Avevamo assistito l’ultima volta ad uno show dei Protest The Hero nel 2009 a Bologna e dobbiamo riconoscere che la verve di Rody Walker & Co. non è assolutamente scemata; forse il loro percorso discografico segna una maturazione con l’innegabile virata verso parti melodiche più accessibili (sempre affiancate alle sfuriate postcore) mentre dal vivo la carica e l’ironia dei canadesi è ancora spiccata e coinvolgente. I nostri sono sempre tecnicamente ineccepibili e sfruttano anche l’innesto di un Mike Ieradi davvero tentacolare dietro le pelli; la setlist è stata più incentrata nella riproposizione dei “classici” rispetto ai pezzi nuovi e quindi andiamo a segnalare delle buone versioni di “Sequoia Throne”, “Bloodmeat” e “C’est La Vie”; il limite dei Protest The Hero in sede live risiede forse proprio nel fatto che divertendosi un sacco questi ragazzi risultano a tratti eccessivamente “caciaroni” perdendo in precisione a favore dell’attacco frontale.

Questione di gusti comunque dato che i numerosi e giovanissimi presenti al concerto ci sono sembrati visibilmente soddisfatti della serata sia da un punto di vista musicale che di spettacolo scenico… let’s roooooooooooock!!!

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Paolo Marreddu

    Ciao Alberto,concordo pienamente con la recensione..ero li…potresti dirmi solo se sei arrivato dopo gli Intervals,se hai goduto di un pass per stare oltre la prima fila,oppure sei alto 3,57 mt ?….il vero problema di questo concerto è stata la location,indegna per la caratura delle ottime band…è vero i regazzini giovini si son divertiti,noi 30/40 enni non abbiamo visto un tubo,causa un palco ad altezza uomo,ho visto a mala pena la faccia di alcuni cantanti….è la prima volta che non vedo neanche i piatti della batteria….è stata SOLO un esperienza sensoriale sentire i TESSERACT al buio e suonare chirurgicamente in tre: ESAGERATI!……cmq mi dispiace il LIVE FORUM è un locale pulito,ma non adatto a nessun concerto…SCONSIGLIATISSIMO.

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  2. Alessandro Cairo Comelacapitaledellegitto

    Ok, bella recensione, ma manca una cosa fondamentale…la scelta del locale per il concerto è stata pessima. Acustica orribile e visibilità zero. Penso che queste cose debbano essere fatte presenti al fronte dei venti e passa euro spesi per non vedere ne sentire nulla. E questi non sono gusti ma dati di fatto. Assago bocciata!

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